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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato

Commissione Lavoro, pubblico e privato

22 Ottobre 2009
in Camera

(Dal Resoconto Sommario)

SEDE REFERENTE

Mercoledì 17 novembre 2004. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Pasquale Viespoli.

La seduta comincia alle 14.30.

DL 249/04: Interventi urgenti in materia di politiche del lavoro e sociali.
C. 5398 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito dell’esame e conclusione).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta di ieri.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente relatore, invita i rappresentanti dei gruppi ad esprimere il loro orientamento in ordine alla conclusione dell’esame del provvedimento, considerato che domani non è prevista una seduta con votazioni dell’Assemblea.

Elena Emma CORDONI (DS-U) dichiara che il suo gruppo intende proseguire la discussione per il tempo necessario, eventualmente anche nella giornata di domani.

Cesare CAMPA (FI), evidenziato come il suo gruppo condivida il contenuto del provvedimento, ritiene che l’esame possa concludersi nella giornata odierna, pur dichiarando disponibilità a proseguirlo nella giornata di domani, se richiesto dall’opposizione.

Luigi MANINETTI (UDC) dichiara la disponibilità del suo gruppo in relazione ai tempi necessari per l’esame del provvedimento.

Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI esprime parere conforme a quello del relatore sugli emendamenti presentati.
Invita peraltro i presentatori degli emendamenti recanti proroghe di trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria a ritirarli in vista dell’emendamento che il Governo presenterà in materia in sede di esame della legge finanziaria per il 2005. Analogo invito rivolge ai presentatori di emendamenti che propongono l’innalzamento del relativo limite di spesa complessivo (già ampliato da 310 a 360 milioni), sottolineando peraltro che esso è sufficiente per la copertura dei trattamenti cui il provvedimento fa riferimento.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente relatore, constata l’assenza dei presentatori degli emendamenti Lusetti 1.1 e 1.3.

Elena Emma CORDONI (DS-U) li fa propri.

Roberto GUERZONI (DS-U) dichiara voto favorevole sull’emendamento 1.1, evidenziando come l’invito al ritiro non possa essere accolto in quanto, sebbene sia apprezzabile l’impegno del Governo alla presentazione di un emendamento riferito al disegno di legge finanziaria per la proroga di altri trattamenti di cassa integrazione e per la relativa copertura finanziaria, in realtà l’andamento dei lavori relativi all’esame del disegno di legge finanziaria per il 2005 è caratterizzato da un notevole grado di incertezza. Ritiene inoltre che lo stanziamento di risorse aggiuntive possa precostituire una maggiore possibilità di proroga di trattamenti di cassa integrazione.

La Commissione respinge l’emendamento Lusetti 1.1, fatto proprio dal deputato Cordoni.

Elena Emma CORDONI (DS-U) illustra l’emendamento 1.3, evidenziando come sia opportuno incrementare ulteriormente il limite complessivo di spesa a disposizione del Ministero del lavoro per nuovi accordi relativi a trattamenti di cassa integrazione, considerato che in diverse zone del paese si stanno verificando situazioni di crisi aziendale senza protezioni sociali e che si prevede l’ampliamento dei relativi termini temporali. Esprime altresì preoccupazione in ordine alla possibilità di prevedere nuove risorse a tal fine nell’ambito della legge finanziaria per il 2005, considerate le difficoltà mostrate in tale ambito dalla maggioranza.

Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI precisa che il differimento del termine finale per l’applicazione dei trattamenti di cassa integrazione dal 31 dicembre 2004 al 30 aprile 2005 fa riferimento ad accordi per i quali occorre incrementare le risorse già esaurite per altre emergenze al fine di consentire il pieno utilizzo delle risorse finanziarie, considerato che in alcuni territori non è stato ancora iniziato l’utilizzo degli ammortizzatori in deroga ed il periodo di tre mesi (da ottobre a dicembre 2004) non sarebbe sufficiente. Ribadisce pertanto che si fa riferimento ad accordi già conclusi. Quanto all’ammontare delle risorse, determinato con riferimento alle intese sottoscritte, esso non è stato ancora completamente utilizzato ed alcune regioni chiedono di poter definire meglio l’impiego delle risorse per gli accordi già definiti.

Pietro GASPERONI (DS-U) sottolinea come per alcuni accordi siano state quasi esaurite le risorse.

Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI ribadisce che il provvedimento in esame consente l’utilizzo di risorse per gli accordi già definiti mentre con la legge finanziaria 2005 sarà possibile stanziare ulteriori risorse per il proseguimento degli interventi.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge l’emendamento Lusetti 1.3 fatto proprio dal deputato Cordoni e l’emendamento Cordoni 1.4.

Dario GALLI (LNFP) ritira il suo emendamento 1.7, precisando che lo aveva presentato anche a causa di un errore materiale, laddove si era parlato di 450 milioni e non di 450 mila euro di oneri derivanti dal comma 3-bis.

Ivo COLLÈ (Misto-Min.linguist.) ricorda come il comma 3-bis introdotto al Senato riguarda i lavoratori dipendenti da datori privati operanti nella regione Valle D’Aosta che, a seguito del rogo nel tunnel del monte Bianco del 1999, avevano goduto di misure atte a fronteggiare la crisi occupazionale ed avevano percepito un’indennità pari al trattamento di integrazione salariale, non vedendosi però accreditati i contributi figurativi. Ricorda peraltro come, sia alla Camera sia al Senato, fossero stati accolti unanimemente ordini del giorno tendenti ad impegnare il Governo a sanare l’anomalia di tale situazione. Dichiara pertanto di apprezzare il ritiro dell’emendamento Dario Galli 1.7.

Luigi MANINETTI (UDC) dichiara di essere favorevole al testo del comma 3-bis approvato dal Senato.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Alfonso Gianni 1-bis.1, 1-bis.2 e 1-bis.3, nonché l’emendamento Lusetti 1-bis.4

Elena Emma CORDONI (DS-U) evidenzia come il comma 5 dell’articolo 1-bis sia finalizzato ad evitare che, nelle imprese in difficoltà che ricorrono alla cassa integrazione guadagni straordinaria, alcuni lavoratori posticipino il pensionamento in virtù del cosiddetto bonus previdenziale, facendo salve le posizioni di coloro che abbiano richiesto il posticipo prima dell’ammissione al trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria. La norma, però, non reca una disciplina delle domande di posticipo del pensionamento presentate prima dell’entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge da lavoratori delle imprese ammesse alla cassa integrazione guadagni straordinaria. Ritiene che occorra colmare tale lacuna normativa, indicando una data di riferimento.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente relatore, ritiene che, relativamente al comma 5 dell’articolo 1-bis, si ponga effettivamente la questione segnalata dal deputato Cordoni, che il Governo dovrà approfondire in vista dell’esame del provvedimento in Assemblea.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Alfonso Gianni 1-bis.5, 1-ter.2 e 1-ter.3.

Dario GALLI (LNFP) ritira il suo emendamento 1-quater.1.

La Commissione respinge l’emendamento 1-quater.2.

Roberto GUERZONI (DS-U) illustra il suo emendamento 1-quater.3, sottolineando come non possa essere condivisa la copertura prevista all’articolo 1-quater, comma 4, secondo la quale non vengono rispettate le scelte compiute da cittadini relativamente alla quota dell’8 per mille dell’imposta sul reddito destinata allo Stato, che dovrebbe essere impiegata per scopi di interesse sociale e di carattere umanitario.

Pietro GASPERONI (DS-U) condivide le considerazioni del deputato Guerzoni, sottolineando come la Commissione bilancio stia attualmente valutando la destinazione della quota dell’8 per mille dell’imposta sul reddito destinata allo Stato già fortemente decurtata con la legge finanziaria per il 2004 e che, in base all’articolo 1-quater, comma 4, verrebbe ulteriormente ridotta determinando un vero stravolgimento della sua destinazione.

Dario GALLI (LNFP) sottolinea come anche i suoi emendamenti 1-quater.4 e 1-quater.5 intendano sollecitare il Governo ad individuare una diversa copertura delle norme recate dall’articolo 1-quater limitatamente ai 5 milioni di euro coperti con i fondi dell’8 per mille dell’imposta sul reddito destinata allo Stato.

Cesare CAMPA (FI) ritiene utile la sollecitazione del deputato Galli, anche per l’esiguità della cifra per la quale occorre individuare una diversa copertura; ritiene peraltro che non spetti soltanto al Governo proporre una copertura alternativa, considerato che i gruppi di opposizione dovrebbero farsi carico di difficoltà di bilancio riportabili anche alle loro responsabilità. Evidenzia infine come, pur ponendosi un’ampia questione da affrontare in altra sede, debba riconoscersi l’opera meritoria compiuta dalla Chiesa cattolica con i fondi ad essa destinati della quota dell’8 per mille.

Elena Emma CORDONI (DS-U) evidenzia come la questione posta riguardi la quota dell’8 per mille destinata allo Stato, e non alla Chiesa cattolica, ponendosi comunque, in entrambi i casi, un’esigenza di rispetto della volontà dei cittadini. Sottolinea altresì come nel suo emendamento si indichi una copertura alternativa per i 5 milioni di euro. Ribadisce infine l’esigenza che si dia soluzione a tale questione in vista dell’esame del provvedimento in Assemblea.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Cordoni 1-quater.3, Dario Galli 1-quater. 4 e 1-quater.5.

Roberto GUERZONI (DS-U) illustra il suo emendamento 1-quinquies.3, ribadendo l’esigenza di sopprimere l’articolo 1-quinquies che, nell’ambito di un decreto-legge contenente specifiche misure di protezione sociale collegate ad accordi siglati dalle parti sociali, in particolare per il settore del trasporto aereo, introduce una riforma degli istituti della cassa integrazione guadagni e della mobilità sui quali è necessario un opportuno approfondimento nell’ambito di uno specifico provvedimento di riforma degli ammortizzatori sociali, peraltro già da tempo all’esame del Senato.

Cesare CAMPA (FI) dichiara di non condividere le perplessità del deputato Guerzoni relativamente all’articolo 1-quinquies che ritiene sia finalizzato alla salvaguardia di lavoratori che, subendo le conseguenze di crisi aziendali, dovrebbero essere interessati a nuove offerte di lavoro e ad attività di formazione e riconversione finalizzate alla loro occupazione.

La Commissione respinge gli identici emendamenti Lusetti 1-quinquies.1, Alfonso Gianni 1-quinquies.2 e Guerzoni 1-quinquies.3.

Alfonso GIANNI (RC) illustra il suo emendamento 1-quinquies.4, evidenziando come, se si intende procedere ad una reale riforma degli ammortizzatori sociali in cui il sostegno al reddito sia collegato con percorsi formativi, occorre adeguatamente approfondire le relative questioni con una particolare attenzione al contenuto dei percorsi formativi, considerate le frequenti storture registrate in passato in tale ambito.

Cesare CAMPA (FI) condivide l’opportunità di un attento controllo sui percorsi formativi, sottolineando peraltro come quelli previsti dall’articolo 1-quinquies siano finalizzati al reinserimento dei lavoratori, parte dei quali peraltro in passato ha mostrato di preferire le possibilità offerte dalla cassa integrazione dedicandosi ad attività lavorative in nero.

Antonino LO PRESTI (AN) evidenzia come, benché sussistano disfunzioni nel settore della formazione professionale, il legislatore debba occuparsi di definire un indirizzo normativo di offerta ai lavoratori di possibilità di riconversione e reinserimento.

Elena Emma CORDONI (DS-U) sottolinea come il dibattito in corso indichi l’esigenza di un adeguato approfondimento delle questioni affrontate nell’articolo 1-quinquies, evidenziandosi pertanto l’inopportunità del suo inserimento nell’ambito di un disegno di legge di conversione. Rileva inoltre come in tale articolo non vi siano sufficienti indicazioni in merito a chi sia titolare delle iniziative di formazione ed ai relativi controlli.

Dario GALLI (LNFP) ritiene che, quanto alle attività di formazione previste nell’articolo 1-quinquies, si possa fare riferimento alla normativa in materia che indica i soggetti, anche territoriali, competenti e le relative procedure. Evidenzia altresì come, essendo comunque a carico della collettività i costi per i trattamenti di cassa integrazione guadagni, sia opportuno prevedere i casi di decadenza da tali trattamenti previsti nell’articolo 1-quinquies, anche nella considerazione che in passato tali istituti sono stati spesso utilizzati per lo svolgimento di attività in nero. Sottolinea altresì come sussista una sorta di contraddizione tra l’esigenza di lavoratori extracomunitari e le difficoltà di riconversione dei lavoratori nazionali.

Carmen MOTTA (DS-U) evidenzia come occorra un’opportuna distinzione tra le diverse fattispecie di lavoratori in cerca di prima occupazione, che si rivolgono ai centri per l’impiego i quali si avvalgono dei piani di formazioni definiti dalle commissioni tripartite presso le province, titolari della formazione, ed i lavoratori inseriti in processi di ristrutturazione aziendale per i quali gli interventi di formazione e riqualificazione sono inseriti nell’ambito del relativo piano industriale.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, essendo imminenti votazioni in Aula, sospende la seduta che riprenderà al termine della seduta dell’Assemblea.

La seduta, sospesa alle 16, è ripresa alle 19.25.

La Commissione riprende l’esame dell’emendamento Alfonso Gianni 1-quinquies.4.

Roberto GUERZONI (DS-U) ribadisce che l’opposizione non è pregiudizialmente contraria all’approfondimento delle tematiche poste dall’articolo 1-quinquies, ma richiede che tali tematiche vengano affrontate nella sede appropriata della riforma degli ammortizzatori sociali.

La Commissione respinge l’emendamento Alfonso Gianni 1-quinquies.4.

Roberto GUERZONI (DS-U) illustra gli identici emendamenti Alfonso Gianni 1-quinquies.5 e Guerzoni 1-quinquies.6, sottolineato il rilievo assegnato dalla legge n. 223 del 1991 al piano di rilancio per le aziende cui sia stato concesso il trattamento di cassa integrazione straordinaria.

Alfonso GIANNI (RC) raccomanda l’approvazione del suo emendamento 1-quinquies.5, sottolineando il rilievo che occorre assegnare ai piani di rilancio per evitare che la cassa integrazione guadagni rappresenti solo una sorta di parcheggio in attesa della mobilità.

Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI evidenzia come il collegamento tra l’offerta formativa e le misure di protezione sociale sia proprio finalizzato al reinserimento del lavoratore. Ritiene che la norma recata dall’articolo 1-quinquies, nel delineare un diritto alla formazione del lavoratore, corrisponda ad un suo interesse e possa rappresentare un passo in avanti in attesa di una migliore definizione del percorso di reinserimento nella sede della riforma degli ammortizzatori sociali.

La Commissione respinge gli identici emendamenti 1-quinquies.5 e 1-quinquies.6.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, constata l’assenza dei presentatori dell’emendamento Lusetti 1-quinquies.7.

Elena Emma CORDONI (DS-U) lo fa proprio.

La Commissione respinge l’emendamento Lusetti 1-quinquies.7.

Roberto GUERZONI (DS-U) illustra il suo emendamento 1-quinquies.8 sottolineando come siano state introdotte modifiche alle norme recate dalla legge finanziaria per il 2004 sulla medesima materia senza che ne sia chiara la motivazione.

La Commissione respinge l’emendamento Innocenti 1-quinquies.8.

Cesare CAMPA (FI) evidenzia come le ragioni contrarie dell’opposizione sull’articolo 1-quinquies siano state ampiamente illustrate, anche nel corso degli emendamenti, e potranno essere ulteriormente approfondite da parte della maggioranza prima dell’esame in Assemblea. Ritiene pertanto che, nella presente fase, si possa accelerare l’andamento dei lavori.

La Commissione respinge gli identici emendamenti Guerzoni 1-quinquies.9 e Alfonso Gianni 1-quinquies.10.

Roberto GUERZONI (DS-U) illustra il suo emendamento 1-quinquies.12, sottolineando come debba essere consentita una deroga alle norme recate all’articolo 1-quinquies, secondo periodo, per giustificato motivo. Ritiene che, in assenza di tale previsione, si determini un grave pregiudizio per il lavoratore.

Elena Emma CORDONI (DS-U) sottolinea il rilievo dell’emendamento in esame invitando la maggioranza a chiarire se sia disponibile a svolgere un lavoro proficuo in Commissione introducendo opportuni correttivi al testo.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente relatore, dichiara che rimangono possibili miglioramenti del testo, benché il contesto di definizione del testo in esame li renda piuttosto difficili; sul piano personale, peraltro, non condivide l’emendamento in esame in quanto la previsione del giustificato motivo consente l’apertura di una serie di eccezioni che, per l’esperienza maturata dal paese, rischierebbero di vanificare la norma. Ritiene comunque che non si possa prescindere dai principi generali del diritto, secondo il brocardo nemo ad impossibilia tenetur.

Pietro GASPERONI (DS-U) sottolinea come in realtà la mancanza di una norma di salvaguardia quale quella proposta con l’emendamento in esame rischia di determinare gravi pregiudizi per i lavoratori.

La Commissione respinge gli emendamenti Lusetti 1-quinquies.11 e Motta 1-quinquies.12, nonché gli identici emendamenti Motta 1-quinquies.13 e Alfonso Gianni 1-quinquies.14.

Roberto GUERZONI (DS-U) illustra il suo emendamento 1-quinquies.15, sottolineando l’opportunità di precisare che la riqualificazione deve essere coerente con la qualifica posseduta dal lavoratore.
La Commissione respinge l’emendamento Bellini 1-quinquies.15.

Alfonso GIANNI (RC) illustra il suo emendamento 1-quinquies.16, sottolineando come un livello retributivo inferiore del 20 per cento rispetto a quello delle mansioni di provenienza potrebbe condurre il lavoratore sotto la linea di povertà definita in ambito internazionale.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici emendamenti Alfonso Gianni 1-quinquies.16 e Guerzoni 1-quinquies.17, gli emendamenti Gasperoni 1-quinquies.18, Motta 1-quinquies.19, gli identici emendamenti Lusetti 1-quinquies.20 e Bellini 1-quinquies.21, nonché l’emendamento Lusetti 1-quinquies.22, fatto proprio dal deputato Cordoni.

Elena Emma CORDONI (DS-U) illustra il suo emendamento 1-quinquies.23, evidenziando come il terzo periodo del comma 1 sembra definire una nuova figura di lavoratore, che è decaduto dal diritto di godimento del trattamento previdenziale, che perde il diritto a qualsiasi erogazione retributiva, ma che mantiene un rapporto di lavoro subordinato con l’azienda.

Roberto GUERZONI (DS-U) sottolinea come la norma recata da tale terzo periodo non fosse originariamente prevista nell’emendamento presentato dal Governo al Senato.

Cesare CAMPA (FI) dichiara che la maggioranza tiene presente le problematiche sollevate dall’emendamento 1-quinquies.23, riservandosi di approfondirle prima dell’esame in Assemblea.

La Commissione respinge l’emendamento 1-quinquies.23.

Roberto GUERZONI (DS-U) illustra il suo emendamento 1-quinquies.24, raccomandandone l’approvazione.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge l’emendamento 1-quinquies.24, gli identici emendamenti Alfonso Gianni 1-quinquies.25 e Innocenti 1-quinquies.26 e l’emendamento Motta 1-quinquies.27.

Roberto GUERZONI (DS-U) illustra il suo emendamento 1-quinquies.28, sottolineando l’opportunità di prevedere che le norme recate dall’articolo 1-quinquies entreranno in vigore dal 1 gennaio 2006, quando dovrebbe essere stata approvata la riforma degli ammortizzatori sociali.

La Commissione respinge l’emendamento Guerzoni 1-quinquies.28; con distinte votazioni, respinge quindi gli articoli aggiuntivi Gasperoni 2.02, Cordoni 2.03 e Alfonso Gianni 2.04.

La Commissione delibera quindi di conferire il mandato al relatore di riferire in senso favorevole all’Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera altresì di chiedere l’autorizzazione a riferire oralmente.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

La seduta termina alle 21.

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