ATTI DEL GOVERNO
Martedì 27 luglio 2010. – Presidenza del presidente Silvano MOFFA. – Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia, Giacomo Caliendo.
La seduta comincia alle 10.05.
Schema di decreto legislativo recante istituzione dei ruoli tecnici del Corpo di polizia penitenziaria.
Atto n. 232.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame dello schema di decreto legislativo in titolo, rinviato nella seduta del 22 luglio 2010.
Silvano MOFFA, presidente, ricorda che nella precedente seduta si è convenuto di acquisire, nella giornata di oggi, l’orientamento del Governo in ordine a taluni aspetti problematici recati dal provvedimento in titolo.
Il sottosegretario Giacomo CALIENDO osserva anzitutto che lo schema di decreto legislativo in titolo tiene conto dei principi e criteri direttivi contemplati nella delega legislativa, anche se non riesce a realizzare completamente gli interventi auspicati dalla categoria interessata; in particolare, fa presente che l’obiettivo di annullare in modo definitivo l’attuale disallineamento tra Polizia penitenziaria e Polizia di Stato, che rappresenta comunque un punto di arrivo al quale il Governo intende pervenire, non è immediatamente raggiungibile, non soltanto perché la delega recata dalla legge n. 85 del 2009 riguarda esclusivamente l’istituzione dei ruoli tecnici del Corpo di polizia penitenziaria e non tutti gli altri ruoli, ma anche perché – pur circoscrivendo l’intervento alle specifiche categorie interessate – si verrebbe a creare un significativo problema di costi, valutati in circa 400.000 euro per il primo anno di applicazione e in circa 2 milioni di euro a regime.
Ritiene, pertanto, opportuno che – per far fronte alle questioni più complessive – il legislatore prosegua nell’esame delle proposte di legge relative al riordino del Corpo, attualmente in fase istruttoria presso la stessa XI Commissione, manifestando l’intenzione di partecipare ad una seduta – da fissare alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la prevista pausa estiva – dedicata alla disamina dei problemi che riguardano l’ordinamento giuridico dei dipendenti del Corpo medesimo, nella quale potranno essere affrontati in modo organico tutti i temi di interesse.
Con riferimento, poi, alla questione della disciplina dello stato giuridico e professionale dei ruoli contemplati dal provvedimento in esame, osserva che l’articolo 1, comma 2, dello schema di decreto ha scelto la strada di un rinvio al regolamento, anche al fine di poter disporre di un termine temporale più adeguato – rispetto a quello per l’esercizio della delega, ormai vicino alla scadenza – per definire i profili professionali degli appartenenti ai predetti ruoli. In tal senso, si dichiara disponibile ad accogliere una apposita indicazione da parte della Commissione che, piuttosto che fissare un termine perentorio per l’emanazione del citato regolamento, contempli l’espressione di un ulteriore parere parlamentare su tale atto.
Amalia SCHIRRU (PD), alla luce delle dichiarazioni appena rese dal rappresentante del Governo, si domanda se non sia opportuno rinviare l’espressione del parere sul provvedimento in titolo al mese di settembre, al fine di svolgere congiuntamente le riflessioni complessive sul riordino del Corpo e quelle, più di dettaglio, relative all’istituzione dei ruoli tecnici.
Silvano MOFFA, presidente, fa presente che il termine per l’espressione del parere parlamentare sul provvedimento in titolo viene in scadenza il prossimo 13 agosto, per cui esso deve essere reso prima della sospensione dei lavori per la prevista pausa estiva, fermo restando che alla ripresa dei lavori parlamentari sarà affrontato, nel suo complesso, il problema del riordino del Corpo. Osserva, peraltro, che la Commissione potrà valutare, anche alla luce della disponibilità manifestata oggi dal Governo, l’inserimento nel proprio parere di un rilievo relativo all’opportunità di un ulteriore parere parlamentare in ordine al regolamento di cui all’articolo 1, comma 2, dello schema di decreto, che consentirà di mantenere alta l’attenzione della Commissione sulla disciplina dei profili professionali dei ruoli tecnici.
Il sottosegretario Giacomo CALIENDO conferma la disponibilità del Governo ad accogliere un’eventuale richiesta della Commissione nel senso di prevedere l’espressione del parere parlamentare sul regolamento di cui all’articolo 1, comma 2, del provvedimento in esame.
Antonino FOTI (PdL), relatore, nel prendere atto che aspetti di natura economica non hanno consentito al Governo di porre in essere un intervento più incisivo ed in linea con le aspettative della categoria interessata, ritiene comunque che un riordino complessivo del Corpo possa essere realizzato attraverso la prosecuzione dell’esame delle numerose proposte di legge sull’argomento, assegnate alla XI Commissione ed attualmente in fase istruttoria nell’ambito di un Comitato ristretto appositamente istituito: il dibattito per il quale il rappresentante del Governo ha dato la propria disponibilità potrà, quindi, essere svolto a settembre anche all’interno del descritto quadro istruttorio.
Quanto, poi, al problema del rinvio al regolamento per la definizione dei profili professionali degli appartenenti ai ruoli tecnici, preannuncia l’intenzione di inserire nella sua proposta di parere una specifica condizione che disponga la previsione di un ulteriore parere parlamentare anche su tale atto.
Silvano MOFFA, presidente, sulla base delle riflessioni sinora svolte, propone di rinviare alla mattina di giovedì 29 luglio la deliberazione di competenza della Commissione sul provvedimento in titolo, sconvocando conseguentemente la seduta già fissata per domani, anche in modo da consentire al relatore di predisporre una proposta di parere sul testo.
La Commissione conviene.
Silvano MOFFA, presidente, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 10.20.
Martedì 27 luglio 2010. – Presidenza del presidente Silvano MOFFA.
La seduta comincia alle 10.20.
DL 103/10: Disposizioni urgenti per assicurare la regolarità del servizio pubblico di trasporto marittimo.
C. 3646 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla IX Commissione).
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l’esame del provvedimento in titolo.
Silvano MOFFA, presidente e relatore, fa presente che il disegno di legge in esame, già approvato con modificazioni dall’altro ramo del Parlamento, reca la conversione in legge del decreto-legge n. 103 del 2010, che detta, per un verso, disposizioni relative alla regolarità del servizio pubblico di trasporto marittimo e, per altro verso, talune norme – introdotte dal Senato in sede di conversione – che intervengono sulla disciplina dell’autotrasporto.
Sotto il primo profilo, rileva che il decreto-legge n. 103 è stato emanato dal Governo per garantire, nelle more del completamento della procedura di dismissione dell’intero capitale sociale della Società Tirrenia di navigazione Spa, l’interesse pubblico connesso alla necessità di assicurare la continuità del servizio pubblico di cabotaggio marittimo; pertanto, si è resa necessaria e urgente l’adozione di un intervento normativo teso a stabilizzare – in un periodo di tempo strettamente limitato – la situazione finanziaria della Tirrenia, consentendo a Fintecna di concludere nei tempi previsti il processo di privatizzazione in corso. In particolare, fa notare che il decreto-legge prevede la nomina, in deroga agli statuti di Tirrenia di navigazione Spa e di Siremar Spa e alle norme in materia del codice civile, di un amministratore unico delle suddette società, che possa gestire in maniera incisiva e immediata tale fase complessa. La norma, inoltre, prevede che la responsabilità amministrativo-contabile per i comportamenti, gli atti e i provvedimenti posti in essere nel suddetto limitato periodo dagli organi di amministrazione e controllo di Tirrenia e Siremar sia posta a carico esclusivamente delle società interessate.
Passando, quindi, ai profili di più diretta competenza della XI Commissione, segnala l’articolo 1-bis, che reca diverse norme, introdotte nel corso dell’esame del disegno di legge di conversione al Senato, che intervengono sulla complessa materia dell’autotrasporto di merci. In questo ambito, fa presente che l’articolo 1-bis, al comma 1, lettera a), modificando la normativa in tema di autotrasporto di merci, recentemente introdotta dall’articolo 83-bis del decreto legge n. 112 del 2008, dispone sull’importo del contratto di trasporto (stipulato in forma scritta) al fine di consentire almeno la copertura dei costi minimi di esercizio, stabilendo, in ordine alla determinazione dei corrispettivi per il vettore, una deroga rimessa all’autonoma contrattazione delle parti nel caso in cui la prestazione venga effettuata entro un limite di cento chilometri al giorno. La medesima lettera a) di tale comma 1 prescrive al vettore di consegnare al committente, al momento della conclusione del contratto, una attestazione, di data non anteriore a tre mesi, rilasciata dagli enti previdenziali da cui risulti la corretta posizione dell’azienda in relazione al versamento dei contributi assicurativi e previdenziali.
Osserva poi che la lettera b) del medesimo comma 1 dell’articolo 1-bis sostituisce il comma 12 del precitato articolo 83-bis, disponendo in materia di termine di pagamento del corrispettivo relativo ai contratti di trasporto di merci su strada, nei quali siano parte i soggetti che svolgono professionalmente operazioni di trasporto. Fa notare, inoltre, che il comma 2 dell’articolo 1-bis in esame, alla lettera a), novellando il decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286, introduce l’articolo 6-bis, che disciplina i tempi di attesa ai fini del carico e dello scarico e le conseguenze del superamento del periodo massimo prefissato. Rileva poi che il comma 3 consente la stipula di pattuizioni che prevedano la disapplicazione dell’articolo in esame. Tali pattuizioni devono essere basate sugli accordi volontari fra la maggioranza delle organizzazioni associative dei vettori e degli utenti dei servizi di trasporto, rappresentati nella Consulta generale per l’autotrasporto e per la logistica, relativi allo svolgimento dei suddetti servizi in uno specifico settore merceologico. Fa presente, quindi, che le restanti disposizioni dell’articolo 1-bis dettano ulteriori norme di dettaglio per le operazioni di carico e scarico, nonché di imballaggio.
In relazione alle disposizioni di più immediato interesse della XI Commissione, ritiene che il testo in esame proponga una soluzione equilibrata, consentendo di definire misure specifiche per un settore molto delicato e complesso, quale quello dell’autotrasporto, rispettando peraltro la libera autonomia delle parti nella fase negoziale della determinazione dei corrispettivi dei servizi e non prescrivendo tariffe minime garantite: la formulazione del testo individuata dal Senato sembra, dunque, poter superare anche talune perplessità manifestate nei giorni precedenti dall’Autorità Antitrust, che aveva messo in guardia il legislatore dall’introduzione di accordi di settore che individuino «costi minimi di esercizio» nell’autotrasporto, che rischierebbero di tradursi «in tariffe minime che, anziché garantire il soddisfacimento di standard qualitativi e di sicurezza del servizio, assicurano condizioni di redditività anche a coloro che offrono un servizio inefficiente e di bassa qualità» e, pertanto, potrebbero configurarsi come una forma di restrizione della concorrenza. Fa notare, infatti, che il testo approvato dall’altro ramo del Parlamento sembra avere individuato una buona soluzione di compromesso, poiché lega la copertura dei «costi minimi di esercizio» (che non sono più fissati in modo rigido) all’autonoma contrattazione delle parti, peraltro nell’ambito di un limite chilometrico di esercizio.
Per le ragioni esposte, pur nella consapevolezza di un intervento mirato nei confronti di una determinata categoria professionale, ritiene che vi siano le condizioni per un orientamento positivo da parte della Commissione. Propone, pertanto, di esprimere parere favorevole sul provvedimento in esame.
Elisabetta RAMPI (PD), nell’esprimere talune considerazioni di carattere generale, manifesta perplessità sul contenuto eterogeneo del decreto-legge in esame, dal momento che esso, oltre a recare norme tese a favorire la continuità del trasporto marittimo, interviene sulla materia dell’autotrasporto, che, a suo avviso, avrebbe meritato di essere affrontata in altra sede. Passando ad esaminare la parte del provvedimento relativa al trasporto marittimo, rileva l’esigenza di distinguere tra la finalità del completamento del processo di privatizzazione del settore e quella connessa alla garanzia della continuità del servizio pubblico di cabotaggio marittimo, al fine di evitare l’insorgere di fenomeni distorsivi legati ad amministrazioni poco trasparenti in cui possano confondersi interessi contrapposti, così come accaduto in occasione della «vicenda Alitalia». Paventa poi il rischio che il provvedimento metta a repentaglio l’universalità del servizio pubblico, ponendosi in antitesi con le stesse indicazioni dell’Unione europea, che, a suo avviso, non imporrebbero un processo di privatizzazione, ma richiederebbero semplicemente una distinzione tra servizi universali e servizi non universali. Auspica, inoltre, che il Governo, conformemente ad impegni assunti in precedenza, vigili sul corretto perfezionamento del processo di dismissione dell’intero capitale sociale della Società Tirrenia, valutando l’idoneità dei piani industriali presentati, in vista della salvaguardia della qualità del servizio pubblico erogato e della tutela dei livelli occupazionali, anche a garanzia degli interessi degli stessi utenti finali.
Si riserva, infine, di valutare nel dettaglio la parte del provvedimento recante disposizioni in tema di autotrasporto, al fine di definire una posizione più compiuta del suo gruppo sul provvedimento.
Giuliano CAZZOLA (PdL), dopo aver ringraziato il presidente per l’esauriente relazione svolta, ritiene che il provvedimento sia suscettibile di forti rilievi critici sotto il profilo della mancata tutela della libera concorrenza. Fa notare, in proposito, che il testo, pur prevedendo la possibilità di accordi volontari nel settore dell’autotrasporto, stabilisce che, qualora essi non siano stipulati entro un certo termine, i costi minimi di esercizio siano determinati attraverso altri criteri, con forti rischi di alterare la libera concorrenza del settore. Nel comprendere l’esigenza di andare incontro alle legittime richieste di un comparto strategico per il rilancio economico del Paese e la necessità di evitare un blocco generalizzato del trasporto su gomma lungo il territorio italiano, ritiene comunque opportuno valutare con attenzione tali aspetti problematici, peraltro segnalati dalla stessa Autorità Antitrust, dichiarandosi comunque disponibile a valutare gli esiti del dibattito e a confrontarsi con serietà sulle questioni di merito.
Amalia SCHIRRU (PD), considerata l’importanza del provvedimento in esame, chiede alla presidenza di valutare l’opportunità di rinviare la deliberazione sulla proposta di parere alla seduta già fissata per domani, al fine di consentire i necessari approfondimento di merito.
Silvano MOFFA, presidente e relatore, attesa l’esigenza di accogliere la richiesta di approfondimento di taluni elementi di criticità del provvedimento, ritiene opportuno concedere ai gruppi un ulteriore margine temporale, al fine di individuare soluzioni condivise capaci di conciliare gli interessi in gioco.
Rinvia, pertanto, il seguito dell’esame ad altra seduta.
Norme per la salvaguardia del sistema scolastico in Sicilia e per la rinnovazione del concorso per dirigenti scolastici indetto con decreto direttoriale 22 novembre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4a serie speciale, n. 94 del 26 novembre 2004.
C. 3286 Siragusa.
(Parere alla I Commissione).
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l’esame del provvedimento in titolo.
Vincenzo Antonio FONTANA (PdL), relatore, osserva che la Commissione è chiamata ad esprimere il parere di competenza alla I Commissione sulla proposta di legge n. 3286, recante norme per la salvaguardia del sistema scolastico in Sicilia e per la rinnovazione del concorso per dirigenti scolastici: su tale proposta normativa si è concluso, nella seduta del 21 luglio 2010, l’esame degli emendamenti, dalla cui approvazione è risultato un nuovo testo, inviato successivamente alle Commissioni competenti per l’espressione del prescritto parere.
Fa notare che la finalità del provvedimento – per il quale si sta cercando di percorrere, in I Commissione, la strada del trasferimento alla sede legislativa – è quella di intervenire con un atto normativo per assicurare un uniforme trattamento per quanti (nel caso di specie, candidati dirigenti scolastici) hanno regolarmente partecipato a un concorso e lo hanno vinto: il provvedimento è, infatti, riferito al caso del concorso per dirigenti scolastici nella Regione siciliana, annullato a seguito di una sentenza della Corte di giustizia amministrativa, che è stato già oggetto di altri interventi legislativi. Infatti, il progetto di legge in esame mira a difendere la particolare posizione di quei dirigenti scolastici, in servizio ormai da diverso tempo, che si sono visti annullare la procedura concorsuale, in virtù della quale erano stati assunti, dalla CGA della regione Sicilia, la quale ha imposto la rinnovazione della procedura concorsuale stessa, giudicando imperfetta la composizione della Commissione esaminatrice (essa era stata suddivisa in due sottocommissioni, composta ciascuna da due membri, presiedute dal medesimo presidente), contrariamente agli indirizzi giurisprudenziali del Consiglio di Stato affermatisi nel resto del territorio italiano. Osserva, quindi, che l’accaduto fa emergere l’esistenza di un organo giurisdizionale autonomo e parallelo al Consiglio di Stato, qual è il Consiglio di giustizia amministrativa, che consente di fatto una disparità di trattamento giurisdizionale tra i cittadini; senza voler entrare nel merito delle scelte che hanno motivato gli organi di giustizia amministrativa ad adottare le loro decisioni, il legislatore ha, dunque, il dovere di intervenire per risolvere tale caso di discriminazione tra cittadini italiani.
Quanto al contenuto della proposta di legge in esame, per quanto concerne le competenze della XI Commissione, segnala innanzitutto l’articolo 1, modificato in fase di esame degli emendamenti, che, al fine di consentire all’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia di rinnovare le fasi locali del corso-concorso in questione, allo scopo di garantire la continuità dell’esercizio della funzione dirigenziale, autorizza il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca a definire le modalità di espletamento del concorso con un decreto, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, per il quale vengono indicati i criteri (agli articoli da 2 a 8), distinguendo tre tipologie di candidati e disponendo differenti modalità concorsuali per ciascuna di esse. Segnala quindi l’articolo 2, anch’esso modificato in sede di esame degli emendamenti, secondo il quale, per quanti hanno partecipato con esito positivo al corso – concorso bandito nel 2004 e sono in servizio come dirigenti scolastici con contratto a tempo indeterminato, la prova concorsuale consiste in una prova scritta – e non più come originariamente previsto in un colloquio – sull’esperienza maturata in servizio. Il superamento di tale prova scritta comporta la conferma del rapporto di lavoro e la titolarità delle sedi alle quali sono assegnati. Fa quindi notare che l’articolo 3 fa riferimento ai candidati che hanno frequentato il corso di formazione e superato l’esame finale del concorso di cui all’articolo 1, ma non sono ancora in servizio, prevedendo, in questo caso, nell’ipotesi di superamento della prova scritta, la conferma della posizione occupata dal candidato nella graduatoria finale di merito. Osserva, poi, che l’articolo 4 – a seguito di una modifica recata in fase di esame degli emendamenti – fissa il termine di 30 giorni dalla data di pubblicazione del decreto ministeriale di cui all’articolo 1 per l’ultimazione delle prove di cui agli articoli 2 e 3. Mette in evidenza che l’articolo 5 dispone che sia ammesso alla rinnovazione della procedura concorsuale un terzo gruppo di candidati, ovvero quanti hanno partecipato alle prove scritte del corso concorso del 2004 consegnando il relativo elaborato; per essi, in caso di idoneità finale a seguito di una nuova valutazione di tali elaborati, si prevede la partecipazione ad un corso di formazione, le cui modalità di organizzazione vengono disciplinate dall’articolo 6. Segnala, infine, che gli articoli 7, 8, 9 e 10 disciplinano, rispettivamente, in materia di durata di validità delle graduatorie, di organizzazione delle procedure e nomina delle commissioni giudicatrici, di copertura degli oneri concorsuali e di assunzione dei candidati collocati in graduatoria. Infine, l’articolo 11 dispone l’entrata in vigore dalla legge dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
In conclusione, preso atto del contenuto del provvedimento, anche per le parti di competenza della XI Commissione, e considerato che si tratta di tutelare il patrimonio di esperienza professionale acquisito da dirigenti scolastici già in servizio da diversi anni assunti a seguito di procedura concorsuale, nonché di salvaguardare gli interessi legittimi degli altri candidati coinvolti nella stessa, assicurando in proposito una uniformità di trattamento per tutti i cittadini sul territorio italiano, propone di esprimere parere favorevole sul progetto di legge in esame.
Cesare DAMIANO (PD) chiede alla presidenza se sia possibile differire ad altra seduta la deliberazione di competenza della Commissione sul provvedimento in esame, considerata l’esigenza di approfondirne i contenuti di merito.
Silvano MOFFA, presidente, giudicata ragionevole la richiesta del deputato Damiano, ritiene possibile un rinvio del seguito dell’esame del provvedimento, nel presupposto, tuttavia, che possa registrarsi la disponibilità dei gruppi nel deliberare nella seduta di domani o di dopodomani, in tempi rapidi, sulla proposta di parere, unitamente a quella di cui al precedente punto all’ordine del giorno, considerati i ristretti spazio temporali imposti alla Commissione dai lavori dell’Assemblea per la corrente settimana.
Rinvia, quindi, il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 10.40.
Mercoledì 28 luglio 2010
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 28 luglio 2010.
L’ufficio di presidenza si è riunito dalle 11.40 alle 12.10.
Giovedì 29 luglio 2010
Modifica all’articolo 9 della legge 12 marzo 1999, n. 68, in materia di richieste di avviamento dei disabili al lavoro. C. 473 Anna Teresa Formisano (Esame e rinvio) … *
XI Commissione – Resoconto di giovedì 29 luglio 2010
Giovedì 29 luglio 2010. – Presidenza del presidente Silvano MOFFA.
La seduta comincia alle 8.35.
Norme per la salvaguardia del sistema scolastico in Sicilia e per la rinnovazione del concorso per dirigenti scolastici indetto con decreto direttoriale 22 novembre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4a serie speciale, n. 94 del 26 novembre 2004.
C. 3286 Siragusa.
(Parere alla I Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento in titolo, rinviato nella seduta del 27 luglio 2010.
Silvano MOFFA, presidente, ricorda che nella precedente seduta il relatore ha proposto di esprimere un parere favorevole sul provvedimento in esame.
Giuseppe BERRETTA (PD), pur dichiarando che si sarebbe aspettato un’azione più incisiva del Governo sulla questione in discussione, prende atto che il provvedimento in esame prospetta una efficace via d’uscita – individuata in ambito parlamentare – rispetto ad un problema noto da tempo, sul quale, peraltro, si è più volte intervenuti con misure legislative: tale provvedimento, a suo avviso, appare in grado di contemperare le esigenze di stabilizzazione dei docenti già in servizio da diverso tempo presso gli istituti scolastici con gli interessi legittimi degli altri partecipanti al concorso, successivamente annullato in sede di giustizia amministrativa, assicurando la continuità del servizio scolastico e salvaguardando le legittime aspettative di coloro che ambiscono ad un posto di lavoro. Per le ragioni esposte, preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.
Massimiliano FEDRIGA (LNP), nel fare presente che il provvedimento in esame rischia di generare ulteriore confusione in un settore già gravemente congestionato, determinando addirittura il pericolo di un significativo incremento del numero dei docenti scolastici da assumere in ruolo nella Regione siciliana, causato da una potenziale sovrapposizione di personale rispetto ad un numero esiguo di posti a disposizione, preannuncia l’astensione del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.
DL 103/10: Disposizioni urgenti per assicurare la regolarità del servizio pubblico di trasporto marittimo.
C. 3646 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla IX Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento in titolo, rinviato nella seduta del 27 luglio 2010.
Silvano MOFFA, presidente e relatore, dopo avere ricordato che nel corso del dibattito sono state avanzate talune perplessità sul provvedimento in esame, con specifico riferimento a profili connessi alla tutela della concorrenza, fa notare che le misure recate dal decreto-legge appaiono, comunque, pienamente giustificate dalla necessità di affrontare le gravi problematiche che affliggono il settore dell’autotrasporto in Italia, il quale, a differenza di quanto avvenuto in altri Paesi dell’Unione europea, risulta ancora frammentato e non supportato da efficaci processi di aggregazione, a fronte di un percorso di liberalizzazione del settore che è tuttora parziale, oltre che caratterizzato dall’esistenza di numerose strutture societarie di dimensioni medio-piccole. In proposito, osserva dunque che la previsione del provvedimento in tema di «costi minimi di esercizio» consente di assicurare, nel rispetto dell’autonomia delle parti contraenti, un tenuta economica del settore in questione, preservando un significativo numero di posti di lavoro e salvaguardando, al contempo, le esigenze di sicurezza degli autotrasportatori, sottoposti a turni particolarmente usuranti.
Auspica, pertanto, che tutti i gruppi possano convergere sulla sua proposta di parere favorevole sul decreto-legge in esame, già formulata nella seduta precedente.
Elisabetta RAMPI (PD) ribadisce le perplessità del suo gruppo sul provvedimento in esame, già manifestate nella precedente seduta con specifico riferimento al rischio di effetti distorsivi nell’ambito del processo di privatizzazione del settore marittimo, esprimendo soprattutto preoccupazione per la nomina dell’amministratore unico delle società interessate e per la procedura tesa all’individuazione dei soggetti disponibili a rilevare la società medesime. Ritiene, quindi, che occorra prestare la massima attenzione alla vicenda in discussione, in vista della salvaguardia dei livelli occupazionali coinvolti e della continuità del servizio di trasporto marittimo.
Nel far notare, poi, il carattere eterogeneo del decreto-legge in esame, osserva che la materia dell’autotrasporto andrebbe affrontata con un intervento di riforma più complessivo: per tale ragione, pur comprendendo che le norme in esame rappresentano il risultato di una mediazione tra il Governo e le organizzazioni sindacali, auspica che tale parte del provvedimento possa essere «stralciata» dal testo ed esaminata dal Parlamento nell’ambito di una proposta normativa specifica.
In conclusione, preso atto del contenuto attuale del provvedimento, preannuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere favorevole formulata dal relatore.
Giuliano CAZZOLA (PdL) preannuncia il proprio voto favorevole sulla proposta di parere del relatore, precisando tuttavia che esso è giustificato più da un vincolo di adesione alla maggioranza che da un reale convincimento di merito, non essendo ancora superate, a suo avviso, le perplessità già manifestate nella precedente seduta, in ordine alle quali dichiara, comunque, di avere preso atto dei chiarimenti forniti dallo stesso relatore, che ringrazia per la disponibilità manifestata. Ritiene, in particolare, che il provvedimento approvato dal Senato introduca un vero e proprio meccanismo di tariffe minime, suscettibile di contraddire le regole della concorrenza a livello europeo. Pur essendo consapevole, il linea di principio, della finalità sottesa a tale forma di intervento, che sarebbe, a detta di taluni, quella di assicurare condizioni accettabili di lavoro e sicurezza, ritiene tuttavia che tali esigenze vadano tutelate agendo più su altri versanti ed intervenendo, ad esempio, sul tema delle fasce orarie di lavoro e della circolazione stradale.
Teresio DELFINO (UdC), pur facendo notare che il provvedimento in esame potrebbe apparire potenzialmente in contrasto con la normativa europea – elemento che, a suo giudizio, non sembra preoccupare particolarmente il Governo, che invece si è spesso premurato (come, ad esempio, nel recente caso dell’innalzamento dell’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego), di conformarsi agli indirizzi europei solamente quando ciò ha risposto alle sue convenienze contingenti – , osserva che il legislatore non può esimersi dal dare alcune precise risposte agli operatori dell’autotrasporto. Per tale ragione, ritiene che il decreto-legge approvato dal Senato, sebbene presenti ancora evidenti elementi di criticità, vada incontro, almeno in parte, alle esigenze di sicurezza di un settore importante per l’economia del Paese: preannuncia, quindi, l’astensione del suo gruppo sulla proposta di parere favorevole del relatore.
Massimiliano FEDRIGA (LNP) esprime la sua convinta adesione al provvedimento in esame, dal momento che esso mira a mettere al riparo le piccole imprese italiane di autotrasporto – soprattutto quelle transfrontaliere – da una sleale concorrenza posta in essere da operatori stranieri spregiudicati, che sfruttano condizioni salariali e fiscali a loro estremamente favorevoli, al di fuori di ogni regola di mercato. Ritenuto, dunque, importante che tutti gli operatori del settore partano da condizioni di uguaglianza nelle opportunità, preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.
Gaetano PORCINO (IdV), nel manifestare forti perplessità sul provvedimento in esame, che giudica lesivo dei principi di libera concorrenza, preannuncia il proprio voto contrario sulla proposta di parere favorevole del relatore.
Amalia SCHIRRU (PD) manifesta preoccupazione in ordine alla trasparenza del processo di privatizzazione del settore marittimo, paventando il rischio che, nell’ambito delle procedure previste dal provvedimento in esame, tese all’individuazione dei soggetti acquirenti delle società interessate, si verifichino fenomeni distorsivi, peraltro già registrati in altre occasioni (cita, in proposito, il caso di Alitalia). Auspica quindi che il Governo possa vigilare sull’intera vicenda, prestando la massima attenzione soprattutto alla salvaguardia dei livelli occupazionali, tenuto conto che nel settore risultano impiegati, in prevalenza, lavoratori precari.
Giovanni PALADINI (IdV) ritiene che il provvedimento in esame, peraltro caratterizzato da un contenuto eterogeneo, affronti il tema della sicurezza degli autotrasportatori da un’ottica sbagliata, non preoccupandosi minimamente di questioni essenziali, come la tutela dei posti di lavoro, l’introduzione di misure di fiscalità agevolata e la salvaguardia dei principi della leale concorrenza. Per tali ragioni, preannuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore.
Silvano MOFFA, presidente e relatore, in relazione alle diverse questioni poste nel dibattito odierno con riferimento alle misure destinate al settore marittimo, fa presente che il provvedimento in esame è stato adottato, nel pieno rispetto degli indirizzi comunitari, al fine di assicurare la continuità del servizio di trasporto in una delicata fase di transizione della società Tirrenia, segnata da una grave crisi finanziaria, nel tentativo di andare incontro alle esigenze degli utenti finali e degli stessi enti locali, chiamati ad assicurare prestazioni pubbliche efficienti. Osserva, inoltre, che le misure da esso recate non appaiono suscettibili di frenare in alcun modo il processo di privatizzazione in atto, che comunque risulta, di per sé, di non facile attuazione, considerate le tendenze monopolistiche accumulatesi nel settore, anche a causa di una gestione amministrativa poco attenta da parte delle regioni. Per le ragioni esposte, ritiene che il Governo – dopo avere, peraltro, doverosamente esperito i necessari confronti con le istituzioni europee – sia stato sostanzialmente costretto ad intervenire con urgenza su tale materia, giudicando evidente la necessità di una misura legislativa in grado di evitare l’interruzione di un servizio pubblico essenziale.
Giulio SANTAGATA (PD) fa notare che le considerazioni conclusive del presidente Moffa dimostrano in modo palese come, per l’ennesima volta, il reale problema che sta alla base dell’adozione di decreti-legge da parte del Governo sia costituito dal fatto che lo stesso Esecutivo, dopo aver adottato un provvedimento d’urgenza adducendo determinate motivazioni (che ritiene anche condivisibili, in linea di principio), ne amplia a dismisura il contenuto, disponendo su materie che nulla hanno a che fare con l’originario ambito materiale che ne ha giustificato l’intervento.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva, quindi, la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.
La seduta termina alle 9.

























