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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato

Commissione Lavoro, pubblico e privato

22 Ottobre 2009
in Camera

(Dal Resoconto Sommario)

Agenzie nazionali sulla sicurezza alimentare.
Testo unificato C. 126 e abbinate.
(Parere alla XII Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere contrario).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta del 16 dicembre 2004.

Andrea DI TEODORO (FI), relatore, ricorda come nella sua relazione avesse sottolineato, con riferimento alle competenze della Commissione, come il provvedimento in esame suscitasse perplessità in relazione alla mancata definizione della pianta organica della nuova Autorità e agli oneri determinati dal personale che sarebbe necessario assumere, considerato che solo per il 70 per cento esso proverrebbe da altre strutture della pubblica amministrazione. Ritiene pertanto siano possibili due opzioni: un parere contrario, oppure un parere favorevole a condizione che non siano previsti oneri né per il personale né per la retribuzione dei componenti gli organismi previsti per il funzionamento della nuova Autorità.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, sottolineato come la seconda ipotesi prospettata dal relatore corrisponda sostanzialmente ad un parere contrario, ritiene preferibile che la Commissione si esprima in maniera chiara sul provvedimento in esame.

Roberto GUERZONI (DS-U) sottolineato come il suo gruppo sia favorevole al provvedimento, rileva come di fatto le due opzioni prospettate dal relatore corrispondano entrambe ad un parere contrario.

Andrea DI TEODORO (FI), relatore, sulla base di quanto emerso nel corso del dibattito, formula una proposta di parere contrario.

Emerenzio BARBIERI (UDC), ricordato come nella sede della VII Commissione Cultura abbia personalmente proposto di esprimere parere favorevole, poi votato all’unanimità, dichiara la sua astensione sulla proposta di parere del relatore.

La Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Disposizioni per l’attivazione di contratti di formazione lavoro per i medici specializzandi.
Nuovo testo unificato C. 3687 e abbinate.
(Parere alla XII Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole con condizioni).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 1o dicembre 2004.

Aldo PERROTTA (FI), relatore, propone che la Commissione esprima un orientamento favorevole sul provvedimento in esame con una condizione riferita ad esigenze di carattere tecnico relativamente a corretti riferimenti normativi e all’opportunità di contenimento degli oneri.

Emerenzio BARBIERI (UDC), ricordati gli appelli dei Presidenti delle Camere e del Presidente della Repubblica relativamente all’esigenza di chiarezza e leggibilità dei testi legislativi, dichiara il proprio orientamento contrario al provvedimento in esame, che contiene norme, come quella recata dall’articolo 4-ter, che obiettivamente risulta di difficoltosa comprensione.

Roberto GUERZONI (DS-U) dichiara di non condividere la previsione di una nuova figura di contratto di lavoro di formazione specialistica per i medici specializzandi che prestano la propria attività professionale in struttura ospedaliere e sanitarie: ritiene che sarebbe preferibile fare riferimento al quadro generale disegnato dalla legge n. 30 del 2003, perseguendo un quadro di regolarizzazione e stabilizzazione. Nel caso in cui sia possibile il loro inserimento nelle piante organiche, si potrebbero infatti stipulare contratti di lavoro a tempo indeterminato, mentre, nei casi in cui ciò non sia possibile, si potrebbero utilizzare contratti di lavoro a tempo determinato. Rileva peraltro come la soluzione proposta con il provvedimento in esame abbia carattere transitorio rimanendo irrisolta la questione a monte della natura del rapporto di lavoro dei contratti di lavoro dei medici specializzandi.

Emerenzio BARBIERI (UDC) sottolinea come, anche in base alla propria esperienza personale, i medici specializzandi prestino la loro attività nelle strutture sanitarie assicurandone la funzionalità.

Aldo PERROTTA (FI), relatore, sottolinea come ormai sia compito della Commissione – che non a caso aveva richiesto l’assegnazione in sede referente – esprimere il parere sulla specifica proposta di legge elaborata dalla XII Commissione, a prescindere dall’esigenza di affrontare compiutamente la questione dei contratti di lavoro per i medici specializzandi. Rileva in proposito come la proposta di legge in esame rappresenti un passo in avanti, consentendo di affrontare anche le questioni relative alla relativa disciplina previdenziale.Formula quindi una proposta di parere favorevole con condizione (vedi allegato 1).

Emerenzio BARBIERI (UDC) invita il relatore ad inserire nella sua proposta di parere una condizione per richiedere un testo più chiaro e leggibile.

Roberto GUERZONI (DS-U) dichiara l’astensione del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore, evidenziando come, pur non essendo contrario allo stanziamento dei fondi previsti dal provvedimento, non sia condivisibile la previsione di una nuova figura di contratti di lavoro formazione specialistica medica che non rientrano in quelle delineate dalla legge n. 30 del 2003.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ritiene che il provvedimento in esame rappresenti comunque un passo positivo per andare incontro ad esigenze collegate a posizioni rimaste per lungo tempo indefinite sul piano contrattualistico.

Aldo PERROTTA (FI), relatore, sulla base del dibattito svolto e dell’esigenza di non determinare oneri a carico della finanza pubblica collegati al trattamento previdenziale, riformula la sua proposta di parere (vedi allegato 2).

La Commissione approva la proposta di parere del relatore, come riformulata.

La seduta, sospesa alle 10, è ripresa alle 14.30.

Internazionalizzazione delle imprese.
C. 4360-B.
(Parere alla X Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole con condizioni).

La Commissione inizia l’esame.

Dario GALLI (LNFP), relatore, rileva come il disegno di legge C. 4360-B, all’esame della Camera in terza lettura, sia volto alla promozione di interventi a sostegno dell’internazionalizzazione del sistema produttivo italiano che rendano più sinergica l’azione svolta dai soggetti pubblici e privati operanti all’estero.

La Commissione lavoro aveva già dedicato all’esame di questo disegno di legge quattro sedute, tra il 17 e il 30 giugno del 2004, senza però giungere all’espressione di un parere e con l’intesa, poi sfumata a causa dell’avvio della discussione in Assemblea, dell’intervento di un rappresentante del Governo per approfondire la materia.
Per quanto attiene al contenuto del disegno di legge, segnala che – nell’ottica di un rafforzamento della cosiddetta diplomazia economica – vengono istituiti sportelli unici all’estero (cosiddetti Sportelli Italia), quali strutture in grado di consentire una più efficace azione dei soggetti pubblici e privati operanti nel comparto e di garantire una maggior coerenza delle attività di promozione e di sostegno all’internazionalizzazione con gli obiettivi di politica internazionale del Governo.
Oltre all’istituzione degli sportelli unici all’estero (articolo 1), il provvedimento prevede: disposizioni organizzative a supporto dell’attività degli sportelli, che si sostanziano nella previsione, inserita durante l’esame alla Camera e successivamente modificata dal Senato, della possibilità, da parte del Ministero delle attività produttive, di effettuare nuove assunzioni di personale e di avvalersi di personale di comprovata professionalità in posizione di distacco da altre amministrazioni pubbliche (articolo 2); l’istituzione di strutture statali o regionali per la formazione del personale operante nel settore dell’internazionalizzazione delle imprese (articolo 3); il rafforzamento delle sinergie tra il mondo imprenditoriale e quello universitario, attraverso l’attivazione di strumenti indicati dall’Accordo-quadro sottoscritto tra il Ministero, l’ICE e la Conferenza dei rettori delle università italiane, quali l’utilizzo delle reti telematiche pubbliche esistenti per la diffusione di informazioni all’estero sulle attività formative in materia di internazionalizzazione (articolo 4); il coordinamento delle attività promozionali e la realizzazione di progetti di investimento incentivati mediante accordi di settore, allo scopo di favorire la presenza di prodotti italiani sui mercati esteri (articolo 5); la possibilità, da parte del Ministero delle attività produttive, di stipulare, d’intesa con le regioni ricadenti nelle aree dell’obiettivo 1, appositi accordi di programma finalizzati a sostenere l’internazionalizzazione del sistema produttivo del Mezzogiorno (articolo 6, introdotto dal Senato); la delega al Governo per il riordino e la razionalizzazione degli enti operanti nel settore, nonché la proroga del termine fissato nella legge di semplificazione 2001 per l’esercizio della delega ivi prevista per il riassetto della normativa in materia di internazionalizzazione delle imprese, ulteriormente estesa a seguito di una modifica apportata dal Senato (articolo 7); la modifica delle attuali norme disciplinanti l’attività della Simest Spa, che consentano alla società di accedere ad operazioni di cofinanziamento con la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), la Banca europea per gli investimenti (BEI) e la International Financial Corporation (IFC) e altri enti sopranazionali, nonché alcune disposizioni, introdotte dal Senato, concernenti il sostegno alle esportazioni e le partecipazioni e i finanziamenti della Finest Spa (articolo 8); la modifica di alcune norme della legge n. 580 del 1993 di riordino delle camere di commercio, relative alla composizione dell’organo esecutivo e al segretario generale di tali enti (articolo 9, introdotto dal Senato); la clausola di copertura finanziaria del provvedimento (articolo 10).
La disciplina di dettaglio per l’attuazione degli interventi e degli strumenti previsti dal disegno di legge viene rinviata a norme di rango secondario. In particolare, richiama l’attenzione sull’articolo 2, riguardante il personale. Tale articolo, introdotto in prima lettura dalla Camera dei deputati al fine di supportare le funzioni attribuite agli sportelli unici all’estero mediante un incremento dell’organico del Ministero delle attività produttive, è stato ampiamente riformulato, nonché integrato con due nuovi commi, nel corso dell’esame presso il Senato.
In particolare, ai sensi del comma 1, il Ministero delle attività produttive, a supporto di un adeguato svolgimento delle funzioni attribuite agli sportelli unici, viene autorizzato: ad assumere – mediante concorso – personale a tempo determinato entro il limite di spesa di 2.000.000 di euro annui per ciascuno degli anni 2005 e 2006; ad utilizzare personale proveniente dal comparto pubblico in posizione di distacco (al personale in questione si richiede il possesso di comprovata professionalità in campo economico-commerciale); ad utilizzare, per le suddette finalità, il procedimento fissato dall’articolo 39, comma 2, della legge n. 273 del 2002 e le procedure di cui all’articolo 23-bis del decreto legislativo n. 165 del 2001. La legge n. 273 all’articolo 39 dispone l’istituzione del Punto di contatto nazionale OCSE (PCN). Il comma 2 di tale articolo, al fine di garantire l’operatività del PCN, prevede il ricorso, da parte del Ministero delle attività produttive, a personale in posizione di comando, fino ad un massimo di dieci unità. A sua volta, l’articolo 23-bis del decreto legislativo n. 165 del 2001, riconosce ai dirigenti pubblici, agli appartenenti alla carriera diplomatica e prefettizia e – limitatamente allo svolgimento di altri incarichi pubblici – ai magistrati e agli avvocati e procuratori dello Stato la facoltà di chiedere il collocamento in aspettativa senza assegni per lo svolgimento di attività presso amministrazioni diverse da quella di appartenenza, soggetti privati, enti pubblici economici ed altri organismi pubblici o privati operanti anche in ambito internazionale.
Il comma 2, aggiunto come il successivo dal Senato, dispone, in attesa dell’attuazione della delega introdotta dall’articolo 7 del provvedimento in esame ed in fase di prima applicazione, l’istituzione presso il Ministero degli affari esteri di un fondo di sostegno delle iniziative volte ad agevolare la costituzione ed il funzionamento degli sportelli. A tal fine si autorizza una spesa di euro 200.000 per il 2004, 1.300.000 per il 2005 e 1.600.000 con decorrenza dal 2006. All’onere si provvederà mediante parziale utilizzo del fondo speciale relativo al Ministero degli affari esteri.
Il comma 3 reca le modalità di copertura a regime delle spese di funzionamento del nuovo sistema degli sportelli, prevedendo che a tal fine siano utilizzate le risorse individuate dall’articolo 9, comma 1-ter, lettera c), della legge 229 del 2003, come modificato dal successivo articolo 7 del disegno di legge, ossia le risorse che derivano dai risparmi di spesa conseguenti ai decreti legislativi di riordino e di razionalizzazione degli enti operanti nel settore dell’internazionalizzazione delle imprese.
In conclusione, riprendendo i principali temi già emersi nel corso del precedente esame del provvedimento, formula una proposta di parere favorevole con condizione (vedi allegato 3), sottolineando l’opportunità di prevedere un elenco di 30 nazioni in cui procedere all’attivazione degli sportelli unici, al fine di definire sul piano operativo il progetto che s’intende perseguire. Quanto alla modifica introdotta dal Senato all’articolo 2, relativamente alla previsione di contratti di lavoro a tempo determinato, ritiene opportuno specificare che tale contratto a tempo determinato può essere rinnovato una sola volta, rispettando comunque il limite di spesa previsto. Sottolinea in proposito come in sede ministeriale si debba compiere uno sforzo di razionalizzazione analogo a quello che devono sostenere le imprese che operano sul mercato e sono sottoposte alla competizione internazionale. Rilevato come l’obiettivo del provvedimento sia creare un punto di riferimento chiaro per il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese, ritiene infine opportuna un’attenta ricognizione degli organismi operanti in tale ambito e delle relative funzioni al fine di razionalizzare e concretizzare gli interventi finalizzati alla difesa della vitalità e produttività del sistema industriale italiano.

Roberto GUERZONI (DS-U) rileva come il suo gruppo non sia contrario agli obiettivi perseguiti con il provvedimento in esame benché non ne condivida alcune parti, con particolare riferimento alle norme relative alle camere di commercio ed all’attività degli sportelli all’estero. Dichiara pertanto l’astensione del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore, constatando tuttavia come la maggioranza abbia approvato un parere contrario sul provvedimento recante l’istituzione dell’agenzia nazionale sulla sicurezza alimentare sulla base di motivazioni di carattere generale collegate alle esigenze di contenere gli oneri collegati all’aumento dei dipendenti pubblici, mentre, nel caso del provvedimento in esame di iniziativa governativa, su cui si sarebbero potuti sollevare analoghi rilievi in ordine agli oneri per il personale, intende approvare un parere favorevole con condizione. Rileva infine come vada chiarito se l’articolo 2 del provvedimento sia compatibile con il blocco delle assunzioni previsto dal disegno di legge finanziaria.

Andrea DI TEODORO (FI) dichiara voto favorevole sulla proposta di parere del relatore, sottolineando, con riferimento alle osservazioni del deputato Guerzoni, come le modifiche apportate dal Senato all’articolo 2 prevedano assunzioni di personale a tempo determinato entro un limite di spesa. Sottolinea altresì come il provvedimento in esame e quello relativo all’istituzione di una nuova agenzia per la sicurezza alimentare abbiano contenuti molto diversi che inducono la maggioranza a differenti orientamenti in ordine al parere che la Commissione è chiamata ad esprimere.

Aldo PERROTTA (FI) dichiara voto favorevole sulla proposta di parere del relatore, esprimendo la propria soddisfazione per l’inserimento, nel corso dell’esame al Senato, dell’articolo 6 che prevede accordi di programma nelle aree dell’obiettivo 1, finalizzati a sostenere l’internazionalizzazione del sistema produttivo del Mezzogiorno. Evidenziato quindi come possa essere opinabile l’opportunità di prevedere assunzioni a tempo determinato con contratti non rinnovabili per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane, in quanto tale azione potrebbe risultare utile anche in futuro, ribadisce l’opportunità del provvedimento in esame in relazione alle carenze mostrate dalle tradizionali strutture diplomatiche – pur apprezzabili per molti altri versi – ai fini del sostegno all’internazionalizzazione del sistema imprenditoriale italiano.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, evidenzia come la ratio del provvedimento in esame sia profondamente differente da quella del provvedimento concernente l’istituzione di una agenzia per la sicurezza alimentare, che duplicherebbe funzioni già svolte da altri organismi pubblici. Sottolineata l’opportunità di sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane, evidenzia come il relatore abbia assunto, con la sua proposta di parere, un atteggiamento di mediazione relativamente alle contrapposte esigenze di contenere la spesa pubblica e di favorire l’avvio di virtuosi meccanismi a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Dario GALLI (LNFP), relatore, evidenzia come il provvedimento in esame sia finalizzato ad attivare, attraverso l’impiego di figure specialistiche esterne alla pubblica amministrazione, meccanismi cui tuttavia dovrebbe seguire una più razionale utilizzazione delle risorse disponibili nell’ambito del pubblico impiego.

Aldo PERROTTA (FI) condivide l’ipotesi prospettata da ultimo dal relatore, evidenziando come il Governo dovrebbe tenerla nel dovuto conto.

Roberto GUERZONI (DS-U) evidenzia come non sia presente un rappresentante del Governo.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ribadisce l’opportunità della presenza di un rappresentante del Governo alle sedute della Commissione. È peraltro vero che l’andamento incerto dei lavori parlamentari non ha facilitato l’organizzazione delle sedute della Commissione.

La Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Nuove norme in materia di separazione dei coniugi e affidamento condiviso dei figli.
Testo unificato C. 66 e abbinate.
(Parere alla II Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole con condizione).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 16 dicembre 2004.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente relatore, ricorda come, nel corso dell’ultima seduta, egli avesse presentato una nuova proposta di parere favorevole con condizione. Avverte altresì che è stata presentata una proposta di parere alternativo (vedi allegato 4).

Carmen MOTTA (DS-U) illustra la sua proposta di parere alternativo, invitando il relatore ad accogliere alcune delle condizioni poste nel medesimo.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente relatore, ricordato come egli abbia modificato la sua proposta di parere, inizialmente contraria, sulla base di un apprezzamento positivo degli istituti previsti dal provvedimento con particolare riferimento all’affidamento condiviso dei figli, ritiene di non poter accogliere le considerazioni poste al riguardo nelle premesse della proposta di parere alternativo. Ritiene invece maggiormente convergenti le riflessioni critiche relative all’istituto della mediazione familiare, con particolare riferimento all’obbligo di farvi ricorso, nella considerazione delle competenze professionali esercitate in tale ambito dalla magistratura e dall’avvocatura, nonché dell’opera liberamente svolta dai soggetti del volontariato e del solidarismo sociale.

Carmen MOTTA (DS-U) precisa, con riferimento all’istituto della mediazione familiare, che l’opposizione vi ha prestato molta attenzione, evidenziando diversi aspetti critici e tuttavia non giungendo al riguardo ad un giudizio assolutamente critico. Rilevato come l’istituto già sussista nell’ambito del settore pubblico, ritiene non accettabile che il costo del ricorso a strutture private, dovuto anche al numero esiguo di quelle pubbliche, gravi sulla coppia. Ritiene altresì che non sia opportuno prevedere l’obbligo del percorso di mediazione familiare, essendo preferibile una libera scelta della coppia di farvi ricorso, ponendosi peraltro una questione di definizione di standard e figure professionali in tale ambito. Evidenzia infine come la proposta di parere del relatore, pur cogliendo qualcuno degli aspetti problematici evidenziati dall’opposizione, non colga la complessità delle questioni poste, con particolare riferimento all’esigenza di assumere l’interesse del minore come criterio prioritario. Giudica pertanto non soddisfacente la proposta di parere del relatore.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente relatore, ribadisce, come osservato nella sua proposta di parere, che solo una significativa fase di attuazione potrà consentire di verificare se l’articolazione procedurale prevista sia in grado di incidere positivamente, sul piano culturale e negli effetti concreti, sui rapporti tra i coniugi e genitori, sulla condizione e i diritti dei figli, sul loro rapporto con i genitori e gli ambiti parentali, assicurando la valorizzazione delle risorse morali e materiali della famiglia.

Aldo PERROTTA (FI) dichiara il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.

La Commissione approva la proposta di parere del relatore (vedi allegato 5).

La seduta termina alle 15.10.

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