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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

22 Ottobre 2009
in Camera



SEDE CONSULTIVA


Giovedì 6 luglio 2006. – Presidenza del presidente Gianni PAGLIARINI. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale Rosa Rinaldi.

La seduta comincia alle 14.15.

Decreto-legge 181/2006: Disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei ministri e dei Ministeri.
C. 1287 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla I Commissione).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l’esame.

Teresa BELLANOVA (Ulivo), relatore, rileva come il decreto-legge in esame, nel testo approvato dal Senato, modifichi per più aspetti l’organizzazione del Governo stabilita dal decreto legislativo n. 300/1999, innanzitutto incidendo sull’articolazione in Ministeri, il cui numero risulta innalzato da 14 a 18. Le modifiche attengono altresì al riparto di competenze tra i Ministeri, e tra la Presidenza del Consiglio ed i Ministeri stessi (con un significativo passaggio di competenze in favore della Presidenza del Consiglio, pur accompagnato da alcune riattribuzioni di competenze da questa a singoli ministeri).
La redistribuzione delle competenze in parte è conseguenziale alla scelta stessa di creare nuovi Ministeri, in parte appare innovativa anche per altri profili, rispetto al quadro delineato dalla riforma del 1999 (come modificata già all’inizio della XIV legislatura). Per quanto concerne la nuova articolazione dei dicasteri e delle relative competenze, vengono istituiti il Ministero dello sviluppo economico (comma 2) – che sostituisce il Ministero delle attività produttive – ed il Ministero del commercio internazionale (comma 3), al quale sono assegnate le funzioni in materia di commercio con l’estero (in precedenza attribuite al Ministero delle attività produttive); vengono nuovamente distinte le competenze in materia di infrastrutture (comma 4) e di trasporti (comma 5), con la creazione di due distinti Ministeri (in sostituzione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti); le funzioni in materia di istruzione, università e ricerca sono ripartite tra Ministero della pubblica istruzione (comma 7) e Ministero dell’università e della ricerca (comma 8); al neoistituito Ministero delle solidarietà sociale (comma 6) sono attribuite le funzioni intestate al Ministero del lavoro e delle politiche sociali in materia di politiche sociali, di lavoratori extracomunitari, nonché quelle concernenti le politiche antidroga e il Servizio civile nazionale, oggi attribuite alla Presidenza del Consiglio; singole disposizioni riguardano poi l’attribuzione di talune competenze più specifiche al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministero per i beni culturali ed al Ministero dello sviluppo economico. Ulteriori disposizioni, che non determinano la creazione di nuovi ministeri «con portafoglio», attengono ad aspetti della redistribuzione di funzioni tra Ministeri o tra Ministeri e Presidenza del Consiglio.
Passando alle norme sull’organizzazione e il personale delle amministrazioni interessate dal riordino, il comma 10, non modificato nel corso dell’esame presso il Senato, stabilisce che con decreto del Presidente del Consiglio si proceda alla ricognizione delle strutture trasferite in relazione alla modifica delle funzioni ministeriali, nonché alla individuazione del contingente minimo degli uffici strumentali e di diretta collaborazione. I successivi commi 10-bis e 10-ter, introdotti con l’approvazione al Senato dell’emendamento del Governo, dispongono in ordine al mantenimento presso le singole amministrazioni, nell’ambito delle strutture trasferite, degli incarichi dirigenziali conferiti ad esterni, anche in deroga ai limiti numerici fissati dall’articolo 19 del decreto legislativo n. 165 del 2001, al fine di garantire il funzionamento delle strutture trasferite.
Il comma 23-bis rimette poi ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentiti i Ministri interessati, previa consultazione delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, la determinazione dei criteri e delle modalità per l’individuazione delle risorse umane relative alle funzioni trasferite (ai sensi dei commi 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 9 e 19-quater) ai nuovi Ministeri individuati con il decreto-legge in esame.
Il comma 25-bis, al fine di delimitare gli effetti finanziari del provvedimento in esame, stabilisce che dal riordino delle competenze dei Ministeri e della Presidenza del Consiglio dei ministri, nonché dal loro accorpamento non deriva alcuna revisione dei trattamenti economici complessivi in atto corrisposti ai dipendenti trasferiti ovvero a quelli dell’amministrazione di destinazione che si riflettano in maggiori oneri per il bilancio dello Stato.
Intervengono inoltre modifiche alla disciplina degli uffici di diretta collaborazione del Ministro: i commi da 24-bis a 24-octies dell’articolo 1, introdotti in seguito all’approvazione dell’emendamento Governo nel corso dell’esame presso il Senato, recano modifiche alla disciplina degli uffici di diretta collaborazione del Ministro. In primo luogo viene novellato l’articolo 14, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, recante Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche (cosiddetto «Testo Unico del pubblico impiego»). In particolare il comma 24-bis prevede che tutte le assegnazioni di personale di tali uffici, «compresi gli incarichi anche di livello dirigenziale e le consulenze e i contratti, anche a termine», cessano automaticamente se non confermati entro trenta giorni dal giuramento del nuovo Ministro. Sembrerebbe quindi che la norma, nel caso di formazione di un nuovo Governo, intenda prevedere la cessazione di tutte le forme di utilizzazione del personale previste dall’articolo 14, comma 2 – dipendenti pubblici anche in posizione di aspettativa, fuori ruolo o comando; collaboratori assunti con contratti di lavoro a tempo determinato; collaborazioni coordinate e continuative di esperti e consulenti – disposte dal precedente Governo, ove non intervenga un provvedimento di espressa conferma da parte del nuovo Ministro.
Il comma 24-ter prevede che, in sede di prima applicazione dell’articolo 14, comma 2, così come modificato dal decreto-legge in esame, con riferimento al giuramento dei Ministri attualmente in carica, il termine di trenta giorni decorre dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del medesimo decreto-legge, facendo salvi espressamente le assegnazioni e gli incarichi conferiti successivamente al 17 maggio 2006. I commi da 24-quater a 24-quinquies, modificano la disciplina del personale riservato ai viceministri, in modo da razionalizzare e rendere più efficiente l’utilizzazione di tale personale con presumibili risparmi di spesa; in tal modo si incide anche sulle risorse complessive previste per gli uffici di diretta collaborazione del Ministro. Il comma 24-quater, in particolare, con una disposizione dettata da evidenti ragioni di contenimento della spesa e che richiederà un adeguamento dei vigenti regolamenti di organizzazione, prevede che ai viceministri è riservato in ogni caso un contingente di personale pari a quello previsto per le segreterie dei sottosegretari di Stato e che tale contingente di personale si intende in ogni caso compreso nel contingente complessivo del personale di diretta collaborazione stabilito per ciascun Ministro, con corrispondente riduzione delle risorse complessive a tal fine destinate. Il comma 24-quinquies tuttavia prevede che il Ministro, con una valutazione discrezionale di carattere politico, in ragione della complessità della delega attribuita, in deroga al limite di cui al comma 24-quater e comunque entro il limite complessivo di spesa (e di personale) stabilito per gli uffici di diretta collaborazione, possa autorizzare il vice Ministro a nominare ulteriori figure di collaboratori specificamente individuate. Conseguentemente il comma 24-septies prevede l’abrogazione dell’articolo 3 della legge n. 137/2002, che precedentemente disciplinava il contingente di personale riservato ai vice Ministri.
Il comma 24-sexies prevede che i regolamenti di organizzazione degli uffici di diretta collaborazione del Ministro si adeguino alle nuove disposizioni sul personale riservato ai vice Ministri di cui ai precedenti commi 24-quater e 24-quinquies. Si dispone inoltre che, sino all’adeguamento dei menzionati regolamenti, gli incarichi e le assegnazioni di personale incompatibili con le nuove disposizioni «sono revocati di diritto ove non siano utilizzati per gli uffici di diretta collaborazione del Ministro, nei limiti delle dotazioni ordinarie di questi ultimi». Il comma 24-octies, modificando l’articolo 3, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 258/2001, recante Regolamento di organizzazione degli uffici di diretta collaborazione all’opera del Ministro delle comunicazioni, è volto ad eliminare la previsione secondo cui uno dei vice capo di Gabinetto debba essere scelto tra i dirigenti preposti a uffici di livello dirigenziale generale dello stesso Ministero.
Per quanto riguarda i Ministeri che derivano dal riordino, nella materia di competenza della XI Commissione rientrano più specificamente il Ministero della solidarietà sociale ed il Ministero del lavoro e della previdenza sociale. Il decreto-legge in esame, nel testo modificato dal Senato, istituisce il Ministero della solidarietà sociale, al quale vengono attribuite – tra l’altro – le competenze in materia di politiche sociali (e di assistenza) e vigilanza dei flussi di entrata dei lavoratori immigrati, competenze finora spettanti al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, la cui denominazione è conseguentemente sostituita da quella di Ministero del lavoro e della previdenza sociale (commi 11 e 18). Sono conseguentemente trasferite le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale. Nel testo approvato dal Senato, viene precisata l’attribuzione al Ministero del lavoro e della previdenza sociale della competenza in materia di politiche previdenziali. Conseguentemente le competenze relative al controllo e alla vigilanza su soggetti che operano in ambito previdenziale o in ambito assistenziale, spettano congiuntamente allo stesso Ministero del lavoro e della previdenza sociale e al Ministero della solidarietà sociale;
Per quanto riguarda le competenze rientranti nell’area funzionale politiche del lavoro e dell’occupazione e tutela dei lavoratori, di cui alla lettera d) dell’articolo 46, comma 1, del decreto legislativo n. 300, già attribuita al Ministero del lavoro, esse rimangono di competenza del medesimo Ministero (eccetto, come già accennato, per quanto riguarda la vigilanza dei flussi dei lavoratori esteri).
Per quanto attiene, infine, al Dipartimento per la funzione pubblica, segnala che con il comma 22-bis dell’articolo 1 viene soppressa la Commissione istituita dal decreto-legge n. 35/2005. Tale Commissione è una struttura di supporto al ministro nello svolgimento delle attività di propria competenza. Presieduta dal Ministro o da un suo delegato, è composta dal Capo del Dipartimento degli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio, con funzioni di vice presidente, e da un numero massimo di venti componenti scelti fra professori universitari, magistrati amministrativi, contabili ed ordinari, avvocati dello Stato, funzionari parlamentari, avvocati del libero foro con almeno quindici anni di iscrizione all’albo professionale, dirigenti delle amministrazioni pubbliche ed esperti di elevata professionalità; la Commissione è assistita da una segreteria tecnica.
In luogo della Commissione soppressa, il medesimo comma prevede la costituzione con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, di una Unità per la semplificazione e la qualità della regolazione, anch’essa dotata di segreteria tecnica. Diversamente dalla Commissione soppressa, non è previsto un termine finale per l’operatività della nuova struttura. Dell’Unità fa parte il capo del Dipartimento degli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio. Gli altri componenti (il cui numero non è precisato) sono scelti tra «professori universitari, magistrati amministrativi, contabili ed ordinari, avvocati dello Stato, funzionari parlamentari, avvocati del libero foro con almeno quindici anni di iscrizione all’albo professionale, dirigenti delle amministrazioni pubbliche ed esperti di elevata professionalità».

Francesco Maria AMORUSO (AN), intervenendo sui lavori della Commissione, evidenzia l’assenza di un rappresentante del Governo, ciò che impedisce una costruttiva dialettica parlamentare sul provvedimento in esame.

Carmen MOTTA (Ulivo) ritiene che, pur essendo utile ed opportuna la presenza di un rappresentante del Governo, si possa comunque proseguire l’esame del provvedimento.

Cesare CAMPA (FI) ritiene che la presenza di un rappresentante del Governo sia obbligatoria; propone pertanto di sospendere l’esame del provvedimento, ricordando come nel corso della passata legislatura, in numerose occasioni, l’opposizione, ed in particolare l’onorevole Cordoni, ritenessero che i lavori della Commissione non potessero svolgersi in assenza di un rappresentante del Governo.

Emilio DELBONO (Ulivo) sottolinea come la presenza di un rappresentante del Governo sia opportuna, ma non obbligatoria in sede consultiva, ai sensi del regolamento della Camera; ricorda come, nel corso della passata legislatura, in molte occasioni i provvedimenti fossero esaminati senza la presenza di un rappresentante del Governo.

Elena Emma CORDONI (Ulivo) ritiene che occorra non confondere i due diversi concetti di obbligatorietà ed opportunità della presenza di un rappresentante del Governo, essendo ora la Commissione riunita in sede consultiva e non essendo pertanto necessaria la presenza di un rappresentante del Governo, ai sensi del regolamento della Camera, cui si è sempre personalmente ispirata, anche nel corso della passata legislatura, nelle occasioni cui faceva riferimento il deputato Campa.

Gianni PAGLIARINI, presidente, osserva come non vi sia in capo al Governo un obbligo – se non sotto il profilo dell’opportunità politica – di partecipare alle sedute delle Commissioni in sede consultiva. Preso atto delle considerazioni svolte dai colleghi, ritiene tuttavia che, se la Commissione lo giudica opportuno, si possa rinviare il seguito dell’esame a martedì prossimo, sebbene ciò restringa gli spazi per il dibattito, tenuto conto dell’avvio dell’esame del provvedimento in Assemblea già a partire dal pomeriggio di martedì stesso.

Cesare CAMPA (FI) auspica che, nel prosieguo dei lavori della Commissione, il Governo assicuri la sua presenza, anche in sede consultiva, per un costruttivo confronto nelle materie di competenza.

Augusto ROCCHI (RC-SE) evidenzia come il rinvio del seguito dell’esame a martedì prossimo, quando il provvedimento sarà esaminato dall’Assemblea nel pomeriggio, comporti il rischio che non vi sia più spazio per la discussione in Commissione.

Francesco Maria AMORUSO (AN) sottolinea come la presenza di un rappresentante del Governo sia necessaria in particolare nel caso del provvedimento in esame, in quanto il Governo deve chiarire le ragioni che lo hanno indotto ad adottare un provvedimento d’urgenza per riordinare le attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri.

Emilio DELBONO (Ulivo), evidenziato come un rappresentante del Governo giungerà in tempi brevi, considerato che al successivo punto dell’ordine del giorno è previsto lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ritiene si possa proseguire l’esame del decreto-legge n. 181 alla presenza del Governo, al fine di evitare il rischio richiamato dal deputato Rocchi.

Luigi FABBRI (FI) ritiene sia opportuno proseguire i lavori della Commissione secondo quanto previsto all’ordine del giorno, svolgendo le interrogazioni a risposta immediata, e rinviando il seguito dell’esame del provvedimento alla prossima settimana, anche per consentire di approfondire il contenuto della relazione svolta.

Lorenzo BODEGA (LNP) propone di utilizzare il tempo disponibile per lo svolgimento degli interventi dei rappresentanti della maggioranza, mentre i rappresentanti dell’opposizione si riservano di intervenire alla presenza di un rappresentante del Governo.

Elena Emma CORDONI (Ulivo) evidenzia come, non essendo obbligatoria la presenza del rappresentante del Governo nella seduta odierna, anche l’opposizione dovrebbe approfittare della possibilità di svolgere le proprie considerazioni, che verrebbero comunque lasciate agli atti.

Emilio DELBONO (Ulivo) sottolinea a sua volta l’opportunità di avviare, sin dalla seduta odierna, la discussione sul decreto-legge n. 181, passando successivamente alla seduta di question-time.

Cesare CAMPA (FI) evidenzia come ciascun deputato programmi i propri impegni in relazione all’ordine del giorno di Commissioni ed Assemblea, non potendo sottostare alle inadempienze del Governo. Sottolinea pertanto come sia suo diritto svolgere l’interrogazione a risposta immediata di cui è primo firmatario all’orario previsto.

Gianni PAGLIARINI, presidente, alla luce delle considerazioni svolte dai colleghi ed essendo nel frattempo giunto il sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale, ritiene opportuno procedere allo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata, così come previsto dall’ordine del giorno della seduta odierna, e riprendere successivamente l’esame del decreto-legge n. 181.

La Commissione concorda.

La seduta, sospesa alle 14.50, è ripresa alle 15.05.

Francesco Maria AMORUSO (AN) evidenzia come gli impegni in Assemblea impediscano al suo gruppo di intervenire, riservandosi pertanto di farlo martedì prossimo.

Gianni PAGLIARINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.10.


INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA


Giovedì 6 luglio 2006. – Presidenza del presidente Gianni PAGLIARINI. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale Rosa Rinaldi.

La seduta comincia alle 14.50.

Gianni PAGLIARINI, presidente, ricorda che, ai sensi dell’articolo 135-ter, comma 5, del regolamento, la pubblicità delle sedute per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata è assicurata anche tramite la trasmissione attraverso l’impianto televisivo a circuito chiuso. Dispone, pertanto, l’attivazione del circuito.

5-00057 Campa: Disciplina in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi per gli spedizionieri doganali.

Cesare CAMPA (FI) illustra l’interrogazione in titolo, evidenziando come il decreto legislativo n. 42 del 2006 abbia introdotto una nuova disciplina relativa alla totalizzazione dei periodi assicurativi con l’intento di estendere la possibilità di cumulare gratuitamente i periodi assicurativi maturati presso diverse gestioni previdenziali. Ricordato come, nel corso della passata legislatura, la XI Commissione avesse approvato una proposta di legge finalizzata specificamente a consentire la totalizzazione dei periodi assicurativi per gli spedizionieri doganali, proposta di legge che non era stata poi approvata al Senato per l’emanazione nel frattempo intervenuta del decreto legislativo n. 42, ritiene sia inaccettabile e paradossale l’interpretazione restrittiva dell’INPS secondo la quale gli iscritti al Fondo degli spedizionieri doganali non potrebbero accedere alla facoltà di totalizzazione.

Il sottosegretario Rosa RINALDI risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

Cesare CAMPA (FI), replicando, si dichiara insoddisfatto della risposta del Governo, evidenziando come si sia tradito lo spirito del lavoro svolto dalla XI Commissione nel corso della passata legislatura, in base al quale si intendeva prevedere la totalizzazione dei periodi assicurativi in primo luogo per gli spedizionieri doganali – categoria penalizzata per le vicende dell’allargamento dell’Unione europea – e successivamente anche per le altre categorie.

5-00058 Rocchi: Situazione dei lavoratori di aziende di pulizia treni.

Augusto ROCCHI (RC-SE) sottolinea come l’interrogazione faccia riferimento ad un caso specifico, sollevato anche al fine di stimolare una riflessione di carattere generale sul rispetto delle condizioni contrattuali di lavoro e di sicurezza nelle ditte appaltatrici e subappaltatrici.

Il sottosegretario Rosa RINALDI risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).

Augusto ROCCHI (RC-SE), replicando, ritiene che la risposta del Governo offra un primo spazio di azione, ma che occorra affrontare con determinazione la questione del rispetto delle condizioni di lavoro e di sicurezza nelle ditte appaltatrici e subappaltatrici, per evitare che, ad affermazioni sul piano teorico, non corrispondano comportamenti concreti che garantiscano l’applicazione delle norme contrattuali e di sicurezza. Evidenzia inoltre, con riferimento alla vicenda in esame, come sia opportuno che il Governo, nell’ambito delle proprie competenze di vigilanza su Trenitalia, convochi un tavolo di confronto tra le parti per individuare una soluzione dei problemi richiamati nell’interrogazione.

Gianni PAGLIARINI, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all’ordine del giorno.

La seduta termina alle 15.05.

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