(Dal Resoconto Sommario)
SEDE CONSULTIVA
Istituzione del marchio «made in Italy».
C. 1250.
(Parere alla X Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione inizia l’esame.
Cesare CAMPA (FI) relatore, rileva come la proposta di legge in esame sia un importante provvedimento che permetterà alle aziende italiane di muoversi in un quadro normativo più facile da utilizzare e che, tutelando il prodotto italiano, garantirà non solo la nostra economia ma anche il consumatore. Non ci potranno più essere scappatoie per chi non garantisce la totale produzione sul territorio italiano. Si scrive «made in Italy» e si traduce in abiti eleganti e design sofisticato, ma non solo: si passa dal cibo italiano alle soluzioni tecnologiche più avanzate in campo meccanico e della robotica. Sono tanti i settori che danno prestigio alla nostra economia nel mondo, sostenuta e rappresentata dal lavoro e dall’iniziativa di grandi imprese e da un ancora più vasto reticolo di piccole e medie imprese: agroalimentare, metalmeccanico, tessile-abbigliamento sono i settori che pesano maggiormente in termini di fatturato, occupazione e numero d’imprese.
In Italia l’agroalimentare (agricoltura, industria, distribuzione e servizi) vale circa 180 miliardi di euro di produzione lorda vendibile mentre il solo settore agricolo produce un valore di circa 40 miliardi. Punto di forza dell’agroalimentare italiano è il settore vitivinicolo, con Germania, Usa, Regno Unito e Canada in testa alla classifica dei destinatari dell’export italiano e con un fatturato per un valore di circa 8,5 miliardi di euro. Il settore dei trasporti ricopre una posizione strategica nell’ambito delle esportazioni. L’Italia, infatti, è al quinto posto tra i paesi produttori di autoveicoli e componenti per l’auto, dopo Stati Uniti, Giappone, Francia e Germania. Il nostro Paese è leader mondiale nella nautica da diporto, la cui produzione è destinata all’80 per cento ai mercati stranieri. Infine è primo per fatturato in Europa nella produzione di ciclomotori, ambito nel quale le esportazioni pesano per il 50 per cento del fatturato. Un rilevante apporto all’immagine positiva dell’industria italiana è dato dai nostri designer famosi in Europa e nel mondo.
Per quanto riguarda il design industriale, esso abbraccia diversi settori. Il più vasto sicuramente è quello relativo al mobile e al complemento d’arredo nel quale l’Italia è leader nel mondo. Con oltre 35 mila imprese e circa 230 mila addetti, l’Italia è il secondo produttore mondiale di mobili dopo gli Stati Uniti ed è leader assoluto delle esportazioni mondiali, con il 45 per cento di export (8 miliardi di euro) sulla produzione totale e una quota di export italiano di mobili pari al 17 per cento del mercato mondiale.
Altri comparti in cui il nostro Paese si distingue sono l’illuminotecnica, la nautica e il car-design dove firme come quelle di Giugiaro e Pininfarina sono salite alla ribalta per aver creato le auto più vendute dalla Fiat e da altre compagnie automobilistiche straniere, per aver ideato tanti modelli delle mitiche Ferrari, ma anche altri mezzi di trasporto come l’Eurostar e il Pendolino. Al top della produzione meccanica ci sono le macchine utensili per l’industria tessile, metallurgica, chimica, degli elettrodomestici e alimentare. Per fare un esempio produciamo, eccellendo, i macchinari per il caffé, per la produzione della pasta, del pane, dei dolci e delle conserve. Nel settore spiccano inoltre le industrie di macchinari per la realizzazione di motori, del valvolame per gli impianti di riscaldamento e dei rubinetti sanitari, in cui l’Italia è seconda nel mondo dopo la Germania. Importanti le società che producono macchine per la lavorazione del metallo, comparto nel quale l’Italia è il terzo Paese al mondo.
Punto di forza dell’industria meccanica, che rappresenta il 40 per cento circa di quella manifatturiera, è la diffusione di numerose piccole e medie imprese sull’intero territorio nazionale. Il fatturato della cosiddetta meccanica varia nel 2004 è stato di oltre 34 miliardi di euro. Un altro dato importante su cui riflettere è quello relativo alle esportazioni del settore della meccanica, pari a 52,2 miliardi di euro, con un attivo della bilancia commerciale del settore di quasi 33 miliardi.
Il «sistema moda» comprende l’insieme di settori che producono beni per «vestire le persone». Oltre al tessile e all’abbigliamento, quindi, sono coinvolte altre tipologie di imprese legate alla produzione di accessori, come quelle conciarie (pelletteria e calzature), produttrici di occhiali, gioielli, cosmetici. Un sistema che rappresenta oltre il 6 per cento dell’intero PIL e ben il 18 per cento delle esportazioni.
In un recentissimo sondaggio, si rileva che le aziende italiane più competitive, in grado quindi di far fronte in tutto il mondo a qualunque sfida, si trovano proprio nei settori tradizionali del made in Italy, dalle scarpe all’abbigliamento, dal tessile ai mobili, dai mezzi di trasporto agli elettrodomestici. (Osservatorio sulla competitività di Busacca & Associati). Il procedimento di classificazione prende in considerazione sei parametri: la creazione di ricchezza per gli azionisti, la remunerazione degli investimenti, il contenimento dei costi, la creazione di valore economico, l’efficacia commerciale nel tempo e la redditività dell’azienda nel tempo. Quindi la dimensione non è tra i parametri presi in considerazione e si mette, forse, in discussione qualche luogo comune perché si era detto che la crisi del made in Italy era proprio nei settori tradizionali e soprattutto nelle aziende di piccole dimensioni.
Risulta invece che la carta vincente è la super specializzazione cioè il saper far bene una cosa specifica: ad esempio abbiamo aziende che pur facendo tessile tradizionale puntano su qualità e design, altre che producono rubinetti con un particolare design. Aziende che puntando sulla specializzazione, vincono anche se sono piccole, anzi proprio perché sono piccole. L’altro importante elemento da considerare è la spinta innovativa. Quindi, le aziende vincenti non fanno competizione sui costi, e quelle che hanno creduto che lì fosse la soluzione sono state prese in contropiede dalla globalizzazione. Ecco, quindi, sintetizzati gli elementi che devono trovare tutela legislativa nel nostro Paese e che il provvedimento in esame affronta con lungimiranza. Solo qualche esempio: le definizioni dei principali termini utilizzati offrono maggiore chiarezza interpretativa e vogliono evitare possibili abusi che si possono verificare, basti pensare all’utilizzo del termine «confezionamento» o «semilavorato grezzo». Importante anche l’individuazione e la riconoscibilità dei prodotti che prevede la concessione del marchio «100% Italia» in capo al produttore. Questo lo può utilizzare sui singoli prodotti che l’azienda realizza nel rispetto delle condizioni previste. Si è voluto, in questa maniera, slegare la concessione del marchio «100% Italia» dai marchi aziendali registrati a beneficio delle piccole imprese che spesso sono in difficoltà nel rendere riconoscibile la propria produzione con marchi registrati perché utilizzano frequentemente la semplicemente ragione sociale o loghi non depositati. Innovazione, qualità, gioco di squadra e tutela legislativa sono gli ingredienti per far decollare il sistema imprenditoriale italiano.
Formula pertanto una proposta di parere favorevole.
Andrea DI TEODORO (FI) dichiara voto favorevole sulla proposta di parere del relatore, pur esprimendo alcune perplessità in ordine alla compatibilità delle norme in esame con le normative comunitarie; si augura peraltro che il problema della competitività internazionale venga affrontato anche con altri significativi strumenti normativi.
Roberto GUERZONI (DS-U) dichiara che il suo gruppo si asterrà sulla proposta di parere del relatore, che non presenta profili di rilevanza in relazione alle specifiche competenze della Commissione.
Daniele GALLI (LNFP) dichiara voto favorevole sulla proposta di parere del relatore, evidenziando un orientamento generale favorevole del suo gruppo su iniziative finalizzate ad affrontare sul piano politico il problema della concorrenza sul piano mondiale. Sottolinea infatti come la questione della competizione produttiva tra il mondo occidentale e quello orientale abbia connotati politici più che economici, non potendo di conseguenza essere affrontata solo sulla base di astratti principi enunciati dalle dottrine economiche. Evidenzia inoltre come il problema della concorrenza internazionale sia molto grave e vada adeguatamente affrontato, assumendosi le dovute responsabilità, non certo con l’atteggiamento proprio della sinistra che non avanza proposte costruttive e si limita a criticare qualunque iniziativa della maggioranza. In sostanza, se si interviene tempestivamente si potranno contrastare gli effetti deteriori della globalizzazione, evitando in futuro di dover rimpiangere i passati fasti della società europea.
La Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.
La seduta termina alle 16.10.
Mercoledì 25 maggio 2005.
Audizione di rappresentanti di CGIL, CISL, UIL, UGL, CISAL e CONFSAL nell’ambito dell’esame delle proposte di legge C. 13 ed abb. sul reddito sociale.
L’audizione informale è stata svolta dalle 13.40 alle 14.10.
Mercoledì 25 maggio 2005. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI indi del vicepresidente Angelo SANTORI.
La seduta comincia alle 15.10.
Regolarizzazione di versamenti dei contributi e dei premi previdenziali e assistenziali obbligatori.
C. 655 Lucchese, C. 923 Lumia, C. 3037 Marras, C. 3827 Rossiello, C. 4140 Misuraca e C. 4392 G. Drago.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 18 maggio 2005.
Luigi MANINETTI (UDC), relatore, richiama l’intervento già svolto lo scorso 18 maggio, quando ha stigmatizzato la troppo frequente assenza di un rappresentante del Ministero del lavoro e delle politiche sociali alle sedute della Commissione, che compromette un utile svolgimento dei lavori.
Cesare CAMPA (FI) ricorda come il Governo avesse evidenziato il fatto che vi fossero posizioni diversificate degli uffici sul provvedimento in esame e che occorreva chiarire tali contraddizioni: assicura peraltro che, a quanto gli consta, il Governo si pronuncerà sul provvedimento nella prossima seduta della Commissione in cui il provvedimento verrà esaminato.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, al fine di favorire un utile proseguimento dei lavori della Commissione su un provvedimento che era stato già inserito nel calendario dell’Assemblea, fissa il termine per la presentazione degli emendamenti a martedì 14 giugno, alle ore 12, ritenendo che ciò rappresenterà uno stimolo per il Governo ad esprimere le proprie posizioni sul provvedimento in esame.
Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell’esame ad altra seduta.
Modifiche alla normativa sull’assicurazione contro gli infortuni domestici.
C. 3011 Volontè, C. 3192 Cordoni e C. 4668 Gazzara.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 18 maggio 2005.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, avverte che si è tuttora in attesa dell’espressione del parere della V Commissione Bilancio, la quale ha richiesto al Governo la relazione tecnica ai sensi dell’articolo 11-ter, comma 3, della legge n. 468 del 1978. Ricordato come il provvedimento sia stato inserito nel calendario dell’Assemblea per la seduta del 27 maggio prossimo, propone di inviare una lettera alla Presidenza della Camera nella quale si fa presente che la Commissione ha terminato il proprio lavoro con la definizione di un testo, sul quale è però ancora atteso il parere della Commissione Bilancio. Ci si rimetterebbe pertanto alla Presidenza della Camera e alla Conferenza dei Presidenti di gruppo sulle eventuali decisioni relative alla calendarizzazione del provvedimento, la cui discussione è attualmente prevista per venerdì 27 maggio.
Cesare CAMPA (FI) condivide l’iniziativa del presidente ed in particolare la sottolineatura che la Commissione ha svolto compiutamente il proprio lavoro, pur sottolineando che, in mancanza dell’espressione del parere della V Commissione Bilancio, il lavoro non potrebbe proseguire utilmente.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, chiarisce di non avere intenzione di chiedere alla Presidenza della Camera un rinvio dell’esame del provvedimento in Assemblea, a meno che la Commissione non si esprima in tal senso. La sua opinione è che, avendo la Commissione compiuto il proprio lavoro, debbano spettare alla Presidenza e alla Conferenza dei presidenti di gruppo eventuali determinazioni in ordine al rinvio dell’esame in Assemblea del provvedimento.
Angelo SANTORI (FI), relatore, ritiene opportuno che, pur sulla base delle precisazioni ricordate dal presidente relativamente alla conclusione del lavoro di competenza della Commissione, venga richiesto il rinvio dell’esame del provvedimento in Assemblea, in attesa dell’espressione del parere della Commissione Bilancio, considerata la sua importanza ai fini di una positiva conclusione dell’iter.
Roberto GUERZONI (DS-U) evidenzia l’esigenza della Commissione di poter valutare adeguatamente il contenuto del parere della V Commissione Bilancio prima dell’inizio dell’esame in Assemblea.
Emilio DELBONO (MARGH-U) evidenzia come il parere della Commissione Bilancio, considerato il suo valore essenziale, dovrà essere reso noto alla Commissione prima dell’inizio della discussione generale del provvedimento in Assemblea.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, acquisito l’orientamento ampiamente maggioritario della Commissione, avverte che comunicherà al Presidente della Camera la richiesta di rinviare la discussione del provvedimento in Assemblea a dopo i referendum del 12 e 13 giugno 2005.
La Commissione concorda.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
Tutela professionale dei lavoratori del settore dello spettacolo, intrattenimento e svago.
C. 132 Sciacca, C. 2632 Mazzoni e C. 4709 Gasperoni.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 6 aprile 2005.
Emilio DELBONO (MARGH-U), relatore, rileva come, tra gli emendamenti presentati, ve ne siano pochi dei gruppi di maggioranza, il che potrebbe indicare una condivisione del testo elaborato dal Comitato ristretto ma anche un’insufficiente attenzione sul provvedimento in esame o, peggio, la mancanza di una volontà politica di favorire una positiva conclusione del suo iter. Ritiene pertanto che potrebbe essere opportuno prevedere un rinvio del termine per la presentazione di emendamenti.
Cesare CAMPA (FI) rileva come il relatore Delbono abbia anticipato la sua richiesta di un rinvio del termine per la presentazione di emendamenti, al fine di valutare più approfonditamente il contenuto del testo elaborato dal Comitato ristretto.
Roberto GUERZONI (DS-U) condivide l’opportunità di rinviare il termine per la presentazione di emendamenti.
Angelo SANTORI, presidente, fissa nuovamente il termine per la presentazione di emendamenti a martedì 21 giugno alle 18. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell’esame ad altra seduta.
Modifica della normativa relativa al cumulo tra le prestazioni erogate dall’INAIL e dall’INPS.
C. 1450 Cordoni, C. 2960 Dario Galli.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 8 marzo 2005.
Angelo SANTORI (FI), relatore, rileva come il Governo debba chiarire il proprio orientamento sul provvedimento in esame.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ritiene che, nel caso di materie che presentino caratteristiche di urgenza sociale, sia legittimo che la Commissione cerchi di compiere un’opera di sollecitazione e di accelerare i tempi di esame.
Roberto GUERZONI (DS-U) sottolinea come il suo gruppo avesse richiesto l’inserimento del provvedimento all’ordine del giorno in quanto da tempo si era registrata la convergenza di tutti i gruppi sul testo anche se il Governo, nella riunione del Consiglio dei ministri del 23 dicembre 2004, aveva deliberato di presentare un proprio disegno di legge sulla materia che recepiva sostanzialmente il testo elaborato dalla Commissione. Tuttavia, anche dopo l’intervento del sottosegretario Brambilla in Commissione, tale testo non è stato formalmente presentato alle Camere. A questo punto, si può procedere con la fissazione del termine per la presentazione degli emendamenti, cosa che si sarebbe potuta fare molto tempo addietro.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, evidenzia come la Commissione debba svolgere il proprio lavoro in sintonia con il Governo al fine di pervenire a risultati concreti, pur nel reciproco rispetto della rispettiva autonomia. Ritiene che, in tale ambito, la Commissione, quando lo ritenga opportuno, possa assumere una iniziativa tendente a sollecitare una presa di posizione da parte del Governo.
Cesare CAMPA (FI) sottolinea come il Governo, in realtà, sia chiamato ad affrontare una serie di questioni urgenti, anche con riferimento alla materia in esame: richiama in proposito la recente sentenza della Corte costituzionale n. 191 dello scorso 5 maggio, con la quale si dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 9, commi 5, 6 e 7 del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38 recante disposizioni in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, a norma dell’articolo 55, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144. Rilevato come tale sentenza penalizzi gravemente alcuni lavoratori che in passato hanno ottenuto il riconoscimento di alcune forme di inabilità derivanti da cause legate al lavoro svolto, preannuncia la presentazione di una sua proposta di legge che riconosca a tali soggetti il diritto alle prestazioni finora percepite.
Angelo SANTORI (FI), relatore, propone di fissare il termine per la presentazione degli emendamenti.
Roberto GUERZONI (DS-U) evidenzia come, essendo il testo ampiamente condiviso dai gruppi, non è prevedibile la presentazione di emendamenti.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, evidenziato come sia comunque opportuno prevedere un termine per la presentazione di emendamenti, lo fissa a martedì 14 giugno, alle 12.
Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

























