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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

22 Ottobre 2009
in Camera

SEDE CONSULTIVA


Giovedì 20 novembre 2008. – Presidenza del presidente Stefano SAGLIA.

La seduta comincia alle 14.05.

DL 172/08 Misure straordinarie per l’emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania.
C. 1875 Governo.
(Parere alla VIII Commissione).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l’esame del provvedimento.

Antonino FOTI (PdL), relatore, fa presente che la Commissione è chiamata ad esprimere un parere alla VIII Commissione sul decreto-legge 6 novembre 2008, n. 172, recante misure straordinarie per l’emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania: finalità dichiarata del decreto-legge, che si compone di 10 articoli, è quella di garantire la definizione di misure specifiche per la soluzione dell’emergenza ambientale in atto nella regione Campania, attraverso l’individuazione di forme di vigilanza nei confronti degli enti locali finalizzate a garantire l’osservanza della normativa ambientale nei propri ambiti di pertinenza e la previsione della possibile adozione di atti sanzionatori nei confronti delle amministrazioni inadempienti. Per quanto attiene più specificamente agli ambiti di competenza della XI Commissione, ritiene utile soffermarsi sugli articoli 2, 4, 5 e 8.
Osserva, quindi, che l’articolo 2 reca norme volte a fronteggiare la tendenza a disfarsi dei rifiuti mediante il loro abbandono in siti non autorizzati, attribuendo ai soggetti pubblici competenti il compito di disporre in merito alla rimozione e al trasporto dei rifiuti nonché all’individuazione di appositi siti di stoccaggio provvisorio e di smaltimento. Detti soggetti sono autorizzati a derogare alle procedure vigenti anche con riferimento alle norme in materia di prelievo e trasporto dei rifiuti pericolosi nonché a quelle in materia di bonifica di siti contaminati previste dall’articolo 242 del decreto legislativo 2 aprile 2006, n. 152 (cosiddetto «codice ambientale»). In linea generale, visti i numerosi richiami a deroghe alla normativa vigente contenuti nell’articolo in esame ed in considerazione dei riferimenti alla rimozione ed al trasporto di rifiuti anche pericolosi, ritiene che possa essere valutata l’opportunità di introdurre una clausola di salvaguardia in merito al rispetto dei principi dell’ordinamento comunitario, nonché dei principi fondamentali in materia di tutela della salute, della sicurezza sul lavoro, dell’ambiente e del patrimonio culturale, in analogia a quanto previsto all’articolo 18 del decreto-legge n. 90 del 2008 (che aveva originariamente disciplinato la fase dell’emergenza campana); occorrerebbe inoltre introdurre – a suo giudizio – un’indicazione temporale volta a chiarire la durata delle deroghe autorizzate, eventualmente collegandola a quella dello stato di emergenza.
Rileva che l’articolo 4 detta norme volte a perfezionare il processo avviato dal richiamato decreto-legge n. 90 del 2008 sullo scioglimento dei consorzi di bacino delle Province di Napoli e Caserta e sulla loro riunione in un unico consorzio. In proposito, giudica utile ricordare che la legge regionale n. 4 del 14 aprile 2008 ha previsto, con una modifica all’articolo 20 della legge regionale 28 marzo 2007, n. 4, l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti a società provinciali, trasferendo alle province l’esercizio delle competenze degli enti locali consorziati in materia di gestione integrata dei rifiuti. Fa presente, quindi, che il comma 1 del citato articolo 4 dispone ora che per tutta la durata dello stato di emergenza – ossia fino al 31 dicembre 2009 – e sino alla costituzione delle società provinciali di cui all’articolo 20 della già citata legge della regione Campania del 28 marzo 2007, n. 4, i soli comuni della provincia di Caserta, che si avvalgono del Consorzio unico di bacino della provincia di Napoli e di Caserta, indicono – entro sette giorni dalla data di entrata in vigore del decreto in esame – per un bacino di utenza di almeno quindicimila abitanti, procedure di gara per l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti urbani ai sensi del già citato articolo 18 del decreto-legge n. 90 del 2008. Segnala, inoltre, che nel medesimo comma si prevede che i bandi di gara debbano contenere misure di assegnazione del personale dipendente dal Consorzio unico agli affidatari del servizio, nonché criteri di preferenza per il suo assorbimento.
Rileva altresì che, in considerazione della opportunità di riunire in un unico soggetto il servizio della raccolta dei rifiuti solidi urbani indifferenziati e differenziati, al fine di operare una razionalizzazione nei costi del servizio stesso ed un effettivo coordinamento nell’attività di raccolta delle due tipologie di rifiuti, il comma 2 dell’articolo 4 dispone che i comuni che si avvalgono del Consorzio unico di bacino delle province di Napoli e di Caserta, limitatamente alla raccolta dei rifiuti urbani differenziati, sono tenuti ad affidare – entro sette giorni dalla data di entrata in vigore del decreto in esame – tale servizio alle società che svolgono il servizio di raccolta dei rifiuti urbani, trasferendo ad esse anche il personale dipendente del Consorzio utilizzato presso i medesimi comuni. Il comma 3, infine, stabilisce modalità di svolgimento delle procedure di gara indicate nell’articolo in esame, prevedendo una funzione di vigilanza dei prefetti territorialmente competenti e un potere sostitutivo degli stessi a fronte di inadempimenti dei comuni interessati dalla normativa in oggetto.
Segnala, poi, l’articolo 5, che autorizza la corresponsione al personale militare operante presso la struttura commissariale di uno speciale compenso a fronte dell’elevato numero di ore di straordinario effettuate in aggiunta alla speciale indennità operativa prevista dall’ordinanza del Commissario delegato per l’emergenza rifiuti nella regione Campania del 26 febbraio 2008, n. 92, indicando un’autorizzazione di spesa complessiva massima di 660.000 euro. Inoltre, vengono ampliate le competenze delle Forze armate, alle quali viene affidato, oltre alle attività di vigilanza e protezione, anche il controllo della corretta gestione del ciclo dei rifiuti, al fine di assicurare il tempestivo recapito dei rifiuti urbani nelle discariche autorizzate.
Passando, infine, all’articolo 8, fa presente che, con il comma 1, si promuove il potenziamento delle strutture per il contrasto del fenomeno degli incendi, connesso con l’emergenza nel settore dei rifiuti in Campania, attraverso l’assegnazione, in posizione di comando al Dipartimento della protezione civile, di un numero non inferiore alle 35 unità di personale operativo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco fino al 31 dicembre 2009; la richiesta è motivata dalla peculiarità dell’emergenza che richiede unicamente personale qualificato ed in possesso di specifiche cognizioni tecniche. Ai commi successivi del medesimo articolo viene autorizzato, conseguentemente, il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa, ad acquistare i mezzi e le dotazioni logistiche necessari per assicurare la piena capacità operativa del personale del Corpo nazionale assegnato al Dipartimento della protezione civile e per lo svolgimento di compiti che – come precisato dalla stessa norma – sono comunque rientranti nelle attività istituzionali del Corpo nazionale dei vigili del fuoco (commi 3 e 4). Infine, sottolinea che si consente ai veicoli della protezione civile di dotarsi di dispositivi acustici supplementari di allarme (comma 5) e si prevedono disposizioni rivolte all’immediata identificazione degli aeromobili della protezione civile durante le operazioni di emergenza (comma 6).
In conclusione, preso atto del contenuto delle disposizioni di più diretto interesse della XI Commissione, attende di verificare gli elementi che emergeranno dal dibattito, per poter predisporre, in occasione delle prossime sedute, una proposta di parere, valutando anche se la Commissione di merito – nel corso dell’esame degli emendamenti – apporterà eventuali modifiche e integrazioni al testo.

Stefano SAGLIA, presidente, osserva che, essendo ancora in corso l’esame degli emendamenti presso la Commissione di merito, risulterebbe opportuno rinviare alla prossima settimana l’espressione del parere sul provvedimento in esame.

La Commissione conviene.

Stefano SAGLIA, presidente, rinvia, quindi, il seguito dell’esame ad altra seduta.

DL 154/08 Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali.
C. 1891 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole).

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 18 novembre.

Stefano SAGLIA, presidente, ricorda che nella precedente seduta il relatore – che non è nelle condizioni di partecipare alla seduta odierna – ha svolto una relazione introduttiva, prospettando la formulazione di una proposta di parere favorevole. Avverte, pertanto, che sarà ora posta in votazione la predetta proposta di parere favorevole.

Ivano MIGLIOLI (PD) ritiene anzitutto che su provvedimenti di una certa rilevanza politica, come quello previsto all’ordine del giorno della seduta odierna, sarebbe stato auspicabile da parte del relatore lo svolgimento di un adeguato approfondimento, piuttosto che l’illustrazione di una semplice relazione tecnica sugli aspetti di competenza della XI Commissione, peraltro non accompagnata da adeguate valutazioni di merito.
Nello svolgere, quindi, considerazioni di carattere più generale, manifesta il proprio imbarazzo di fronte ad un provvedimento che presenta, a suo avviso, un carattere fortemente disomogeneo e contraddittorio. In proposito, ritiene necessario – in linea più complessiva – soffermarsi sul tema dell’abuso dello strumento della decretazione d’urgenza da parte del Governo, che, dall’inizio di questa legislatura, ha provveduto a legiferare su un numero estremamente rilevante di materie, basandosi su presupposti di necessità ed urgenza che si sono rivelati spesso inesistenti. Ritiene, pertanto, che tale modo di legiferare risulti antidemocratico e lesivo delle prerogative del Parlamento, oltre che in contrasto con la stessa Costituzione.
Entrando più nello specifico del provvedimento in esame, rileva che – se per le disposizioni in materia di attuazione dei piani di rientro dai deficit sanitari si può ragionevolmente ipotizzare il ricorso a misure emergenziali – lo stesso non si può dire con riferimento a una serie di norme introdotte surrettiziamente nel provvedimento, che presentano un carattere microsettoriale e localistico, come quelle che recano autorizzazioni di spesa a favore di associazioni di non vedenti o che prorogano il termine entro il quale disciplinare la situazione gestionale del Mercato dei fiori della città di Sanremo.
Quanto alle disposizioni di salvaguardia degli equilibri di bilancio degli enti locali, contenute in particolare all’articolo 2 del provvedimento, rileva una profonda contraddizione nell’operato del Governo, che, da un lato, provvede a sottrarre risorse ai comuni, attraverso decisioni come quella della completa abolizione dell’ICI sulla prima casa, mentre dall’altro tenta di andare incontro agli enti locali introducendo, con evidente ritardo, misure volte a consentire loro di redigere i bilanci nei termini previsti, andando però in tal modo ad incidere pesantemente sulla loro autonomia. Fa poi notare che l’abolizione della citata imposta comunale sugli immobili ha determinato un rilevante impoverimento per i comuni e una conseguente riduzione dei servizi da loro offerti, tanto da suscitare la vivace protesta di molti dei sindaci delle città italiane, che non possono certo dichiararsi soddisfatti dell’esigua quantità di risorse aggiuntive nel frattempo reperite dal Governo. In tal senso, segnala che molti comuni hanno già preannunciato che non rispetteranno i termini previsti dal decreto-legge per la presentazione dei bilanci, anche al fine di porre in essere iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema.
Dopo aver espresso perplessità sulle disposizioni del decreto-legge riguardanti il ridimensionamento delle istituzioni scolastiche, che – nonostante un intervento correttivo sostanzialmente imposto dalle stesse regioni – ritiene si pongano sulla medesima scia del decreto-legge sulla riforma scolastica di recente adottato dal Governo, entra nel merito dei profili di più stretta competenza della XI Commissione, rilevando anzitutto una profonda contraddizione nell’articolo 1-bis del provvedimento in esame. In proposito, fa notare che tale articolo, da un lato, proroga al 31 dicembre 2012 il completamento degli interventi di ristrutturazione edilizia delle regioni e delle province autonome, effettuati presso le aziende sanitarie locali, le aziende ospedaliere, le aziende ospedaliere universitarie, i policlinici universitari a gestione diretta e gli IRCCS di diritto pubblico, al fine di garantire la disponibilità dei locali destinati all’attività libero professionale intramuraria, ma, dall’altro, limita ad un solo anno – fino al 31 gennaio 2010 – la proroga del termine entro il quale è consentita l’utilizzazione straordinaria del proprio studio professionale per l’esercizio della medesima attività libero professionale intramuraria.
Infine, pur ritenendo condivisibili le disposizioni contenute all’articolo 1-ter e all’articolo 5-bis – le quali, nel primo caso, escludono il personale del ruolo sanitario del Servizio sanitario nazionale dall’ambito di applicazione della disciplina in materia di riposo giornaliero e, nel secondo, prevedono un’autorizzazione di spesa a favore dell’Agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale – preannuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere favorevole formulata dal relatore.

Giovanni PALADINI (IdV), nell’associarsi alle considerazioni critiche testé svolte in relazione al metodo legislativo adottato dal Governo con la continua emanazione di decreti-legge, che giudica non condivisibile, preannuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere favorevole del relatore, che – a suo avviso – non tiene in considerazione neanche gli aspetti più problematici legati alle parti di diretta competenza della XI Commissione.

Antonino FOTI (PdL) dichiara di non condividere le valutazioni svolte in ordine all’utilizzo della decretazione d’urgenza da parte del Governo, considerato che, di norma, i decreti-legge in corso di esame presso le due Camere intervengono su materia connotate da assoluta necessità. Ritiene, peraltro, che le riflessioni politiche su tale argomento potranno utilmente proseguire anche in occasione del seguito dell’esame in sede consultiva del decreto-legge relativo all’emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania, che avrà luogo nella prossima settimana.

Massimiliano FEDRIGA (LNP) preannuncia l’orientamento favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere favorevole del relatore, considerato che essa si limita ad una valutazione positiva sulle sole parti di competenza della XI Commissione. Al riguardo, peraltro, fa presente che il suo gruppo si riserva di approfondire – nelle sedi competenti – la valutazione di altre parti del provvedimento, non vertenti su materie di stretto interesse della Commissione stessa.

Teresio DELFINO (UdC), dopo aver sottolineato il contenuto non omogeneo del decreto-legge in esame, in relazione al quale ritiene che non sussistano pienamente i requisiti di necessità ed urgenza previsti dalla Costituzione, esprime una parere fortemente critico, in particolare, sulle disposizioni riguardanti il contenimento della spesa sanitaria e la contabilità delle autonomie locali. Osserva che su tali tematiche sarebbe necessario svolgere indagini più approfondite, tentando di allargare i confini dell’analisi contenuta nel provvedimento in esame, sino a farvi rientrare questioni più sostanziali, quali la qualità dei servizi sanitari, la ridefinizione dei parametri di spesa, nonché l’introduzione di criteri di «corresponsabilizzazione» nella gestione finanziaria. Ritiene che lo stesso confronto svoltosi tra Stato e regioni nell’ambito della Conferenza unificata si sia incentrato, fino ad oggi, più sulla individuazione delle responsabilità di coloro che hanno determinato l’incremento della spesa, piuttosto che sulla ricerca di soluzioni concrete volte alla riduzione del deficit.
Soffermandosi più diffusamente sull’articolo 1-bis del provvedimento, recante disposizioni in materia di ristrutturazioni edilizie per l’attività intramuraria, lamenta la mancanza di una visione complessiva, che tenga conto dello stato in cui versano le strutture edilizie sanitarie nelle diverse regioni. A tale riguardo, infatti, giudica fondamentale svolgere un attento monitoraggio sull’impiego delle risorse destinate a tali opere, al fine di garantire una corretta distribuzione delle somme tra le aree territoriali che presentano diverse esigenze di ristrutturazione.
In conclusione, nel rilevare la mancanza di un progetto più generale nell’ambito delle politiche intraprese dal Governo in materia di sanità, preannuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere favorevole formulata dal relatore, riservandosi comunque di sviluppare ulteriori osservazioni nel corso dell’esame del provvedimento in Assemblea.

Ivano MIGLIOLI (PD), intervenendo per una precisazione, intende far notare – soprattutto a taluni gruppi che compongono l’attuale maggioranza di Governo – che il provvedimento all’attenzione della Commissione, all’articolo 5, prevede interventi in favore dei comuni di Catania e di Roma, autorizzando l’utilizzo di risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate. Al riguardo, si domanda se tale misura non operi una ingiusta penalizzazione degli amministratori di enti locali virtuosi, presenti in tutte le aree del Paese, che si sono dimostrati capaci di mantenere in equilibrio i propri bilanci.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva, quindi, la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.

La seduta termina alle 14.40.


AUDIZIONI INFORMALI


Giovedì 20 novembre 2008.

Audizione di rappresentanti dell’Unione nazionale mutilati e invalidi per servizio istituzionale (UNMS) sulle principali problematiche relative alla tutela giuridica dei dipendenti che contraggono infermità gravi o mutilazioni nell’adempimento del servizio.

L’audizione informale è stata svolta dalle 14.40 alle 14.55.

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