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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

22 Ottobre 2009
in Camera

SEDE CONSULTIVA

Martedì 22 novembre 2005. – Presidenza del vicepresidente Angelo SANTORI.

La seduta comincia alle 13.40.

Legge finanziaria per l’anno 2006.
(C. 6177 Governo, approvato dal Senato).

Bilancio dello Stato per l’anno 2006 e bilancio pluriennale per il triennio 2006-2008.
C. 6178, e relative note di variazione C. 6178-bis e C. 6178-ter Governo approvato dal Senato.

Tabella n. 4: Stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
(Relazione alla V Commissione).
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta del 17 novembre 2005.

Roberto GUERZONI (DS-U) evidenzia come i provvedimenti in esame non consentano di porre rimedio ad una situazione di finanza pubblica fuori controllo, con l’aumento dell’indebitamento pubblico ed il sostanziale azzeramento dell’avanzo primario (dopo la tendenza più virtuosa avviata invece negli anni novanta), che a causa del collegato rischio di innalzamento dei tassi di interesse si ripercuote negativamente sull’economia reale. Anche quest’ultima presenta una situazione preoccupante cui non si è riusciti a porre rimedio, sprecando anzi le poche risorse disponibili con inappropriati interventi, in particolare, sul piano fiscale.
Evidenziata la gravità dei tagli previsti per la finanza locale, rispetto ai quali saranno necessari correttivi a seguito della recente sentenza della Corte costituzionale in materia, ritiene che debbano essere approfondite le modalità per intervenire in tale ambito, valutando la possibilità di prevedere che il patto di stabilità riguardi i saldi e consenta di incentivare i comportamenti virtuosi degli enti locali. Osserva altresì come, mentre per le amministrazioni centrali sussiste la possibilità di proroga dei contratti a termine, per gli enti locali non si prevedono possibilità di contrasto della precarizzazione dei rapporti di lavoro (precarizzazione peraltro dovuta proprio ai meccanismi di blocco introdotti con le precedenti leggi finanziarie).
Con riferimento alla materia di competenza della Commissione, sottolinea come il disegno di legge finanziaria in esame concluda il ciclo della legislatura in assenza dell’attesa riforma degli ammortizzatori sociali che avrebbe dovuto accompagnare la legge n. 30 del 2003, i cui elementi di flessibilità avrebbero dovuto compensati da adeguati meccanismi di protezione dei lavoratori. Nel contempo, non si prevede il sostegno del potere di acquisto dei salari per sostenere la domanda, né compensazioni per l’aggravato carico fiscale sul trattamento di fine rapporto, né la restituzione del fiscal drag.
Osserva quindi che, essendo ormai disponibile poco tempo per il lavoro parlamentare prima della fine della legislatura, sarebbe opportuno approfittare della sessione di bilancio per definire emendamenti condivisi dai gruppi di maggioranza e di opposizione che consentano di portare a termine il lavoro svolto in sede referente dalla Commissione. Richiama a tale riguardo i provvedimenti in materia di superamento del divieto di cumulo delle prestazioni INPS ed INAIL, di riforma dell’assicurazione per gli infortuni domestici, di ricalcolo delle pensioni dei lavoratori postelegrafonici, di indennità sostitutiva dell’accompagnatore militare per i grandi invalidi e di maternità delle dirigenti di azienda. Evidenzia quindi l’opportunità di sopprimere il comma 213 del disegno di legge finanziaria, che esclude gli organi dell’Agenzia generale per i servizi sanitari regionali dall’applicazione della disciplina generale sulle nomine governative che possono essere soggette al vaglio del Governo ad inizio legislatura (il cosiddetto meccanismo dello spoil system): ritiene infatti che tale questione vada affrontata eventualmente sul piano generale e non per casi particolari.
Sottolinea infine come il problema più rilevante posto dai documenti di bilancio in esame sia quello della mancata copertura degli oneri dei rinnovi contrattuali della Pubblica Amministrazione, evidenziando come principi di correttezza amministrazione dovrebbero indurre ad indicare nelle specifiche voci di bilancio gli stanziamenti necessari ad onorare impegni contrattuali già assunti nonché quelli in via di definizione.

Carmen MOTTA (DS-U) evidenzia come il disegno di legge finanziaria debba essere esaminato sulla base della situazione dell’economia reale del paese e della sua finanza pubblica, due realtà che presentano dati preoccupanti a causa di una lunga stagnazione, considerato che l’Italia ha fatto registrare negli ultimi anni tassi di crescita molto più bassi rispetto a quelli degli altri paesi europei. Ricordato come, all’indomani delle elezioni del 2001, la maggioranza sostenesse che le grandi potenzialità del paese erano state mortificate dalle politiche del centrosinistra, evidenzia come, in realtà, non abbiano prodotto risultati positivi la legge cosiddetta Tremonti-bis, il rientro dei capitali illegalmente esportati, la riforma delle tasse di successione, il conflitto sociale innescato dal dibattito sulla riforma dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Il Ministro dell’economia ha attribuito tale fallimento dapprima agli attentati dell’11 settembre 2001, quindi, dopo che nel corso del 2004 si è registrata una forte crescita sul piano mondiale, agli effetti inflazionistici dell’euro e alla concorrenza dei prodotti cinesi, indicando pertanto cause esterne, mentre il Fondo monetario internazionale ci ha ammonito ad intervenire su fattori interni. Occorre infatti affrontare nodi strutturali quali l’apertura di mercati tuttora monopolistici, lo spostamento del prelievo fiscale dal lavoro alla rendita, il rapido trasferimento delle nuove conoscenze al sistema produttivo, ma in tale ambito nulla si è prevede anche nei documenti di bilancio in esame. Né, sul piano del lavoro, si è giunti alla tanto attesa e rinviata riforma degli ammortizzatori sociali, che avrebbe dovuto accompagnare la riforma del mercato del lavoro attraverso la cosiddetta legge Biagi, non per ragioni assistenziali ma per accrescere il grado di coesione sociale a fini di competitività del paese.
Ricordato come il centrosinistra fosse riuscito a realizzare la stabilizzazione delle condizioni finanziarie del paese, sottolinea la gravità dei passi indietro compiuti in tale ambito, osservando altresì che i tagli alla spesa degli enti territoriali potrebbero essere stati dettati anche da ragioni politiche, considerato che le amministrazioni locali sono più frequentemente governate da coalizioni di centrosinistra. Rileva quindi come anche gli interventi sul costo della politica appaiano sostanzialmente ininfluenti e propagandistici, colpendo in particolare comuni che, nella grande maggioranza dei casi, hanno rispettato il patto di stabilità.
Si tratta in sostanza di una finanziaria pre-elettorale, che non affronta i nodi strutturali e non stanzia le risorse necessarie per i contratti dei pubblici dipendenti già rinnovati e per quelli in corso di rinnovo, ricorrendo ad espedienti e rinvii (il Governo non ha ancora trasmesso all’Aran le direttive per il rinnovo del contratto dei dipendenti degli enti territoriali e degli enti pubblici economici). Rileva inoltre come non vi siano finanziamenti per migliorare il funzionamento dei centri per l’impiego (la cui utilità è stata riconosciuta dallo stesso ministro del lavoro) e per l’imprenditoria femminile, registrandosi il dimezzamento del fondo sociale nonché il rischio di gravi ripercussioni, anche occupazionali, per i centri termali. Invita pertanto la maggioranza a rendersi disponibile alla definizione di proposte di modifica con le quali segnalare alla Commissione bilancio l’opportunità di adeguati correttivi nei settori di competenza della XI Commissione.

Alfonso GIANNI (RC) sottolinea come i dati statistici ufficiali segnalino una difficile situazione economica ed occupazionale del paese, considerato che occorre fare riferimento non agli andamenti trimestrali ma a dati di riferimento di più lungo periodo per avere consapevolezza di quanto sta avvenendo nel paese. Su tale base, si evidenzia una situazione di stagnazione nella quale, se il Governo rivendica il risultato, che definisce storico, della diminuzione del tasso di disoccupazione, occorre tenere presente l’andamento del PIL, sulla cui base si evidenzia che la disoccupazione è diminuita soltanto nei settori con minore produttività. Se ne evince un sistema economico più povero e meno competitivo, nel quale fino a qualche anno fa si registrava una crescita senza occupazione, mentre oggi si registra l’inverso il che non dà alcuna rassicurazione per il prossimo futuro. Sottolineato inoltre come l’aumento dell’occupazione avvenga, nella grande maggioranza dei casi, attraverso contratti di lavoro precario, evidenzia il ricorso ad espedienti per non stanziare le risorse necessarie ai rinnovi contrattuali della Pubblica Amministrazione. Si augura quindi un più approfondito confronto sul merito delle norme in esame, anche nel corso della discussione in Assemblea, osservando che l’eventuale posizione della questione di fiducia anche alla Camera impedirebbe invece tale tipo di approfondimento.

Cesare CAMPA (FI) ritiene che le osservazioni formulate dall’opposizione, in particolare per quanto attiene ai tagli relativi alle spese degli enti territoriali, siano frutto di una campagna propagandistica che, senza prendere in considerazione la reale situazione e le obiettive esigenze, tende ad esaltare polemiche non costruttive. Evidenzia pertanto come il disegno di legge finanziaria debba necessariamente procedere a tagli della spesa pubblica a causa dei vincoli imposti dalle istituzioni europee (vincoli rispetto ai quali ha una propria responsabilità l’ex presidente della Commissione europea Prodi, che si mostrava ben più disponibile rispetto agli sforamenti di bilancio di altri paesi europei): in tale ambito, peraltro, i tagli alla spesa degli enti locali sono in percentuale molto ridotta rispetto a quelli complessivi.
Richiama quindi il caso concreto del comune di Venezia, per il quale, a parte i rilievi dell’attuale sindaco sulle eccessive spese per consulenze della precedente amministrazione di centrosinistra, si prevedono tagli inferiori agli stanziamenti aggiuntivi del 2004, mentre ingenti risorse disponibili non sono state impiegate evidentemente per incapacità di spesa ed inefficienza. Sottolinea inoltre come in Veneto la maggior parte dei contratti a tempo determinato si sia trasformata in contratti a tempo indeterminato, il che indica come la legge n. 30 del 2003 abbia favorito l’ingresso definitivo dei giovani nel mondo del lavoro.
Evidenziato quindi come le difficoltà dell’economia e della finanza pubblica siano dovute in grande parte alla congiuntura internazionale ed alla realtà del commercio mondiale, ritiene che, rispetto a tale realtà, sia necessario un comportamento da amministratori responsabili, senza ricorrere alla demagogia.
Non è certo un esempio di oculata amministrazione la forte spesa sostenuta dall’amministrazione regionale pugliese per un viaggio negli Stati Uniti.
Il dibattito sui documenti di bilancio non dovrebbe quindi essere influenzato dal clima pre-elettorale e tutti dovrebbero offrire il proprio contributo costruttivo al fine di apportare i dovuti correttivi ai saldi di finanza pubblica.

Emerenzio BARBIERI (UDC), relatore, invita il presidente a prorogare il termine per la presentazione degli emendamenti e delle proposte di relazione già fissato nella sede dell’ufficio di presidenza.

Angelo SANTORI, presidente, fissa il termine per la presentazione di emendamenti e proposte di relazione sui documenti di bilancio a mercoledì 23 novembre, alle 20.
Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.

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