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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

26 Marzo 2014
in Camera

RISOLUZIONI
Giovedì 27 marzo 2014. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Luigi Bobba.
La seduta comincia alle 14.15.
7-00252 Bechis: Sulla gestione dei fondi strutturali europei per il riequilibrio e la redistribuzione delle risorse dedicate alle politiche attive del lavoro.
 

(Seguito della discussione e rinvio).

La Commissione prosegue la discussione della risoluzione in titolo, rinviata nella seduta dell’11 febbraio 2014.  

Cesare DAMIANO, presidente, ricorda che nella precedente seduta si è svolta l’illustrazione della risoluzione e che il Governo si è riservato di intervenire nel prosieguo della discussione. Essendosi nel frattempo insediato un nuovo Esecutivo, propone alla presentatrice di richiamare brevemente i contenuti della risoluzione, segnalando sin d’ora che il Governo ha preannunciato la propria intenzione di esprimersi nel prosieguo della discussione. 

86, recante lo schema di Accordo di partenariato per il medesimo periodo di programmazione. Pertanto, fa presente che sarà necessario organizzare modalità di prosecuzione dell’esame Segnala, peraltro, che, in materia di utilizzo dei fondi strutturali per il periodo di programmazione 2014-2020, è stato assegnato alle Commissioni riunite V e XIV l’atto n.  della risoluzione in oggetto che siano coordinate con l’esame del citato atto.

Eleonora BECHIS (M5S) auspica, anzitutto, che la risoluzione di cui è firmataria venga presa in considerazione nell’attuale processo di riscrittura del citato Accordo di partenariato, chiedendo al Governo di definire obiettivi temporali, quantitativi e qualitativi chiari e misurabili al fine di sviluppare e migliorare il mercato del lavoro nel pieno rispetto sia della carta costituzionale sia dei principi di eguaglianza, autodeterminazione e giustizia sociale. Chiede, quindi, al Governo di percorrere strade nuove che escludano totalmente la corruzione, ponendosi obiettivi ambiziosi in ambito di politiche attive del lavoro, sia in termini di valorizzazione della formazione continua sia in termini di acquisizione delle migliori risorse umane e strumentali da mettere a disposizione della collettività. Ritiene necessario pensare al lavoro non più come elemento a sé stante, bensì come parte di un sistema con il quale è in costante relazione sinergica come nel caso del connubio tra smart working e smart city, che coinvolge urbanistica, lavoro, innovazione e ricerca, o dell’integrazione nel percorso scolastico obbligatorio sia di periodi di lavoro in azienda sia di elementi di educazione all’imprenditorialità etica.
Ricorda, su un piano più generale, che l’Unione europea è nata per garantire la pace e per cercare di attutire divari economici, sociali, ideologici, e per garantire il mutuo soccorso tra gli Stati membri. Osserva che l’Europa unita, come ogni strumento creato dall’uomo, deve essere usata seguendo criteri di buon senso. Fa presente che la presidente della Commissione occupazione e affari sociali del Parlamento europeo, Berés, ha segnalato che la presenza nei Trattati di uno squilibrio tra diritti sociali e diritto del mercato interno, rendendosi disponibile ad un dialogo sul tema dell’adeguamento dei trattati nell’ottica dell’uscita dalla crisi.   

201 del 2011, oltre ad aver spezzato il patto tra Stato e cittadino, ha creato nuove povertà e dinamiche che la programmazione dei fondi strutturali non prende in considerazione. Si chiede, in conclusione, se ci sia la possibilità di aprire un confronto tra la Commissione lavoro della Camera e la Commissione occupazione e affari sociali del Parlamento europeo, con le modalità che la presidenza ritenga più opportune, per elaborare proposte concrete sulle materie di comune interesse. Segnala che il decreto-legge n.  

Il sottosegretario Luigi BOBBA si riserva di manifestate il proprio orientamento nel prosieguo della discussione.

Cesare DAMIANO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.25.

SEDE REFERENTE
Giovedì 27 marzo 2014. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Luigi Bobba.
La seduta comincia alle 14.25.
Disposizioni in materia di collocamento al lavoro dei centralinisti telefonici e degli operatori della comunicazione minorati della vista.
 
C. 435 Mongiello, C. 1708 Di Gioia, C. 1779 Gribaudo.
 
(Seguito dell’esame e rinvio – Nomina di un Comitato ristretto).

La Commissione prosegue l’esame dei provvedimenti, rinviato nella seduta del 20 marzo 2014.  

Cesare DAMIANO, presidente, ricorda che nella precedente seduta la relatrice ha svolto un intervento introduttivo nel quale ha illustrato i provvedimenti in titolo, chiede pertanto se vi siano interventi nell’ambito dell’esame preliminare.

Il sottosegretario Luigi BOBBA osserva che le direzioni competenti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali hanno già avuto modo di esaminare nel dettaglio l’articolato dei provvedimenti in esame, formulando al riguardo osservazioni puntuali, sulle quali giudica importante avviare una proficua interlocuzione con la Commissione. Auspica, quindi, che la Commissione approfondisca il contenuto delle proposte di legge in un sereno confronto con il Governo, valutando anche l’opportunità di costituire un apposito Comitato ristretto, in vista dell’elaborazione di un testo condiviso.

Chiara GRIBAUDO (PD), relatore, prende atto con favore della disponibilità testé manifestata dal Governo, giudicando utile procedere sin d’ora alla costituzione di un Comitato ristretto per il seguito dell’istruttoria sui provvedimenti in esame e la predisposizione di un testo unificato che possa essere realmente condiviso.

Cesare DAMIANO, presidente435, 1708 e 1779. , nessun altro chiedendo di intervenire, propone che la Commissione, alla luce degli orientamenti emersi nell’odierno dibattito, proceda alla nomina di un Comitato ristretto per il seguito dell’istruttoria legislativa delle proposte di legge nn.

La Commissione delibera di nominare un Comitato ristretto, riservandosi la presidenza di indicarne i componenti sulla base delle designazioni dei gruppi.  

La seduta termina alle 14.30.

COMITATO RISTRETTO
Giovedì 27 marzo 2014.
Disposizioni in materia di ricongiunzione pensionistica. 
C. 225 Fedriga e C. 929 Gnecchi.

Il Comitato ristretto si è riunito dalle 14.30 alle 14.40.  

SEDE REFERENTE
Giovedì 27 marzo 2014. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Luigi Bobba.
La seduta comincia alle 14.40.
DL 34/2014: Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese.
 
C. 2208 Governo.
 

(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l’esame del provvedimento.  

Cesare DAMIANO, presidente34 del 2014, recante disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese, osserva che si avvia oggi l’esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 

Fa presente che, come stabilito nell’ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti di gruppo, nell’odierna seduta avrà luogo la relazione introduttiva del relatore, onorevole Dell’Aringa, ed eventuali interventi dei deputati che intendano intervenire.   
Ricorda, comunque, che dopo la conclusione delle audizioni informali riprenderà l’esame preliminare con gli interventi in discussione generale.  

Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore34 del 2014 , osserva che il decreto-legge n. contiene disposizioni in materia di lavoro a termine, apprendistato, servizi per il lavoro, verifica della regolarità contributiva e contratti di solidarietà. 
276 del 2003, prevedendo, in primo luogo, l’innalzamento da dodici a trentasei mesi, comprensivi di eventuali proroghe, della durata del rapporto a tempo determinato che non necessita dell’indicazione della causale per la sua stipulazione. Si prevede quindi, che il contratto possa essere prorogato fino a 8 volte, a condizione che le proroghe si riferiscano alla stessa attività lavorativa per la quale il contratto a tempo determinato è stato inizialmente stipulato. Infine, si introduce un limite quantitativo, stabilendo che il numero complessivo di rapporti di lavoro a termine costituiti da ciascun datore di lavoro non può eccedere il limite del 20 per cento dell’organico complessivo, ferma restando, per le imprese che occupano fino a cinque dipendenti, la possibilità di stipulare comunque un contratto a tempo determinato. Viene fatta salva, in ogni caso, la possibilità per la contrattazione collettiva nazionale di stabilire limiti quantitativi diversi. 368 del 2001 e il decreto legislativo n. Nel ricordare che il decreto-legge dovrà essere convertito in legge entro il 20 maggio 2014, passa all’illustrazione delle singole disposizioni, segnalando in primo luogo che l’articolo 1 reca norme in materia di contratti a tempo determinato e somministrazione di lavoro a tempo determinato, con l’obiettivo di facilitare il ricorso a tali tipologie contrattuali. A tal fine la disposizione modifica in più parti il decreto legislativo n.
92 del 2012, che per i datori di lavoro che occupavano almeno 10 dipendenti legava l’assunzione di nuovi apprendisti alla prosecuzione del rapporto di lavoro, al termine del periodo di apprendistato, di almeno il 50 per cento degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro. Osserva che la soppressione è estesa anche alla norma che, nel definire i principi per la disciplina contrattuale dell’istituto, prevedeva la possibilità di individuare nei contratti collettivi forme e modalità per la conferma in servizio al termine del percorso formativo, al fine di ulteriori assunzioni in apprendistato. Fa presente che, per quanto riguarda la retribuzione dell’apprendista, fatta salva l’autonomia della contrattazione collettiva, si prevede che si debba tener conto delle ore di formazione in misura del 35 per cento del relativo monte ore complessivo. Infine, si prevede la facoltà, e non più l’obbligo, per i datori di lavoro, di integrare con l’offerta formativa pubblica la formazione di tipo professionalizzante e di mestiere svolta in azienda. 92 del 2012, la cosiddetta legge Fornero, prevedendo, in primo luogo, l’obbligo della forma scritta solamente per il contratto e per il patto di prova e non più per il piano formativo individuale. Viene poi soppressa la condizione, introdotta dalla legge n. 167 del 2011 e la legge n. Evidenzia che l’articolo 2 contiene disposizioni in materia di apprendistato, con l’obiettivo di semplificare la disciplina dell’istituto. A tal fine, le disposizione modifica in più parti il decreto legislativo n.   
Rileva che l’articolo 3 è diretto a garantire la parità di trattamento delle persone in cerca di occupazione in uno degli Stati membri dell’Unione europea indipendentemente dal luogo di residenza, nonché, attraverso l’eliminazione del requisito del domicilio, ad ampliare la possibilità di usufruire d  elle azioni di politica attiva poste in essere dai servizi competenti. In particolare, fa presente che la norma è volta a rendere immediatamente operativa la Garanzia per i giovani che, per usufruire dei relativi percorsi, stabilisce che vengano individuati i requisiti della «residenza» e della «contendibilità» del soggetto, al fine di consentire che i giovani alla ricerca di occupazione possano rivolgersi ad un servizio per l’impiego indipendentemente dall’ambito territoriale di residenza. 

Sottolinea che l’articolo 4 introduce disposizioni volte alla «smaterializzazione» del Documento unico di regolarità contributiva (DURC), attraverso una semplificazione dell’attuale sistema di adempimenti richiesti alle imprese per la sua acquisizione. In particolare, si prevede che  la verifica della regolarità contributiva nei confronti dell’INPS, dell’INAIL e, per le imprese operanti nel settore dell’edilizia, delle Casse edili, avvenga, da parte di chiunque vi abbia interesse, in tempo reale e con modalità esclusivamente telematiche, attraverso un’interrogazione negli archivi dei citati enti che ha una validità di centoventi giorni a decorrere dalla data di acquisizione. Osserva che la puntuale definizione della nuova disciplina della materia è rimessa a un decreto interministeriale, da emanare entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del decreto-legge. 

Fa notare, infine, che l’articolo 5 demanda ad uno specifico decreto interministeriale i criteri per l’individuazione dei datori di lavoro beneficiari delle agevolazioni, già previste dalla legislazione vigente, per i contratti di solidarietà, innalzando a 15 milioni di euro, a decorrere dal 2014, il relativo limite di spesa nell’ambito del Fondo sociale per l’occupazione e la formazione.   
Rinviando all’esito del ciclo di audizioni già programmate eventuali considerazioni di merito sui contenuti del decreto, si limita in questa fase a segnalare che, soprattutto per quanto attiene alle disposizioni in materia di contratti a termine e di apprendistato, di cui agli articoli 1 e 2 del decreto, si presenta, dal punto di vista tecnico, l’esigenza di meglio coordinare la nuova disciplina con le parti del quadro normativo che sono rimaste inalterate.   

Conclusivamente, osserva che il decreto-legge interviene su temi complessi, che investono la vita in azienda, le relazioni di lavoro e il funzionamento generale del mercato del lavoro. In questo senso, segnala la presenza di aspetti meritevoli di approfondimento, relativi in particolare all’intreccio con i contenuti dei provvedimenti che il Governo sta adottando e adotterà sul tema più generale della semplificazione e della riforma della legislazione del lavoro. Per queste ragioni, ritiene che la Commissione e l’Assemblea della Camera dovranno pertanto impegnarsi a trovare quegli aggiustamenti che, senza stravolgere i principi cui il provvedimento si ispira, possano consentire di apportare gli opportuni miglioramenti al testo.  

Claudio COMINARDI (M5S) manifesta forte preoccupazione per il potenziale effetto di eccessiva liberalizzazione della stipula dei contratti a termine contenuto nell’articolo 1 del provvedimento in esame, in base al quale la durata del contratto senza indicazione della causale verrebbe estesa a trentasei mesi. Ritiene, infatti, che tale disposizione possa produrre conseguenze negative per i giovani lavoratori, in termini di ulteriore precarizzazione della loro situazione lavorativa. Chiede poi delucidazioni al relatore circa la portata del medesimo articolo 1, nella parte in cui si specifica che il numero dei contratti a termine non possa eccedere il 20 per cento dell’organico complessivo, non essendo univoca a suo avviso la nozione di «organico».

Giorgio PICCOLO (PD) esprime il timore che si prosegua nell’adozione di interventi suscettibili di ledere i diritti dei lavoratori, in continuità con una tendenza legislativa volta a mettere le generazioni in conflitto tra di loro e a instaurare regimi di tutele diversificati per categorie di lavoratori. Sarebbe necessario, a suo avviso, contenere il fenomeno della precarietà, prevedendo, piuttosto, interventi tesi ad aumentare il costo dei contratti atipici, per disincentivarne l’utilizzo, o stabilendo incentivi alla stabilizzazione.

Gessica ROSTELLATO (M5S) chiede chiarimenti al relatore in ordine all’articolo 1, osservando che, in base all’attuale formulazione della norma, non è chiaro quale sia il limite massimo di contratti che è possibile stipulare nelle aziende che impieghino fino a cinque dipendenti. Passando ad esaminare l’articolo 2, ritiene sia da chiarire se ai fini calcolo della retribuzione dell’apprendista si debba fare riferimento alla formazione interna o esterna, specificando altresì cosa la portata della locuzione: «35 per cento del relativo monte ore complessivo». Giudica positivo il contenuto dell’articolo 4, relativo alle semplificazioni in materia di documento di regolarità contributiva, auspicando, tuttavia, che tali disposizioni siano concretamente applicate, senza che vi siano problemi tecnici in sede di attuazione. In risposta alle considerazioni svolte nel dibattito odierno in relazione all’esigenza di aumentare il costo del lavoro flessibile, fa presente che la normativa vigente già prevede oneri più elevati per tale tipologia di contratti, auspicando, piuttosto, un intervento di riduzione dei costi sul versante dei contratti a tempo indeterminato.

Cesare DAMIANO, presidente, osservato che allo stato i contratti flessibili sono più onerosi per i datori di lavoro rispetto a quelli a tempo indeterminato, fa notare, con riferimento a taluni dubbi espressi sulla parte del testo che disciplina l’apprendistato, che la formazione esterna – secondo il dettato dell’articolo 2 – diviene facoltativa. Precisando, altresì, che – a suo avviso – il limite del 35 per cento nel calcolo della retribuzione dell’apprendista deve riferirsi alle ore di formazione.

Davide TRIPIEDI (M5S) esprime dubbi sull’articolo 1 del decreto-legge, segnalando i gravi effetti destabilizzanti della norma nei confronti delle donne lavoratrici che siano in gravidanza al momento della proroga dei contratti. Osservato che le innovazioni legislative proposte rappresentano un disincentivo alla maternità, si chiede perché il legislatore continui a promuovere il contratto a termine a scapito di quello a tempo indeterminato, producendo conseguenze negative per i lavoratori in termini di precarietà.

Eleonora BECHIS (M5S) si sofferma sull’articolo 3, evidenziando l’esigenza di svolgere una riflessione sull’elenco anagrafico del lavoratori e sul concetto di residenza. Fa presente, al riguardo, che occorre approfondire il fenomeno della perdita della residenza da parte dei lavoratori, a seguito della perdita della propria casa, sottolineando come spesso i cittadini incontrino molte difficoltà per il riacquisto della residenza, a causa delle difficoltà burocratiche poste a livello locale.

Carlo DELL’ARINGA (PD), relatore, fa presente che il dibattito ha posto all’attenzione questioni rilevanti, sulle quali sarà opportuno svolgere i necessari approfondimenti di merito, nell’ambito di una interlocuzione costruttiva tra i gruppi, dichiarandosi disponibile al confronto con tutti i componenti della Commissione al fine di giungere a definire un quadro di interventi il più possibile efficace e condiviso.

Cesare DAMIANO, presidente, prende atto con soddisfazione della disponibilità al confronto testé manifestata dal relatore, considerato che il provvedimento in esame interviene su questioni assai delicate sulle quali sarà necessario svolgere gli opportuni accertamenti, in un clima che auspica possa essere di ampia concertazione tra i gruppi. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.

SEDE CONSULTIVA
Mercoledì 26 marzo 2014. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO.
La seduta comincia alle 14.15.
Conversione in legge del decreto-legge 6 marzo 2014, n. 16, recante disposizioni urgenti in materia di finanza locale, nonché misure volte a garantire la funzionalità dei servizi svolti nelle istituzioni scolastiche.
 
C. 2162 Governo.
 
(Parere alle Commissioni riunite V e VI). 

(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole).

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 18 marzo 2014.  

Silvia CHIMIENTI (M5S) preannuncia l’intenzione del proprio gruppo di presentare una proposta di parere contrario 24 del 1999, disponendo il trasferimento dai comuni , di cui illustra il contenuto. Si sofferma, anzitutto, sull’articolo 4, che, a suo avviso, rischia di determinare squilibri organizzativi ogniqualvolta venga applicato da un ente già dimensionato in funzione delle sue reali esigenze amministrative. Ritiene, infatti, che la norma non subordini la razionalizzazione del personale ad un’effettiva sussistenza di posizioni ridondanti, suscitando molte perplessità. Fa presente, dunque, che il suo gruppo manifesta una ferma contrarietà all’ipotesi di ridurre ulteriormente la spesa del personale non dirigenziale, che ha già costituito oggetto di diverse misure di razionalizzazione. Passando ad esaminare l’articolo 19, fa notare che esso si limita a prevedere una proroga fino al 31 marzo 2014, individuando una soluzione tampone che non risolve alla radice il problema dei lavoratori impegnati nei servizi di pulizia delle scuole. Fa notare che la legge n. allo Stato del personale impiegato per i servizi amministrativi, tecnici e ausiliari nelle scuole, ha di fatto aperto la strada alle esternalizzazioni e alla pratica degli appalti per i servizi di pulizia nelle scuole. Rileva che assumere il personale mancante avrebbe comportato un ingente risparmio rispetto alla spesa sostenuta per onorare i contratti di servizio con le ditte esterne. Espresse perplessità sul fatto di coprire gli oneri di spesa attingendo a fondi necessari al buon funzionamento della scuola pubblica, osserva che il problema delle pulizie nelle istituzioni scolastiche va risolto definitivamente, cancellando le esternalizzazioni e garantendo la possibilità agli ex LSU impiegati nelle ditte di pulizia di entrare nella graduatoria ATA per le stesse mansioni. 

Per tali ragioni, raccomanda l’approvazione della proposta di parere contrario al provvedimento in esame presentata dal suo gruppo.  

Cesare DAMIANO, presidente, in sostituzione del relatore, una proposta di parere favorevole. Con riferimento alle considerazioni della deputata Chimienti, osserva che senza dubbio le questioni relative al personale che svolge compiti di pulizia nelle scuole sono fondate, sottolineando come nelle premesse della proposta di parere si richiami l’esigenza di individuare una soluzione strutturale alla problematiche occupazionali che interessano tali lavoratori.

Walter RIZZETTO (M5S) preannuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere favorevole testé formulata dal presidente, in sostituzione del relatore.

Cesare DAMIANO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, avverte che sarà ora posta in votazione la proposta da lui formulata in sostituzione del relatore. In caso di sua approvazione, la proposta alternativa dei deputati Chimienti ed altri si intenderà preclusa e non sarà, pertanto, posta in votazione.

La Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal presidente, risultando conseguentemente preclusa la proposta alternativa di parere presentata dai deputati Chimienti ed altri.

Massimiliano FEDRIGA (LNA) fa notare che nella votazione testé svolta solo con il voto favorevole di un deputato appartenente al gruppo di SEL si è superato il numero dei voti contrari e delle astensioni. Osserva, in ogni caso, che l’andamento della seduta, iniziata con ritardo rispetto all’orario della convocazione, è stato influenzato dalle esigenze della maggioranza di raggiungere un numero di voti necessario all’approvazione della proposta di parere.

Cesare DAMIANO, presidente, prendendo atto di quanto rappresentato dal deputato Fedriga, osserva che il ritardo nell’avvio della seduta rientra nella fisiologia dei lavori della Commissione.

La seduta termina alle 14.30.


UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 26 marzo 2014.  
L’ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.30 alle 14.40.  

AUDIZIONI INFORMALI
Mercoledì 26 marzo 2014.
Audizione del direttore generale dell’INPS, dott. Mauro Nori, sulla identificazione della platea dei lavoratori che non beneficiano di interventi di salvaguardia in materia pensionistica, nonché sulle iniziative legislative in materia di trattamenti pensionistici di importo elevato e di ricongiunzione pensionistica.
L’audizione informale è stata svolta dalle 14.40 alle 15.55.  


AUDIZIONI
Martedì 25 marzo 2014. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. — Interviene il ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti.
La seduta comincia alle 11.30.

Audizione del ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, sulle linee programmatiche del dicastero per le parti di competenza. 

(Svolgimento, ai sensi dell’articolo 143, comma 2, del Regolamento, e conclusione).

Cesare DAMIANO, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche attraverso la trasmissione televisiva sul canale satellitare della Camera dei deputati e la trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati. Introduce, quindi, l’audizione.

Il ministro Giuliano POLETTI svolge una relazione sul tema oggetto dell’audizione.

Intervengono, per porre quesiti e formulare osservazioni, i deputati   Marialuisa GNECCHI (PD), Walter RIZZETTO(M5S), Renata POLVERINI (FI-PdL), Giorgio AIRAUDO (SEL), Sergio PIZZOLANTE (NCD), Irene TINAGLI (SCpI),Massimiliano FEDRIGA (LNA) e Cesare DAMIANO, presidente.

Il ministro  Giuliano POLETTI rende precisazioni conclusive rispetto ai quesiti posti.

Cesare DAMIANO, presidente, ringrazia il ministro per la sua relazione e dichiara conclusa l’audizione.

La seduta termina alle 13.20.

COMITATO DEI NOVE
Martedì 25 marzo 2014.
Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione consensuale del contratto di lavoro per dimissioni volontarie. C. 254-272-A.

Il Comitato dei nove si è riunito dalle 14.35 alle 14.50.  

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Martedì 25 marzo 2014.
L’ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.50 alle 15.  

redazione

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