INDAGINE CONOSCITIVA
Giovedì 20 giugno 2013. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO.
La seduta comincia alle 9.05.
Indagine conoscitiva sulle misure per fronteggiare l’emergenza occupazionale, con particolare riguardo alla disoccupazione giovanile.
Audizione di rappresentanti di Italia Lavoro.
(Svolgimento e conclusione).
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata, oltre che mediante l’impianto audiovisivo a circuito chiuso, anche attraverso la trasmissione televisiva sul canale satellitare della Camera dei deputati, nonché la trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati.
Introduce, quindi, l’audizione, svolgendo talune considerazioni preliminari sui temi oggetto dell’indagine conoscitiva. Avverte, altresì, che gli auditi hanno messo a disposizione della Commissione una documentazione, di cui autorizza la pubblicazione in allegato al resoconto stenografico della seduta odierna.
Paolo REBOANI, presidente di Italia Lavoro, svolge una relazione sul tema oggetto dell’audizione.
Intervengono, per porre quesiti e formulare osservazioni, i deputati Cesare DAMIANO, presidente, a più riprese, Walter RIZZETTO (M5S), Davide BARUFFI (PD), Renata POLVERINI (PdL) e Marialuisa GNECCHI (PD).
Paolo REBOANI, presidente di Italia Lavoro, svolge ulteriori considerazioni rispetto ai quesiti posti.
Cesare DAMIANO, presidente, ringrazia gli auditi e dichiara conclusa l’audizione.
La seduta termina alle 10.10.
N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA
Giovedì 20 giugno 2013. — Presidenza del vicepresidente Walter RIZZETTO. — Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Carlo Dell’Aringa.
La seduta comincia alle 13.35.
Walter RIZZETTO, presidente, ricorda che, ai sensi dell’articolo 135-ter, comma 5, del Regolamento, la pubblicità delle sedute per lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata è assicurata anche attraverso l’impianto audiovisivo a circuito chiuso. Ne dispone, pertanto, l’attivazione.
5-00387 Pizzolante: Attuazione della normativa sulla sicurezza del lavoro per la bonifica degli ordigni bellici.
Renata POLVERINI (PdL), cofirmataria dell’interrogazione in titolo, ne illustra il contenuto, chiedendo al Governo 177 del per quali ragioni non sia stata data ancora attuazione alla legge n. 2012 sulla sicurezza del lavoro per la bonifica degli ordigni bellici.
Il sottosegretario Carlo DELL’ARINGA risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.
Renata POLVERINI (PdL), nel prendere atto che il decreto interministeriale attuativo è ancora in corso di definizione presso il competente dicastero, si riserva di valutarne il contenuto una volta che esso sarà adottato, sperando che ciò avvenga in tempi ragionevoli.
5-00388 Bechis: Iniziative per la salvaguardia dei lavoratori «esodati».
Eleonora BECHIS (M5S) illustra la sua interrogazione, chiedendo se il Governo sia a conoscenza della paradossale situazione in cui si trovano taluni lavoratori, i quali, salvaguardati dalla legge per quanto riguarda l’accesso alla pensione secondo la normativa previgente alla «riforma Fornero», hanno ricevuto i bollettini per il versamento della contribuzione volontaria, senza tuttavia che l’INPS gli abbia fatto pervenire una comunicazione formale circa l’avvenuto accoglimento della loro domanda.
Il sottosegretario Carlo DELL’ARINGA risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.
Eleonora BECHIS (M5S), nel ringraziare il rappresentante del Governo per la risposta fornita, fa notare che, in base agli elementi emersi da tale risposta, i lavoratori, in un periodo già molto difficile come quella attuale, sono costretti a subire una vera e propria forma di violenza psicologica dall’INPS: auspica, pertanto, che il Governo possa promuovere una campagna Pag. 41informativa tesa a spiegare loro come si debbano comportare per vedere salvaguardati i propri diritti.
5-00389 Di Salvo: Misure per il sostegno al reddito dei lavoratori della Berco SpA.
Giovanni PAGLIA (SEL), cofirmatario dell’interrogazione in titolo, ne illustra il contenuto, ripercorrendo le vicende occupazionali della società Berco SpA.
Il sottosegretario Carlo DELL’ARINGA risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.
Giovanni PAGLIA (SEL) dichiara di non potersi ritenere soddisfatto, facendo notare che la risposta del rappresentante del Governo non ha fatto altro che ripercorrere fatti noti, senza indicare soluzioni concrete. Rileva, peraltro, che il vero problema consiste nel fatto che i vertici dell’azienda si rifiutano ostinatamente di sedersi ai tavoli di crisi con i rappresentanti del Ministero dello sviluppo economico, limitandosi a interloquire con il dicastero del lavoro per l’accesso agli strumenti di sostegno del reddito. Chiede, pertanto, al Governo di pretendere un comportamento più consono allo svolgimento di normali relazioni industriali da parte della società, che non può sfuggire alle proprie responsabilità, considerata anche la rilevanza strategica di un’impresa, come quella in oggetto, che fa capo a un gruppo che rappresenta un patrimonio dell’economia e dell’occupazione in Italia.
5-00390 Paris: Vicende occupazionali della Indesit Company in Italia.
Valentina PARIS (PD) illustra la sua interrogazione, chiedendo al Governo quali iniziative intenda assumere al fine di favorire una soluzione per le vicende occupazionali della Indesit Company in Italia, anche a tutela della credibilità del made in Italy.
Il sottosegretario Carlo DELL’ARINGA risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.
Valentina PARIS (PD), preso atto della disponibilità del Governo a intraprendere misure a tutela dei livelli occupazionali, fa notare che appare necessario offrire strumenti stabili ai lavoratori coinvolti, evitando di fare esclusivo ricorso a «provvedimenti ponte», come il decreto-legge appena approvato dalla Camera, che mirano alla concessione di ammortizzatori sociali o a iniziative di sostegno del reddito. Auspica, pertanto, che il Governo si attivi concretamente per fungere da stimolo alla crescita del livello tecnologico dell’impresa, promuovendo anche la riqualificazione professionale del personale interessato, mediante un incremento della qualità della loro formazione.
Walter RIZZETTO, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata all’ordine del giorno.
La seduta termina alle 14.
SEDE REFERENTE
Giovedì 20 giugno 2013. — Presidenza del vicepresidente Walter RIZZETTO. — Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Carlo Dell’Aringa.
La seduta inizia alle 14.
Modifica alla normativa in materia di requisiti di accesso al trattamento pensionistico per il personale della scuola.
C. 249 Ghizzoni e C. 1186 Marzana.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento in titolo, rinviato nella seduta del 12 giugno 2013.
Walter RIZZETTO, presidente, avverte che, dopo che nella precedente seduta ha avuto inizio l’esame della proposta di legge C. 249 Ghizzoni, è stata nel frattempo assegnata alla Commissione anche la preannunciata proposta di legge C. 1186 Marzana; considerato che la citata proposta di legge verte sulla medesima materia recata dal progetto di legge di cui è già iniziato l’esame, la presidenza ne ha disposto l’abbinamento, ai sensi dell’articolo 77, comma 1, del Regolamento.
Antonella INCERTI (PD), relatore, osserva che la proposta di legge C. 1186, a prima firma del deputato Marzana, ha un contenuto dispositivo identico alla proposta di legge C. 249 Ghizzoni, di cui la Commissione ha già avviato l’esame nella scorso settimana; pertanto, l’articolo 1 di tale provvedimento – con il medesimo obiettivo di fornire una risposta definitiva ai numerosi lavoratori del comparto della scuola, per i quali, in considerazione delle particolari modalità con cui è organizzata l’attività didattica, si impone una diversa impostazione nella disciplina normativa dell’accesso alla pensione – modifica l’alinea dell’articolo 24, comma 14, del 201 del 2011, disponendo l’applicazione dei requisiti di decreto-legge n. accesso e di regime delle decorrenze previgenti alle disposizioni di cui al citato decreto-legge, oltre che ai soggetti già individuati, anche al personale della scuola che abbia maturato i requisiti entro l’anno scolastico 2011/2012, 449 del 1997 (secondo il ai sensi dell’articolo 59, comma 9, della legge n. quale la cessazione dal servizio ha effetto dalla data di inizio dell’anno scolastico e accademico dell’anno solare successivo, con decorrenza dalla stessa data del relativo trattamento economico nel caso di prevista maturazione del requisito entro il 31 dicembre dell’anno).
Osserva, quindi, che la sola differenza tra i due progetti di legge è costituita dalla norma di copertura finanziaria, atteso che la proposta di legge C. 1186 – a differenza della proposta di legge C. 249 – propone una circoscritta modifica al regime dell’imposizione fiscale per i prodotti energetici, incrementando in misura delimitata le aliquote delle accise previste per i bitumi di petrolio e gli oli lubrificanti.
In questo senso, ritiene che l’esame in sede referente possa procedere speditamente su entrambi i provvedimenti, ferma restando l’opportunità che il Governo fornisca alla Commissione i dati e gli elementi conoscitivi richiesti in relazione alla platea dei soggetti interessati e alla possibile quantificazione finanziaria degli oneri derivanti dall’intervento normativo proposto.
Il sottosegretario Carlo DELL’ARINGA osserva che il problema oggetto delle proposte di legge in esame, noto da tempo, è tuttora sotto attenta valutazione da parte del Governo: si tratta di un tema caratterizzato da evidenti elementi di ragionevolezza, che presenta, tuttavia, una significativa incertezza legata alla definizione dell’effettiva platea dei beneficiari e delle connesse quantificazioni finanziarie.
Fa notare, pertanto, che il Governo ha già richiesto formalmente all’INPS i dati relativi all’individuazione dei beneficiari, al fine di sciogliere i nodi connessi alla copertura dei relativi oneri. Rilevata l’esigenza di riflettere seriamente su talune delle ipotesi di copertura finanziaria al momento formulate, che appaiono di dubbia legittimità, anche alla luce di recenti sentenze della Corte costituzionale, auspica un lavoro comune in vista dell’individuazione di più adeguate forme di finanziamento. In attesa di valutare, dunque, i dati che fornirà l’INPS, ai cui vertici ha personalmente chiesto di prospettare anche possibili soluzioni, fa presente che l’Esecutivo continuerà a seguire con il massimo spirito collaborativo l’iter dei provvedimenti in esame, manifestando la propria disponibilità ad aggiornare quanto prima la Commissione sulle possibili strade da percorrere per giungere alla positiva conclusione della vicenda.
Maria MARZANA (M5S) fa presente che la sua proposta di legge, al pari di quella a prima firma Ghizzoni, intende rimediare a taluni errori tecnici della «riforma Fornero», salvaguardando la specificità dei lavoratori della scuola, per i quali, in considerazione delle particolari modalità con cui è organizzata l’attività didattica, si chiede una diversa impostazione nella disciplina normativa dell’accesso alla pensione, alla stregua di quanto già previsto a livello legislativo prima dell’approvazione della recente riforma previdenziale. Giudicato paradossale che ancora non si disponga di dati certi circa la quantificazione della platea dei beneficiari, ricorda che la stessa Ministra Carrozza si è mostrata disponibile ad una soluzione della questione.
Giudica, dunque, indifferibile l’esigenza di fornire risposte al personale della scuola, precisando che la presunta mancanza di risorse non può penalizzare intere categorie di lavoratori, che rappresentano un vero e proprio patrimonio culturale della società. Auspicato, pertanto, che la Commissione sappia assumere al più presto iniziative condivise, manifesta la propria disponibilità a ragionare sull’unificazione dei testi in esame, anche individuando ipotesi alternative di finanziamento degli interventi.
Manuela GHIZZONI (PD), in ordine alle esigenze di quantificazione della platea dei possibili beneficiari, chiede al Governo di sollecitare in tal senso non solo l’INPS, ma anche il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, tenuto conto che tale dicastero è presumibilmente in possesso di dati molto attendibili, essendo dotato di una banca dati aggiornata ed evoluta, che fa riferimento all’età anagrafica dei lavoratori e alla loro posizione contributiva. Fatto notare che il numero dei lavoratori interessati non sembra essere particolarmente significativo, riguardando non più di 3.500 persone, auspica che qualsiasi ipotesi di quantificazione di tale platea sia predisposta sulla base di darti certi, posti in relazione con i requisiti specifici individuati dalle proposte normative in esame, piuttosto che – come sembra emergere da alcune preliminari valutazioni dell’INPS – con presunte e improbabili ipotesi di «effetto trascinamento».
Annalisa PANNARALE (SEL) giudica urgente un intervento sulla materia, al fine di salvaguardare i lavoratori della scuola e garantire loro un accesso alla pensione secondo le norme previgenti rispetto alla «riforma Fornero». Rilevato che sembrano esservi margini adeguati per un confronto serio e aperto tra i gruppi, auspica l’elaborazione di un testo unificato condiviso, nel quale sarà possibile, a suo avviso, ipotizzare forme di copertura alternative rispetto a quelle attualmente previste (cita, ad esempio, la possibilità di far fronte ai maggiori oneri utilizzando le risorse derivanti dall’incremento dei diritti delle concessioni televisive). Osservato, peraltro, che il numero dei lavoratori interessati appare esiguo, fa notare che gli interventi contemplati potrebbero rivelarsi non particolarmente onerosi, richiedendo un impegno finanziario contenuto. Chiede, in conclusione, al Governo di fornire quanto prima una stima certa di tali oneri, ricorrendo anche alla banca dati del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
Walter RIZZETTO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
Modifiche alla disciplina dei requisiti per la fruizione delle deroghe riguardanti l’accesso al trattamento pensionistico.
C. 224 Fedriga, C. 727 Damiano, C. 946 Polverini.
(Esame e rinvio – Abbinamento delle proposte di legge C. 1014 Fedriga e C. 387 Murer).
La Commissione inizia l’esame dei provvedimenti in titolo.
Walter RIZZETTO, presidente, nel rilevare che la Commissione inizia oggi l’esame delle proposte di legge in titolo, avverte che è stata nel frattempo assegnata anche la proposta di legge C. 1014 Fedriga, vertente sul medesimo argomento di cui ai progetti di legge all’ordine del giorno: la presidenza ne ha, pertanto, disposto l’abbinamento, Pag. 44ai sensi dell’articolo 77, comma 1, del Regolamento. Invita, dunque, la relatrice a illustrare alla Commissione anche i contenuti di detta proposta di legge.
Marialuisa GNECCHI (PD), relatore, osserva che le proposte di legge C. 224 Fedriga, C. 727 Damiano, C. 946 Polverini e C. 1014 Fedriga, di contenuto assai simile tra loro, intervengono sulla questione dei cosiddetti «esodati». Fa notare che le proposte di legge C. 224, C. 727 e C. 201 del 2011 e 1014, intervenendo sull’articolo 24 del decreto-legge n. 216 del 2011, ripropongono, con limitate sull’articolo 6 del decreto-legge n. modifiche e aggiustamenti, il testo unificato (AA.CC. 5103, 5236 e 5247), approvato il 4 ottobre 2012 dall’XI Commissione, il cui iter in Assemblea si è interrotto a causa del termine della precedente Legislatura: in particolare, le proposte di legge C. 224 e C. 1014 sono sostanzialmente sovrapponibili, differenziandosi unicamente per la copertura degli oneri finanziari, mentre la proposta di legge C. 946, di contenuto più ampio, prevede anche interventi in materia di flessibilità pensionistica e per favorire la diffusione di una cultura previdenziale nelle scuole.
Per quanto concerne la questione degli esodati, ricorda che il Governo e il Parlamento sono ripetutamente intervenuti al fine di salvaguardare le aspettative dei soggetti prossimi al raggiungimento dei requisiti pensionistici: per effetto dei ripetuti interventi del legislatore, è stata fin qui garantita copertura previdenziale ad un totale di circa 130.000 lavoratori (fino al 2014), con stanziamenti complessivi pari a 9,81 miliardi di euro, e attualmente sono salvaguardati solo i lavoratori e le lavoratrici che rientrano nei criteri fino ad oggi approvati, ma esistono ancora lavoratori che sarebbero potuti andare in pensione con la normativa previgente già nel 2013. Osserva, pertanto, che lo scopo delle presenti proposte di legge è proprio quello di permettere a chi era vicino al pensionamento di poter ottenere la pensione.
Passando ai contenuti delle proposte di legge in esame, segnala in primo luogo che le proposte di legge C. 224, C. 727 e C. 946 prevedono la disapplicazione del regime delle decorrenze (cosiddette «finestre») e del meccanismo di incremento anagrafico legato all’aspettativa di vita ai fini dell’accesso alla pensione anticipata per le lavoratrici dipendenti ed autonome ai sensi dell’articolo 1, comma 9, della 243 del 2004, il quale ha riconosciuto, in via sperimentale fino al legge n. 2015, la possibilità di pensionamento, con calcolo della pensione esclusivamente con il sistema contributivo, con 35 anni di anzianità contributiva e 57 (se lavoratrici dipendenti) o 58 (se lavoratrici autonome) anni di età.
Rileva che la proposta di legge C. 224 consente invece l’accesso alla pensione anticipata, in via sperimentale per il triennio 2013-2015, con un’anzianità contributiva pari a 35 anni e con età anagrafica pari a 57 anni per le lavoratrici dipendenti, a 58 anni per le lavoratrici autonome e per i lavoratori dipendenti, a 59 anni per i lavoratori autonomi; sempre in via sperimentale, per il biennio 2016-2017, si consente l’accesso al pensionamento con un’anzianità contributiva pari a 35 anni e con età anagrafica pari a 59 anni per i lavoratori e le lavoratrici dipendenti e a 60 anni per i lavoratori e le lavoratrici autonomi: in tali casi il trattamento pensionistico è liquidato interamente con il sistema di calcolo contributivo, anche con riferimento all’anzianità contributiva maturata prima del 1o gennaio 1996. Fa osservare che è inoltre previsto l’obbligo per il Governo di trasmettere, entro il 31 settembre 2017, una relazione sugli effetti della sperimentazione, ai fini di una sua eventuale prosecuzione.
Sottolinea che le proposte di legge apportano, 201 del 2011, il poi, modifiche all’articolo 24, comma 14, del decreto-legge n. quale ha previsto (attraverso uno specifico sistema derogatorio) che le disposizioni previgenti in materia di requisiti di accesso e di regime di decorrenza dei trattamenti pensionistici continuino ad applicarsi a specifiche categorie di soggetti: in particolare, viene procrastinato il termine entro il quale è consentito avvalersi della normativa previdenziale previgente; si estende il sistema derogatorio ai lavoratori che, antecedentemente alla data del 20 luglio 2007, siano stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione, nonché ai lavoratori collocati in mobilità che maturino il diritto alla pensione entro i 24 mesi successivi alla fine del periodo di fruizione dell’indennità medesima; si stabilisce che per i lavoratori collocati in mobilità lunga, per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011, il diritto all’accesso al sistema derogatorio sia condizionato esclusivamente dalla data degli accordi collettivi, a prescindere dall’effettivo collocamento in mobilità; si introducono sostanziali modifiche per i lavoratori 201 del 2011, erano titolari di che, all’entrata in vigore del decreto-legge n. prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore, nonché per i lavoratori per i quali fosse stato previsto da accordi collettivi, stipulati entro il 4 dicembre 2011, il diritto di accesso ai predetti fondi; si prevede la possibilità, per i lavoratori che, antecedentemente alla data del 4 dicembre 2011, erano stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione, di usufruire della disciplina previgente a condizione che abbiano presentato domanda alla data del 31 gennaio 2012 e che perfezionino i requisiti per usufruire del trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2018, precisando che non rilevano né l’eventuale prestazione lavorativa successiva all’autorizzazione della prosecuzione volontaria, né l’eventuale mancato versamento di almeno un contributo volontario alla data del 6 dicembre; si prevede l’accesso alla disciplina derogatoria per i lavoratori che, entro la data del 31 dicembre 2011, abbiano usufruito di congedi per assistere figli o congiunti con disabilità gravi, i quali maturino il requisito per il trattamento pensionistico entro il 6 dicembre 2014, sempre in presenza di un requisito di anzianità contributiva non inferiore a 40; infine, si prevede l’accesso al sistema derogatorio anche per i lavoratori che alla data del 31 dicembre 2011 si trovino in mobilità o in cassa integrazione guadagni e che maturino i requisiti di accesso alla pensione nel periodo di percezione del trattamento di sostegno al reddito o entro 48 mesi successivi alla sua cessazione.
Osserva che le proposte di legge estendono, quindi, ai lavoratori del settore pubblico, le deroghe previste per i lavoratori privati dall’articolo 24, comma 15-bis201 del 2011, che ha disposto un regime , del decreto-legge n. agevolato di accesso al sistema pensionistico per i lavoratori dipendenti in possesso di specifici requisiti. Fa notare che si tratta dei lavoratori con un’anzianità contributiva di almeno 35 anni alla data del 31 dicembre 2012, a condizione che avessero maturato, prima dell’entrata in vigore della legge, i requisiti per il trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2012 ai sensi 243 del 2004 (la cosiddetta «quota 96», della Tabella B allegata alla legge n. quale somma tra età anagrafica e contributiva in presenza di un’età anagrafica minima di 60 anni), i quali possono conseguire la pensione anticipata al compimento di un’età anagrafica non inferiore a 64 anni; nonché delle lavoratrici con un’età anagrafica non inferiore a 64 anni, a condizione che avessero maturato entro il 31 dicembre 2012 un’anzianità contributiva di almeno 20 anni e alla medesima data avessero conseguito un’età anagrafica di almeno 60 anni.
Segnala che limitate modifiche riguardano anche il comma 18 201 del 2011, che ha previsto uno dell’articolo 24 del decreto-legge n. specifico regolamento per l’armonizzazione dei requisiti di accesso ai regimi pensionistici per alcune categorie di lavoratori (si tratta del personale del Comparto difesa-sicurezza, vigili del fuoco e soccorso pubblico; di differenti categorie di personale iscritto presso l’INPS, l’ex-ENPALS e l’ex-INPDAP, quali spedizionieri doganali, lavoratori delle aziende in crisi e dei poligrafici, dei pubblici servizi di trasporto, lavoratori marittimi, lavoratori dello spettacolo, sportivi professionisti e personale del settore del trasporto aereo): in particolare, si estende la norma anche ai lavoratori iscritti al Fondo speciale per i dipendenti delle Ferrovie dello Stato, mentre ai lavoratori del settore di macchina e agli addetti del settore di coperta della categoria dei marittimi viene riconosciuto il carattere usurante della relativa attività.
Osserva che le proposte di legge apportano poi, sebbene con alcune differenze, modifiche ai commi 2-ter e 2-quater 216 del dell’articolo 6 del decreto-legge n. 2011, i quali hanno ricompreso nella categoria dei soggetti beneficiari della disciplina previgente anche i lavoratori con rapporto risolto in base ad accordi individuali o di accordi collettivi di incentivo all’esodo (comma 2-ter) e i lavoratori per i quali sia stato previsto da accordi collettivi il diritto di accesso ai Fondi di solidarietà di settore (comma 2-quater). Per quanto attiene alle modifiche al comma 2-ter, rileva che si dispone che siano inclusi nel previgente regime delle decorrenze anche i lavoratori il cui rapporto di lavoro si risolva unilateralmente, per licenziamento a qualsiasi titolo, in conseguenza del fallimento dell’impresa o in ragione di accordi individuali sottoscritti entro il 31 gennaio 2011 (31 gennaio 2012, nelle proposte di legge 224 e 1014), ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati entro il 31 dicembre 2011 (31 dicembre 2012, nelle proposte di legge n. 224 e 1014); il lavoratore deve risultare, alla data di risoluzione del rapporto di lavoro, in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che, in base alla previgente disciplina pensionistica, avrebbero comportato la maturazione del diritto al trattamento pensionistico (e non più la decorrenza del trattamento medesimo) entro un periodo non superiore a 24 mesi dalla data di entrata in vigore del 201 del 2011. Rimarca che, ai fini della concessione dei decreto-legge n. benefici, non rileva l’eventuale prestazione di un’altra attività lavorativa di natura temporanea avvenuta dopo la sottoscrizione degli accordi individuali o la stipulazione degli accordi collettivi di incentivo all’esodo.
Per quanto attiene alle modifiche al comma 2-quater, riferisce che si amplia la platea delle fattispecie per le quali non trova applicazione la riduzione percentuale del trattamento pensionistico in caso di pensionamento anticipato; più specificamente, la riduzione non si applica, limitatamente ai soggetti che maturino il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, qualora l’anzianità contributiva ivi prevista derivi da prestazione effettiva di lavoro, ricomprendendovi anche i periodi di fruizione dei permessi spettanti ai genitori lavoratori, anche adottivi, di minore con handicap in situazione di gravità accertata.
Mette in evidenza la piena validità che viene riconosciuta agli accordi per la gestione delle eccedenze occupazionali con utilizzo di ammortizzatori sociali stipulati dalle imprese, entro il 31 dicembre 2011, anche in sede non governativa, ai fini 201 del dell’accesso al regime previdenziale previgente al decreto-legge n. 2011, facendo poi notare che tutte le proposte di legge prevedono il monitoraggio degli effetti del nuovo sistema previdenziale, con l’obbligo per il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sulla base dei dati elaborati dall’INPS, di presentare una relazione semestrale alle competenti Commissioni parlamentari.
Segnala, infine, che la sola proposta di legge C. 946 contiene anche ulteriori disposizioni volte a consentire la libertà di scelta nell’accesso dei lavoratori al trattamento pensionistico (disposizioni analoghe sono contenute anche nella proposta di legge C. 857 Damiano, di cui la Commissione avvierà anche l’esame in data odierna), nonché una delega al Governo per favorire la diffusione di una cultura previdenziale nelle scuole di ogni ordine e grado.
Per quanto attiene ai profili finanziari, rileva che le proposte di legge C. 727 e C. 946 valutano gli oneri in 240 milioni di euro per il 2013, 630 milioni per il 2014, 1.040 milioni per il 2015, 1.220 milioni per il 2016, 1.030 milioni per il 2017, 610 milioni per il 2018 e 300 milioni di euro a decorrere dal 2019, autorizzando il Ministero dell’economia e delle finanze ad adottare misure in materia di giochi pubblici on line, lotterie istantanee e apparecchi e congegni di gioco, al fine di assicurare il reperimento delle necessarie risorse, mentre le proposte di legge C. 224 e C. 1014 dispongono che la copertura degli oneri (peraltro non quantificati) avvenga a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, nonché (analogamente alle proposte di legge C. 727 e C. 946), a valere sulle maggiori entrate rivenienti da misure in materia di giochi pubblici.
Auspica, pertanto, che la Commissione possa svolgere un lavoro intenso, utile a risolvere i problemi tuttora esistenti, portando alla definitiva approvazione un provvedimento molto atteso dalla collettività. Coglie, peraltro, l’occasione dell’esame dei predetti provvedimenti per avvisare che risulta assegnata alla Commissione anche la proposta di legge C. 387 Murer, recante «Delega al Governo per l’estensione dell’applicazione delle disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze dei trattamenti pensionistici, vigenti 201, prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 214, anche ai convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. settori del pubblico impiego e del lavoro autonomo». Ritiene, a tale proposito, utile che anche questo provvedimento – sebbene non identico ai progetti di legge di cui oggi è iniziato l’esame, ma comunque di contenuto parzialmente analogo – possa essere abbinato alle restanti proposte normative, ai fini di un’istruttoria comune.
Fa notare, in conclusione, che i provvedimenti in esame si collocano necessariamente nel solco di una logica di salvaguardia, che peraltro non si sente di condividere in termini assoluti, perseguendo un obiettivo di riduzione del danno prodotto dalla recente «manovra Fornero» e dai successivi provvedimenti attuativi: l’obiettivo è quello di estendere gli interventi di deroga anche in favore di ulteriori categorie di lavoratori, facendo altresì chiarezza in ordine all’applicazione di talune norme di deroga, affinché, ad esempio, venga attribuita rilevanza, ai fini della tutela, non al momento della decorrenza dei trattamenti, ma a quello della maturazione dei requisiti.
Titti DI SALVO (SEL), nell’esprimere condivisione sui provvedimenti in esame, ribadisce che sulla delicata materia della previdenza dei macchinisti ferroviari, penalizzati dall’errata interpretazione 201 del 2011, il suo data al comma 18 dell’articolo 24 del decreto-legge n. gruppo ha presentato una propria proposta di legge (C. 1045), di cui prospetta sin d’ora il sollecito abbinamento alle proposte di legge in esame, non appena essa sarà assegnata alla Commissione.
Più in generale, ritiene che la Commissione abbia oggi avviato l’esame di proposte normative molto importanti, in quanto tese a porre rimedio agli errori commessi dal precedente Governo, che ha penalizzato categorie di lavoratori disagiati, tra i quali cita coloro che sono stati licenziati.
Walter RIZZETTO, presidente, segnala anzitutto che – secondo quanto già assicurato dalla presidenza nella giornata di ieri – la proposta di legge C. 1045 Di Salvo, non appena assegnata alla Commissione, potrà essere abbinata ai progetti di legge di cui oggi è iniziato l’esame.
Preso atto, inoltre, di quanto prospettato dal relatore al termine della sua relazione illustrativa, ricorda che è stato richiesto l’abbinamento ai progetti di legge in esame anche della proposta di legge C. 387 Murer, che verte su un argomento analogo a quello trattato dai restanti provvedimenti. Per tale ragione, propone alla Commissione di procedere all’abbinamento, ai sensi dell’articolo 77, comma 1, del Regolamento, anche della predetta proposta di legge C. 387 Murer.
La Commissione concorda.
Walter RIZZETTO, presidente, rinvia, quindi, il seguito dell’esame ad altra seduta.
Disposizioni per consentire la libertà di scelta nell’accesso dei lavoratori al trattamento pensionistico. C. 857 Damiano.
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l’esame del provvedimento in titolo.
Renata POLVERINI (PdL), relatore, segnala che la proposta di legge C. 857 Damiano reca disposizioni in materia di pensionamento flessibile, facendo notare che le disposizioni da questa recate si pongono l’obiettivo di rendere più agevole l’accesso ai trattamenti pensionistici, abbassando il livello dei requisiti attualmente richiesti, recuperando un criterio di equità che si era perso con la riforma del 2011.
Osserva che la proposta è composta da un unico articolo, suddiviso in 4 commi, rilevando che il comma 1 disciplina l’introduzione di forme flessibili di pensionamento, a decorrere dal 1o gennaio 2014, volte a consentire al lavoratore, che abbia maturato un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e il cui importo dell’assegno, secondo l’ordinamento previdenziale di appartenenza, sia almeno pari a 1,5 volte quello dell’assegno sociale, la possibilità di scegliere il momento di cessazione dell’attività lavorativa, all’interno di una fascia che va da un minimo di 62 anni ad un massimo di 70 anni di età.
Segnala che il comma 2 prevede che il trattamento pensionistico venga definito determinando l’importo massimo conseguibile, secondo l’ordinamento previdenziale di appartenenza di ciascun lavoratore, al quale viene applicata una riduzione o maggiorazione sulla quota di trattamento pensionistico calcolata con il sistema retributivo, a seconda che l’età di pensionamento sia inferiore o superiore ai 66 anni e degli anni di contributi versati: più specificamente, si prevede una riduzione o una maggiorazione correlata all’età dell’effettivo pensionamento, che varia da –8 per cento a +8 per cento, con valore neutro di riferimento pari a 66 anni, secondo quanto illustrato dalla tabella che risulta allegata al testo della proposta di legge.
Sottolinea poi che il comma 3 dispone che il limite dell’età anagrafica non si applica ai lavoratori che abbiano maturato almeno 41 anni di anzianità contributiva; inoltre, le forme flessibili di pensionamento, nonché il sistema di penalizzazione e di incentivazione non trovano applicazione, se meno favorevoli, nei confronti dei soggetti che svolgono lavori usuranti, ai sensi del decreto legislativo 21 67. Fa presente, altresì, che il comma 4 dispone che sino al 31 aprile 2011, n. dicembre 2016 l’adeguamento dei requisiti anagrafici di accesso al sistema pensionistico dovuto all’allungamento della speranza di vita sia determinato nella misura di 3 mesi complessivi, in deroga a quanto previsto dall’articolo 12 78 del 2010. del decreto-legge n.
Ritiene che l’intervento sulla materia con un provvedimento legislativo si renda necessario in quanto essa è disciplinata da fonti primarie (in particolare, dall’articolo 24 del 201 del 2011), osservando che le disposizioni contenute nella decreto-legge n. proposta di legge sono riconducibili alla materia di potestà legislativa esclusiva statale «previdenza sociale», di cui all’articolo 117, comma 2, lettera o), della Costituzione.
Fa, inoltre, presente che la proposta di legge non interviene a modificare la normativa vigente (recata, per 201 del 2011) e che l’appunto, dall’articolo 24 del decreto-legge n. disposizioni analoghe a quelle contenute nella proposta di legge in titolo sono riportate anche nel suo progetto di legge C. 946, abbinato alle proposte di legge C. 224 Fedriga, C. 727 Damiano e C. 1014 Fedriga (oltre che C. 387 Murer), di cui la Commissione stessa ha appena avviato l’esame nella seduta odierna. In tal senso, preannuncia sin d’ora l’intenzione di scorporare dalla proposta C. 946 la parte che riguarda l’aspetto della flessibilità, per farla confluire nell’ambito della presente proposta di legge, una volta conclusa la fase istruttoria.
Eleonora BECHIS (M5S) chiede alla presidenza di valutare l’opportunità di svolgere un ciclo di audizioni sulla proposta di legge in esame e sulle proposte di legge C. 224 e abbinate, il cui iter è iniziato oggi, al fine di ascoltare, in particolare, le valutazioni delle organizzazioni sindacali di base, nonché i rappresentanti della «rete» dei comitati degli esodati.
Walter RIZZETTO, presidente, osservato che sarà sua cura riferire prontamente tale richiesta al presidente Damiano, ritiene che la questione posta potrà essere valutata nel prosieguo dell’iter e, più in particolare, in una prossima riunione dell’Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, nel cui ambito potrà essere definita in termini più puntuali la tempistica dell’esame del provvedimento e delle proposte di legge C. 224 e abbinate, che al momento – essendo appena partita l’istruttoria in Commissione – non è chiaramente preventivabile.
Nessuna altro chiedendo di intervenire, rinvia, quindi, il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.25.
INDAGINE CONOSCITIVA
Mercoledì 19 giugno 2013. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO.
La seduta comincia alle 9.05.
Indagine conoscitiva sulle misure per fronteggiare l’emergenza occupazionale, con particolare riguardo alla disoccupazione giovanile.
Audizione di rappresentanti dell’ISFOL.
(Svolgimento e conclusione).
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata, oltre che mediante l’impianto audiovisivo a circuito chiuso, anche attraverso la trasmissione televisiva sul canale satellitare della Camera dei deputati, nonché la trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati.
Introduce quindi l’audizione, svolgendo talune considerazioni preliminari sui temi oggetto dell’indagine conoscitiva. Avverte, altresì, che gli auditi hanno messo a disposizione della Commissione una documentazione, di cui autorizza la pubblicazione in allegato al resoconto stenografico della seduta odierna.
Pietro Antonio VARESI, Presidente dell’ISFOL, svolge una relazione sul tema oggetto dell’audizione.
Intervengono, per porre quesiti e formulare osservazioni, i deputati Cesare DAMIANO, presidente, Renata POLVERINI (PdL), Patrizia MAESTRI (PD), Elisa SIMONI (PD), Claudio COMINARDI (M5S) e Marco MICCOLI (PD).
MARCO CENTRA, Responsabile ufficio statistico dell’ISFOL, e Pietro Antonio VARESI, Presidente dell’ISFOL, svolgono ulteriori considerazioni rispetto ai quesiti posti.
Cesare DAMIANO, presidente, ringrazia gli auditi e dichiara conclusa l’audizione.
La seduta termina alle 10.
N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.
SEDE CONSULTIVA
Mercoledì 19 giugno 2013. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Maria Cecilia Guerra.
La seduta comincia alle 14.40.
DL 61/2013 Nuove disposizioni urgenti a tutela dell’ambiente, della salute e del lavoro nell’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale.
C. 1139 Governo.
(Parere alle Commissioni riunite VIII e X).
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta di ieri.
Cesare DAMIANO, presidente, ricorda che nella seduta di ieri è stata svolta la relazione introduttiva sul provvedimento in esame e che si è convenuto di rinviare alla giornata di oggi l’avvio del dibattito di carattere generale, fermo restando che la presentazione di una proposta di parere da parte del relatore avrà luogo in una prossima seduta, anche in attesa di verificare eventuali modifiche al testo che dovessero essere approvate dalle Commissioni di merito.
Vincenza LABRIOLA (M5S), nell’illustrare sinteticamente il testo del provvedimento e nel ripercorrere le vicende dello stabilimento ILVA di Taranto, che hanno visto coinvolti i soggetti proprietari di tale impresa in inchieste giudiziarie volte a rilevare gravi violazioni di legge in materia di rispetto delle norme di tutela ambientale, sottolinea come la situazione di emergenza di quei territori, che giudica non solo ambientale, ma anche occupazionale, è stata gestita a livello governativo secondo un’impostazione puramente manageriale, esclusivamente mirata al mantenimento delle attività produttive di quella specifica realtà imprenditoriale.
Giudica necessario, al contrario, cambiare prospettiva e cominciare a preoccuparsi concretamente della sorte dei lavoratori impiegati in quello stabilimento, ipotizzando forme di intervento concrete a loro favore, in caso di fallimento di tale società, formulando altresì misure di sostegno anche nei confronti di quei soggetti economici che hanno subito un danno gravissimo a causa del disastro ambientale generato dalle attività della predetta società (cita, in proposito, la profonda crisi in cui sono sprofondati i settori della mitilicoltura e della pastorizia).
Osservato, in conclusione, come non si ravvedano nel provvedimento in esame soluzioni di medio e lungo periodo suscettibili di garantire un ritorno alla normalità in quei territori, auspica un mutamento di prospettiva nell’azione di Governo, che garantisca finalmente un’adeguata tutela dei soggetti rimasti coinvolti, loro malgrado, in tale drammatica situazione.
Cesare DAMIANO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
Delega al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili.
Testo unificato C. 331 Ferranti e C. 927 Costa.
(Parere alla II Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta di ieri.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che la II Commissione ha trasmesso il testo unificato delle proposte di legge in titolo, come risultante dagli emendamenti approvati nel corso dell’esame in sede referente.
Valentina PARIS (PD), relatore, preso atto che l’esame in sede referente non ha prodotto modifiche significative delle parti del testo di competenza della Commissione e fatto rinvio, dunque, alla relazione svolta nella seduta di ieri, propone di esprimere parere favorevole sul testo unificato delle proposte di legge in titolo, come risultante dagli emendamenti approvati.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.
La seduta termina alle 14.50.
ATTI DEL GOVERNO
Mercoledì 19 giugno 2013. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Maria Cecilia Guerra.
La seduta comincia alle 14.50.
Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento per l’armonizzazione all’assicurazione generale obbligatoria dei requisiti minimi di accesso al sistema pensionistico del personale del comparto difesa-sicurezza e del comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico, nonché di categorie di personale iscritto presso l’INPS, l’ex-ENPALS e l’ex-INPDAP. Atto n. 11.
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole con condizioni).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 12 giugno 2013.
Cesare DAMIANO, presidente, ricorda che nella scorsa settimana, in cui sono stati espressi dalla V Commissione (Bilancio) i rilievi sulle conseguenze di carattere finanziario, si è concluso il dibattito di carattere generale sul provvedimento e che, nel frattempo, sono stati anche formulati i rilievi sullo schema di regolamento, per i profili di competenza, dalla IV Commissione (Difesa).
Rammenta, inoltre, che il rappresentante del dicastero del lavoro e delle politiche sociali, nella seduta del 5 giugno scorso, aveva dato la disponibilità del Governo ad attendere due settimane per l’espressione del parere da parte della Commissione, al fine di concedere il tempo necessario per approfondire le delicate questioni recate dal provvedimento. Fa presente, pertanto, che i relatori, in esito all’istruttoria svolta e ai rilievi pervenuti, hanno presentato una proposta di parere sullo schema di regolamento in esame, nel cui ambito si è altresì tenuto conto delle valutazioni della I Commissioni (Affari costituzionali), i cui rilievi sono in fase di acquisizione.
Avverte, infine, che i deputati Rostellato ed altri hanno presentato una proposta di parere alternativa a quella dei relatori.
Gessica ROSTELLATO (M5S) osserva che il suo gruppo, nella propria proposta di parere alternativa a quella dei relatori, ha inteso manifestare la ferma contrarietà rispetto al provvedimento in esame, giudicato suscettibile di generare disagi alla collettività, in ragione della messa a rischio della funzionalità delle amministrazioni interessate, determinata dall’aumento dell’età media del personale in servizio. Invitando, pertanto, il Governo e la Commissione a riflettere seriamente sulle gravi conseguenze che potrebbero derivare dall’armonizzazione di cui al provvedimento in esame, raccomanda l’approvazione della predetta proposta alternativa di parere, con cui si prospetta l’esigenza di un orientamento contrario sullo schema di regolamento.
Titti DI SALVO (SEL) coglie l’occasione dell’esame dell’atto di Governo in titolo per fare presente che il suo gruppo – sulla delicata materia della previdenza dei macchinisti ferroviari, inopinatamente penalizzati dall’errata interpretazione data al comma 18 dell’articolo 24 del 201 del 2011, da cui deriva il provvedimento in esame – ha decreto-legge n. preannunciato la presentazione di una propria proposta di legge in materia, di cui chiederà, non appena tale proposta sarà assegnata alla Commissione, il sollecito abbinamento alle proposte di legge in tema di deroghe per l’accesso al trattamento pensionistico, di cui la Commissione stessa inizierà l’esame domani.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte preliminarmente che sono stati testé trasmessi i rilievi formulati sul provvedimento dalla I Commissione (Affari costituzionali), invitando pertanto il rappresentante del Governo a manifestare il proprio orientamento sulla proposta di parere dei relatori.
Quanto alla questione posta dal deputato Di Salvo, assicura poi che la presidenza procederà ad abbinare tale proposta normativa, una volta assegnata alla Commissione, agli altri provvedimenti di cui si prevede l’inizio dell’esame per la giornata di domani.
Il sottosegretario Maria Cecilia GUERRA, nel ringraziare la Commissione per l’importante lavoro svolto e nel ricordare che già stamani si sono espresse sul testo le competenti Commissioni del Senato, osserva che il Governo attendeva il parere dei due rami del Parlamento proprio per orientarsi adeguatamente circa le più opportune modalità di prosecuzione dell’iter del provvedimento. Ritiene dunque che, in base alle indicazioni emerse, il Governo assumerà le conseguenti determinazioni, che prevede possano essere coerenti con le valutazioni formulate nei pareri parlamentari.
Cesare DAMIANO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, avverte che porrà prima in votazione la proposta di parere dei relatori; in caso di sua approvazione, la proposta alternativa di parere dei deputati Rostellato ed altri si intenderà preclusa e non sarà, quindi, posta in votazione.
La Commissione approva la proposta di parere favorevole con condizioni formulata dai relatori, risultando conseguentemente preclusa la proposta alternativa di parere dei deputati Rostellato ed altri.
La seduta termina alle 15.05.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 19 giugno 2013.
L’ufficio di presidenza si è riunito dalle 15.05 alle 15.15.
SEDE CONSULTIVA
Martedì 18 giugno 2013. — Presidenza del vicepresidente Renata POLVERINI.
La seduta comincia alle 10.35.
Variazione nella composizione della Commissione.
Renata POLVERINI, presidente, comunica che il deputato Carmelo Lo Monte è entrato a far parte della Commissione e che ha cessato di farne parte il deputato Renate Gebhard.
DL 43/2013: Disposizioni urgenti per il rilancio dell’area industriale di Piombino, di contrasto ad emergenze ambientali, in favore delle zone terremotate del maggio 2012 e per accelerare la ricostruzione in Abruzzo e la realizzazione degli interventi per Expo 2015.
C. 1197 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla VIII Commissione).
(Esame e conclusione – Parere non espresso).
La Commissione inizia l’esame del provvedimento.
Renata POLVERINI, presidente, avverte che, secondo quanto preannunciato anche nella riunione dell’Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, dello scorso 13 giugno, la Commissione dovrà concludere nella corrente seduta l’esame del provvedimento, essendo lo stesso già inserito all’ordine del giorno dell’Assemblea per la giornata odierna e dovendo, pertanto, la Commissione di merito deliberare sul conferimento del mandato al relatore in tempi brevissimi.
Massimiliano FEDRIGA (LNA), intervenendo sulle modalità di organizzazione dell’esame del provvedimento, giudica inaccettabile che la Commissione sia chiamata a pronunciarsi su un testo, peraltro già ampiamente definito nel suo contenuto, senza alcuna possibilità di approfondire il merito delle questioni, a causa della ristrettezza dei tempi imposti da una illogica calendarizzazione dei provvedimenti presso i due rami del Parlamento, che compromette l’integrità della discussione sia in sede referente sia in sede consultiva. Fatto notare che neanche nella passata legislatura – in cui non mancarono comunque momenti di forte compressione dei tempi di esame – si è arrivati ad una simile lesione delle prerogative parlamentari, invita il presidente della Commissione ad intraprendere le necessarie iniziative presso la Presidenza della Camera, manifestando il forte disagio avvertito dai deputati che, a suo avviso, non sono posti nelle condizioni di assolvere correttamente al proprio ruolo. Rilevato che si tratta di sollevare con forza una questione che attiene al corretto rapporto tra Governo a Parlamento, sottolinea ironicamente che, qualora i lavori parlamentari proseguissero con tali modalità, tanto varrebbe non convocare più il Parlamento, che sarebbe relegato a mero ratificatore di decisioni prese da altri soggetti istituzionali.
Renata POLVERINI, presidente, ricordato che sul punto la presidenza della Commissione ha già assunto, anche in queste ore, iniziative tese a sensibilizzare la Presidenza della Camera circa l’esigenza di una più completa e approfondita istruttoria presso le Commissioni, osserva che sarà comunque sua cura riferire tale questione al presidente Damiano.
Antimo CESARO (SCpI), relatore, rileva che la Commissione è chiamata ad esprimere il parere alla VIII Commissione sul 43 del 2013, già approvato dal disegno di legge conversione del decreto-legge n. Senato, recante disposizioni destinate a fronteggiare situazioni di criticità e di emergenza in alcune aree del territorio nazionale. Fa notare che l’area industriale di Piombino e, anche, quella di Trieste (aggiunta nel corso dell’esame al Senato) sono dichiarate in situazione di «crisi industriale complessa», mentre altre disposizioni sono legate al verificarsi di eventi sismici, alla gestione dei rifiuti e a problematiche di carattere ambientale.
Osserva che il decreto reca, inoltre, una disciplina per agevolare lo svolgimento di EXPO 2015 e il rispetto dei tempi per la realizzazione delle opere connesse, in considerazione dell’importanza strategica di tale evento.
Osserva, anzitutto, che il provvedimento in esame, come si evince dal suo stesso titolo, reca un contenuto vasto e articolato, in quanto i suoi 9 articoli originari (ai quali si aggiungono ben 17 articoli e 45 commi introdotti nel corso dell’esame al Senato), incidono su un ampio spettro di settori normativi. Rileva che si tratta di un provvedimento importante che, se certamente, – come rilevato anche dal relatore presso la Commissione di merito – reca una serie di misure che i territori attendono per fronteggiare le difficoltà, meriterebbe, tuttavia, un esame più approfondito di quello che oggi è possibile garantire. Fa osservare che l’esame del presente decreto-legge si è, purtroppo, lungamente protratto al Senato, per cui la Camera – considerata anche la prevista calendarizzazione del provvedimento in Assemblea per la giornata odierna – non potrà svolgere un’istruttoria approfondita in Commissione. Non può fare a meno di notare, però, che nel corso dell’esame presso l’altro ramo del Parlamento sono state introdotte, rispetto alle norme originarie, anche numerose disposizioni concernenti ulteriori settori, che suscitano – in qualche caso – un atteggiamento di forte perplessità. Fa notare che sono state infatti introdotte misure in materia di rete infrastrutturale ferroviaria, di acquisizioni di lavori, servizi e forniture, di gestione e determinazione delle voci che andranno a comporre la TARES nella regione Campania, di trasporto marittimo nello stretto di Messina.
Trattandosi di un provvedimento dal contenuto omnibus, di portata vasta e complessa, fa presente che si limiterà ad esaminare esclusivamente le parti di competenza della XI Commissione. In tal senso, segnala anzitutto che, nell’ambito del disegno di legge di conversione, sono state inserite, sempre durante l’esame al Senato, talune disposizioni di carattere sostanziale – peraltro di una certa rilevanza sotto il profilo delle competenze della XI Commissione – che vanno ad aggiungersi alla consueta formula di conversione del decreto e alla clausola di entrata in vigore; in quest’ottica si pongono non solo le disposizioni, di carattere ordinamentale, che intervengono al fine di trasferire al Ministero per i beni e le attività culturali le funzioni attualmente esercitate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri in materia di turismo, ma anche le disposizioni introdotte allo scopo di modificare la composizione e le attribuzioni del Comitato interministeriale per la programmazione economica. In proposito, fa notare che si dispone che la Presidenza del Consiglio dei ministri provvede alla riduzione delle strutture e delle dotazioni organiche in misura corrispondente alle funzioni e al personale trasferiti; si stabilisce, altresì, che il personale delle qualifiche non dirigenziali trasferito mantiene il trattamento fondamentale ed accessorio, limitatamente alle voci fisse e continuative, corrisposto al momento del trasferimento; se tale trattamento risulta più elevato, al personale è corrisposto un assegno ad personam, riassorbibile con i successivi miglioramenti economici. Osserva, quindi, che l’articolo 6-sexies del decreto-legge, introdotto nel corso dell’esame del provvedimento al Senato, apporta, al comma 1, alcune modifiche all’articolo 3-bis95 del 2012, che ha disposto, commi 8 e 9 del decreto-legge n. una specifica deroga per l’assunzione di personale per le strette finalità connesse alla situazione emergenziale prodottasi nei territori interessati dal sisma del 20 e 29 maggio 2012 (che ha colpito, in particolare, la regione Emilia-Romagna): si proroga, infatti, l’autorizzazione all’assunzione con contratti di lavoro flessibile, fino e non oltre il 31 dicembre 2014, per il triennio 2012-2014 (in luogo del biennio 2012-2013 attualmente previsto), si amplia la platea dei comuni che possono ricorrere alle richiamate assunzioni e si disciplina il riconoscimento del compenso per prestazioni di lavoro straordinario rese per attività connesse allo stato di emergenza.
Quanto ai commi 6-ter e 6-quater dell’articolo 7, introdotti nel corso dell’esame al Senato, evidenzia che essi prevedono la proroga e il rinnovo dei contratti di lavoro a tempo determinato e dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa, fino e non oltre il 31 dicembre 2013 – per le ultimative emergenziali esigenze di personale – costituiti al fine di assicurare la continuità delle attività di ricostruzione. Più specificamente, con il comma 6-ter il comune de L’Aquila è autorizzato a prorogare e/o rinnovare i contratti di lavoro del personale a tempo determinato, anche con profilo dirigenziale, assunto sulla base della normativa emergenziale ed in servizio presso l’ente alla data di entrata in vigore del provvedimento in esame, anche in deroga alle vigenti normative limitative delle assunzioni a tempo determinato in materia di impiego pubblico; per tale finalità è autorizzata la spesa nel limite di euro 1.200.000 per il 2013, a valere sulle risorse destinate all’Ufficio Speciale della città de L’Aquila e all’Ufficio speciale dei restanti comuni del cratere destinate all’assunzione di personale a tempo indeterminato, ai sensi dell’articolo 67-ter83 del, comma 5, del decreto-legge n. 2012.
Segnala che, a valere sulle medesime risorse, sino a un massimo di un milione di euro per l’anno 2013, i comuni del cratere, in condivisione con i coordinatori delle aree omogenee dei comuni medesimi, sentito il parere del titolare dell’Ufficio speciale, sono altresì autorizzati a prorogare e/o rinnovare i contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati in forza delle ordinanze emergenziali del Presidente del Consiglio dei ministri, avvalendosi del sistema derogatorio in precedenza richiamato. Osserva, quindi, che il successivo comma 6-quater autorizza la proroga e/o il rinnovo fino al 31 dicembre 2013 del contratto di lavoro del personale a tempo determinato, anche con profilo dirigenziale, assunto dalla provincia de L’Aquila sulla base della normativa emergenziale ed in servizio presso l’ente alla data di entrata in vigore del provvedimento in esame nel limite di spesa di euro 580.000; ai relativi oneri si provvede nel limite massimo delle risorse previste nel bilancio del suddetto ente.
In conclusione, non può esimersi dal manifestare un giudizio critico sulla ristrettezza dei tempi a disposizione della Camera e della Commissione per un più approfondito esame del provvedimento. Così pure ritiene di avanzare più di una riserva sulla proroga della gestione straordinaria e commissariale come modus operandi nel contrasto alle emergenze ambientali, in particolare nella sua regione, la Campania. Infine, pur persistendo qualche dubbio sul contenuto di alcuni articoli introdotti nel corso dell’esame al Senato, preso atto del contenuto specifico del provvedimento per quanto concerne i profili di competenza della Commissione (che coinvolgono il necessario impiego di personale adibito allo svolgimento di attività connesse allo stato di emergenza nei territori colpiti da calamità), e preso atto del contenuto generale del provvedimento che, anche in riferimento ad alcune misure che potrebbero prima specie apparire ultronee rispetto all’oggetto originario del decreto-legge e rilevato che, tuttavia, non si può negare che vengono incontro a specifiche e indifferibili esigenze e aspettative di territori in febbrile attesa di provvedimenti concreti atti a lenire le difficoltà in cui versano, presenta una proposta di parere favorevole sul provvedimento in esame.
Massimiliano FEDRIGA (LNA), considerata la delicatezza e la complessità del provvedimento, anche alla luce delle incisive modifiche introdotte al Senato, propone che la Commissione non esprima il parere di competenza, a fronte dell’impossibilità oggettiva di avere piena consapevolezza delle rilevanti questioni poste dalle misure in esso recate. Fatto notare, infatti, che sarebbe poco coscienzioso e dignitoso pronunciarsi su un testo senza avere contezza della sua reale portata, giudica necessario lanciare un segnale importante che induca a riflettere seriamente sull’attuale organizzazione dei lavori parlamentari, che lede il diritto di ciascun deputato di intervenire sul merito. Rilevato che un eventuale mancato pronunciamento della Commissione in sede consultiva non precluderebbe in ogni caso il prosieguo dell’iter presso la Commissione di merito e in Assemblea, auspica in futuro un deciso cambiamento di metodo, a garanzia del pieno riconoscimento del lavoro dei deputati.
Walter RIZZETTO (M5S) si associa alla proposta, testé formulata dal deputato Fedriga, di rinunciare ad esprimere il parere sul presente provvedimento, considerata la ristrettezza dei tempi imposta da una calendarizzazione serrata e frettolosa dei lavori parlamentari. Si tratta, a suo avviso, di lanciare un segnale in direzione di una maggiore valorizzazione della funzione istruttoria delle Commissioni, spesso non poste nelle migliori condizioni per svolgere le proprie funzioni di approfondimento del merito delle questioni. Ritiene, quindi, che la Commissione non sia in grado di pronunciarsi con cognizione di causa su un provvedimento delicato, che reca interventi di grande importanza per i territori – tra i quali cita, ad esempio, quelli in favore dell’area di Trieste, che dichiara di condividere – che avrebbero meritato un ampio lavoro di approfondimento.
Titti DI SALVO (SEL), pur giudicando necessario fornire una risposta immediata alle numerose emergenze individuate dal decreto, tra cui cita quelle delle aree industriali di Piombino e Trieste nonché quelle delle zone colpite da calamità, ritiene di condividere l’esigenza di lanciare un segnale forte di metodo con cui il Parlamento chieda una maggiore possibilità di approfondimento delle tematiche, a fronte di una ristrettezza dei tempi che non lascia spazio al lavoro istruttorio dei parlamentari. Peraltro, osserva che il provvedimento in questione appare largamente criticabile sotto il profilo del rispetto del requisito della coerenza e della omogeneità delle sue disposizioni rispetto al suo oggetto principale e originario – in palese violazione delle indicazioni in più occasioni espresse in materia dallo stesso Presidente della Repubblica – tanto da apparire un provvedimento che definire omnibus sarebbe, a suo avviso, riduttivo, considerata la sensibile quantità di misure meritevoli di essere stralciate dal testo. Giudica opportuno, in conclusione, che i gruppi, pur assumendosi la responsabilità di garantirne un iter corretto in Assemblea, si astengano dal pronunciarsi in questa sede sul testo, affinché venga posta con forza l’esigenza di valorizzare il ruolo del Parlamento, che non può essere considerato, a suo avviso, un mero ratificatore di decisioni.
Giovanna MARTELLI (PD), condividendo le considerazioni testé svolte, giudica inopportuno pronunciarsi su un testo senza i necessari approfondimenti di merito, atteso che, peraltro, il provvedimento reca misure discutibili, sulle quali sarebbe stato necessario lavorare con serietà ai fini di un complessivo miglioramento della loro efficacia. Al riguardo, giudica inaccettabile che la parte del provvedimento relativa al sostegno delle aree colpite dal sisma del 2012 escluda talune zone del territorio – tra cui cita quelle della provincia di Mantova – nonostante anch’esse siano rimaste profondamente coinvolte in quegli eventi calamitosi.
Teresa BELLANOVA (PD), pur ribadendo la piena responsabilità del suo gruppo a sostegno dell’azione di Governo, ritiene che non sussistano le condizioni per l’espressione del parere da parte della Commissione, non essendo stato possibile acquisire gli elementi di conoscenza necessari all’avvio di un approfondito dibattito sul provvedimento in esame, a causa della ristrettezza dei tempi. Giudica utile svolgere una riflessione più complessiva sul tema dell’organizzazione dei lavori della Camera dei deputati, a fronte di una sovrapposizione degli atti legislativi che rende difficoltoso il confronto nel merito presso le diverse sedi parlamentari competenti. Ritiene pertanto opportuno che il presidente, come avvenuto in altre occasioni, operi a tutela delle prerogative della Commissione stessa presso il Presidente della Camera. Fatto notare che il suo gruppo, riconoscendo responsabilmente la necessità di un intervento urgente nei territori più in difficoltà del Paese, garantirà in ogni caso l’approvazione in Assemblea del provvedimento, ritiene che l’eccessivo protrarsi dell’esame al Senato abbia prodotto una forzatura inaccettabile da stigmatizzare con forza, attraverso un atto di rinuncia ad esprimere il parere in Commissione.
Antimo CESARO (SCpI), relatore, pur rilevando che il ritardo con cui il provvedimento è giunto dal Senato è in parte imputabile all’ingorgo istituzionale prodotto dal susseguirsi dei provvedimenti legislativi adottati a cavallo tra le due legislature, ribadisce che l’esame presso l’altro ramo del Parlamento, troppo lungo e meditato, ha oggettivamente condotto ad un sostanziale appesantimento del testo, del quale, tuttavia, va riconosciuta la meritoria finalità di salvaguardare le aree territoriali del Paese più in difficoltà. Alla luce degli orientamenti espressi nel corso dibattito, invita pertanto i gruppi a riflettere con attenzione al fine di conciliare la legittima pretesa di godere di tempi di esame congrui ed adeguati in Commissione – che li porterebbe a non esprimersi sul testo – con l’esigenza di garantire una risposta immediata a talune emergenze del Paese, che appaiono, allo stato, inderogabili e non più rinviabili. Per tali ragioni, pur sottolineando la lacunosità di taluni degli interventi posti in essere dal provvedimento e la criticità di una impostazione meramente emergenziale di misure di tale portata, ritiene importante garantire un buon esito dell’iter di esame del provvedimento, quanto meno ai fini del suo esame in Assemblea.
Renata POLVERINI, presidente, alla luce degli orientamenti manifestati dai gruppi, rileva che non sembrano sussistere le condizioni per l’espressione del parere da parte della Commissione, associandosi alla considerazione, più volte espressa negli interventi testé svolti, che sarebbe poco dignitoso pronunciarsi su un testo di cui non si conosce appieno la portata normativa. Pur ritenendo responsabile e corretto non impedire in ogni caso l’approvazione del testo in Assemblea, tenuto conto della necessità di fornire risposte certe a talune emergenze del Paese, giudica necessario riflettere seriamente sulla tempistica di esame dei provvedimenti, ribadendo che sarà sua cura riferire tale questione al presidente Damiano, in vista della promozione delle opportune iniziative presso la Presidenza della Camera.
In conclusione, preso atto delle questioni sollevate, propone che la Commissione non proceda all’espressione del parere di competenza sul provvedimento in esame.
La Commissione conviene.
La seduta termina alle 11.
SEDE CONSULTIVA
Martedì 18 giugno 2013. — Presidenza del vicepresidente Renata POLVERINI indi del presidente Cesare DAMIANO.
La seduta comincia alle 14.20.
Delega al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili.
Testo unificato C. 331 Ferranti e C. 927 Costa.
(Parere alla II Commissione).
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l’esame del provvedimento.
Valentina PARIS (PD), relatore, osserva che la Commissione è chiamata a esprimere un parere alla II Commissione sul testo unificato delle proposte di legge C. 331 e C. 927, che sostanzialmente ripropone il testo del disegno di legge d’iniziativa governativa approvato dalla Camera il 4 dicembre 2012, il cui iter si è interrotto per la fine anticipata della XVI legislatura. Ricorda, in proposito, che quel provvedimento fu il risultato di un approfondito esame che ha avuto come momento centrale dell’istruttoria legislativa le audizioni svolte nell’ambito di un’indagine conoscitiva che, attraverso l’apporto tecnico-giuridico di professori universitari e di operatori del diritto, quali magistrati ed avvocati, ha consentito, tra l’altro, di compiere un lavoro sicuramente delicato e complesso, quale la trasformazione di alcune deleghe contenute nel testo originario del disegno di legge governativo in disposizioni direttamente precettive.
Osserva che il provvedimento in esame prevede: la delega al Governo per l’introduzione di pene detentive non carcerarie; l’adozione, anche nel processo penale ordinario, della sospensione del procedimento con messa alla prova dell’imputato; una nuova disciplina della sospensione del procedimento nei confronti degli irreperibili; disposizioni in materia di dibattimento, impugnazioni e restituzione nel termine, prescrizione del reato, modalità e termini di comunicazione e gestione dei dati relativi all’assenza dell’imputato, nonché modifiche al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti.
Per quanto concerne le norme di più immediato interesse della XI Commissione, segnala, innanzitutto, l’articolo 2, il quale, introducendo l’articolo 168-bis nel codice penale, prevede che, nei procedimenti per reati puniti con la sola pena edittale pecuniaria o con la pena edittale detentiva non superiore nel massimo a quattro anni, sola, congiunta o alternativa alla pena pecuniaria, l’imputato può chiedere la sospensione del processo con messa alla prova. Fa notare che, secondo tale dettato normativo, la messa alla prova comporta la prestazione di un lavoro di pubblica utilità, nonché condotte volte all’eliminazione delle conseguenze dannose derivanti dal reato; può inoltre comportare l’osservanza di prescrizioni relative ai rapporti con il servizio sociale o con una struttura sanitaria, alla dimora, alla libertà di movimento, al divieto di frequentare determinati locali. Secondo tale disposizione, inoltre, il lavoro di pubblica utilità consiste in una prestazione non retribuita, di durata non inferiore a trenta giorni, anche non continuativi, in favore della collettività, da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti od organizzazioni non lucrative di utilità sociale. Si prevede, inoltre, che la prestazione sia svolta con modalità che non pregiudichino le esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute dell’imputato e che la sua durata giornaliera non può superare le otto ore.
Rileva, infine, che la sospensione del processo con messa alla prova dell’imputato può essere concessa una sola volta, a meno che non si tratti di reati commessi anteriormente al primo provvedimento di sospensione, in relazione ai quali la sospensione può essere concessa una seconda volta.
Rileva poi che l’articolo 3, prevedendo talune modifiche al codice penale, include i reati previsti dalla normativa vigente in materia di prevenzione degli infortuni e di igiene sul lavoro tra quelli per i quali l’indicazione delle prescrizioni attinenti al lavoro di pubblica utilità è richiesta a pena di inammissibilità dell’istanza della sospensione del procedimento con messa alla prova.
Segnala, quindi, l’articolo 6, in base al quale, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro della giustizia riferisce alle competenti Commissioni parlamentari in merito alle necessità di adeguamento numerico e professionale della pianta organica degli uffici di esecuzione penale esterna del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia.
In conclusione, preso atto del contenuto del provvedimento, anche per quanto concerne i profili di interesse della Commissione, giudica opportuno rinviare lo svolgimento di ulteriori considerazioni alla giornata della domani, per la quale si riserva di presentare una proposta di parere, che possa tener conto anche di eventuali modifiche apportate al testo dalla Commissione di merito, considerato che quest’ultima è in procinto di concludere in queste ore l’esame degli emendamenti in sede referente, per riferire sul provvedimento all’Assemblea nella prossima settimana.
Massimiliano FEDRIGA (LNA) prospetta l’opportunità di rinviare alla seduta di domani il seguito dell’esame del provvedimento.
Renata POLVERINI, presidente, preso atto che non vi sono richieste di intervento, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
DL 61/2013: Nuove disposizioni urgenti a tutela dell’ambiente, della salute e del lavoro nell’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale.
C. 1139 Governo.
(Parere alle Commissioni riunite VIII e X).
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l’esame del provvedimento.
Teresa BELLANOVA (PD), relatore, osserva che la Commissione è chiamata a esprimere un parere alle Commissioni riunite VIII (Ambiente) e X (Attività produttive) sul disegno di legge di conversione in 61 del 2013, adottato con carattere d’urgenza dal legge del decreto-legge n. Governo, allo scopo di intraprendere – come recita la relazione di accompagnamento – tutte le azioni utili a tutelare l’ambiente dei contesti nei quali si sviluppa l’attività produttiva di imprese 207, nella definite strategiche ai sensi del decreto-legge 3 dicembre 2012, n. piena consapevolezza che un’interruzione della produzione potrebbe arrecare gravi danni all’economia nazionale, oltre che all’ambiente e alla salute degli abitanti delle comunità circostanti.
In sostanza, segnala che il decreto-legge in esame, al pari dei provvedimenti d’urgenza già assunti in materia, dettando un quadro normativo generale valevole per tutti i casi di crisi aziendali in cui i rilevanti interessi produttivi e occupazionali si intrecciano strettamente con quelli ambientali e della sicurezza, consente di affrontare situazioni problematiche concrete, come quella – di grande attualità – dell’impianto dell’Ilva di Taranto, per il quale vengono previste specifiche misure.
Fa presente che il provvedimento in oggetto, pertanto, contiene sia una disciplina di carattere generale per gli stabilimenti strategici la cui attività abbia comportato e comporti pericoli gravi e rilevanti per l’integrità dell’ambiente e della salute, sia disposizioni puntuali, immediatamente applicabili alla società ILVA: l’obiettivo perseguito è quello di salvaguardare la competitività di sistemi di imprese e la riqualificazione dei lavoratori, da coniugare con la piena sostenibilità ambientale.
Rileva, in particolare, che il provvedimento è teso a disciplinare – in via generale (articolo 1) e con specifico riguardo allo stabilimento ILVA di Taranto (articolo 2) – il commissariamento straordinario di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale la cui attività produttiva comporti pericoli gravi e rilevanti all’ambiente e alla salute a causa dell’inottemperanza alle disposizioni dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA).
Soffermandosi sulle parti di più diretto interesse della XI Commissione, segnala l’articolo 1, comma 13, che regolamenta i compensi spettanti al commissario straordinario e al subcommissario. Più specificamente, evidenzia che si stabilisce che la determinazione del compenso omnicomprensivo del commissario straordinario sia demandata ad un apposito DPCM nel rispetto dei limiti previsti per gli emolumenti pubblici, mentre il compenso del subcommissario è determinato nella misura del 50 per cento di quello fissato per il commissario; se dipendenti pubblici, il commissario e il subcommissario sono collocati in aspettativa senza assegni. Infine, si prevede che il compenso dei componenti del comitato (si riferisce, in questo caso, al comitato di tre esperti nominati dal Ministro dell’ambiente, tra soggetti di comprovata esperienza e competenza in materia di tutela dell’ambiente e della salute, ai sensi del comma 5 del medesimo articolo 1) sia determinato nella misura del 15 per cento di quella fissata per il commissario e che tutti i trattamenti economici siano per intero a carico dell’impresa.
Preso atto del contenuto del provvedimento, auspica, quindi, che esso venga interpretato e applicato in un quadro di leale collaborazione tra soggetti istituzionali, senza inutili e inopportuni contrasti tra diversi poteri dello Stato, dal momento che il decreto persegue diversi obiettivi generali, tutti meritevoli di adeguata considerazione, sui quali non appare utile dividersi aprioristicamente, soprattutto in relazione all’individuazione dell’organo deputato a intervenire: la tutela di importanti esigenze di natura economica e occupazionale non può, infatti, risultare inconciliabile con la salvaguardia di interessi costituzionalmente rilevanti connessi alla salute dei cittadini, laddove sia proposto un equo contemperamento tra i diversi valori in gioco.
In conclusione, considerato che per la giornata di domani è già previsto il seguito dell’esame del provvedimento, si riserva di verificare l’andamento dell’iter presso le Commissioni di merito, in modo da poter valutare se queste intendano apportare eventuali modifiche al testo, sul quale formulare successivamente una proposta di parere.
Sergio PIZZOLANTE (PdL) auspica un rinvio della discussione del provvedimento alla giornata di domani, considerata l’esigenza Pag. 173di svolgere taluni approfondimenti di merito, anche alla luce del prosieguo dell’esame presso la Commissione di merito.
Cesare DAMIANO, presidente, nell’assicurare che il dibattito di carattere generale proseguirà nella giornata di domani, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
Sull’ordine dei lavori.
Renata POLVERINI (PdL), intervenendo sull’ordine dei lavori, manifesta preoccupazione in ordine ad un tema di particolare attualità economica e sociale, riguardante la difficile situazione della società Indesit, che rischia di produrre pesanti ricadute sul versante occupazionale. Chiede, in proposito, alla presidenza di farsi portavoce presso il Ministro dello sviluppo economico ai fini della celere attivazione di un tavolo di confronto tra le parti sociali ed istituzionali, rivolto alla risoluzione delle relative problematiche produttive e lavorative. A fronte della crescente preoccupazione delle organizzazioni sindacali, ritiene importante sollecitare il dicastero competente alla convocazione del predetto tavolo di confronto, considerato che finora sull’argomento sono state pronunciate solo dichiarazioni di intenti, a cui non sono seguite azioni concrete.
Cesare DAMIANO, presidente, osservato che la questione posta dal deputato Polverini, da lui seguita personalmente con attenzione, appare importante e meritevole di approfondimento, coinvolgendo la sorte di numerosi lavoratori in esubero, fa presente che si farà carico di rappresentare tale esigenza al Ministro dello sviluppo economico, nella prospettiva della sollecita attivazione di un tavolo di concertazione sul tema.
La seduta termina alle 14.35.


























