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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

22 Ottobre 2009
in Camera

ELEZIONE DEL PRESIDENTE

Giovedì 14 maggio 2009. – Presidenza del vicepresidente Giuliano CAZZOLA, indi del presidente eletto Silvano MOFFA.

La seduta comincia alle 13.55.

Variazione nella composizione della Commissione.

Giuliano CAZZOLA, presidente, comunica che il deputato Silvano Moffa entra a far parte della Commissione, in sostituzione del deputato Stefano Saglia, che cessa di farne parte.

Votazione per l’elezione del presidente.

Giuliano CAZZOLA, presidente, indìce la votazione per l’elezione del presidente della Commissione.
Comunica, quindi, il risultato della votazione:
Presenti e votanti ………………………… 35
Maggioranza assoluta dei voti ………. 18

Hanno riportato voti:
Silvano MOFFA …………………….. 23
Barbara SALTAMARTINI ………. 1
Schede bianche …………………….. 11

Proclama eletto presidente il deputato Silvano Moffa, che invita quindi ad assumere la presidenza.
Hanno preso parte alla votazione i deputati: Baldelli, Bellanova, Berretta, Bobba, Boccuzzi, Bonino, Briguglio, Caparini, Cazzola, Ceccacci Rubino, Codurelli, Di Biagio, Fedriga, Fontana Vincenzo Antonio, Formichella, Foti Antonino, Giacomoni, Giammanco, Gnecchi, Madia, Mannucci, Mattesini, Miglioli, Minardo, Moffa, Mottola, Munerato, Paladini, Pelino, Rampi, Rossi Mariarosaria, Saltamartini, Scandroglio, Schirru e Taglialatela.

Silvano MOFFA, presidente, rivolgendo un breve indirizzo di saluto a tutti i deputati presenti, esprime sincera gratitudine, sia ai gruppi di maggioranza sia a quelli di opposizione, per il consenso manifestato nei confronti della sua elezione alla presidenza di una Commissione importante e delicata. Nell’esprimere apprezzamento per l’operato del precedente presidente, onorevole Saglia, e, più in generale, per il lavoro significativo sinora svolto dall’intera Commissione, sottolinea la particolare rilevanza dell’indagine conoscitiva sul tema della riforma del sistema delle relazioni industriali, conclusasi con l’approvazione di un documento conclusivo che ritiene un fondamentale punto di partenza per eventuali future proposte normative, le quali, sicuramente anche grazie all’iniziativa dei gruppi di opposizione, potranno essere elaborate sugli argomenti in questione. Richiamata la necessità di procedere con sollecitudine all’esame dei numerosi provvedimenti pendenti presso la Commissione stessa, che giudica di assoluto rilievo, dichiara la ferma volontà di portare avanti il lavoro già svolto e di ampliarlo in relazione ad alcune particolari tematiche, sottolineando l’esigenza di salvaguardare le prerogative di tutti i deputati. Ritiene, infatti, di essere stato chiamato a presiedere una Commissione particolarmente «centrale», soprattutto in una fase storica come quelle attuale, dominata da un contesto di crisi economica, finanziaria e occupazionale, in virtù del quale le tematiche relative al lavoro devono assumere, a suo avviso, un «ruolo-cardine», non solo nelle scelte del Governo, ma anche nelle valutazioni parlamentari. Assicura, dunque, il suo impegno e la sua disponibilità per contribuire ad instaurare, pur nel rispetto dei diversi ruoli, un proficuo clima di dialogo e di collaborazione tra maggioranza e opposizione, in modo che l’apporto propositivo e, per certi versi, creativo di ciascun componente della Commissione possa tradursi in concreti atti di iniziativa parlamentare, anche in modo da lavorare efficacemente in vista del miglioramento della produzione legislativa, nell’ottica di un confronto politico democraticamente alto e sempre leale, oltre che imperniato su valori e contenuti significativi.

Luigi BOBBA (PD), dopo avere rimarcato il significato politico del voto per l’elezione del presidente espresso dai deputati del suo gruppo, che – come risulta palese dalla proclamazione del risultato – hanno scelto di non indicare alcun nominativo sulle schede, dichiara il proprio apprezzamento per la volontà, manifestata dal presidente stesso, di valorizzare il contributo di ciascun parlamentare, in uno spirito di collaborazione reciproca. Fa notare, quindi, che fino ad oggi il ruolo della Commissione è risultato per lo più marginale e i suoi ambiti di intervento sono stati oltremodo compressi, non certo per responsabilità del presidente uscente, ma a causa di una organizzazione dei lavori parlamentari che non ha consentito, in alcun modo, ai singoli deputati di partecipare efficacemente al processo di formazione della volontà legislativa. Si augura, dunque, un radicale «cambiamento di rotta», affinché la capacità di iniziativa dei singoli membri della Commissione e dei gruppi possa trovare una libera espressione, qualificando, in tal modo, in senso più compiuto i lavori del Parlamento. Nel rivolgere, pertanto, un augurio di buon lavoro al nuovo presidente, auspica che ai lavori della Commissione, nel prosieguo della legislatura, non siano più destinati spazi «angusti» e che si possa premiare appieno il contributo di tutti, anche se appartenenti alle forze di opposizione.

Simone BALDELLI (PdL), dopo aver espresso un sentito ringraziamento al presidente uscente, onorevole Saglia, che ritiene abbia svolto il suo ruolo con equilibrio e saggezza, prestando attenzione anche alle esigenze dell’opposizione, rivolge un sincero augurio di buon lavoro al nuovo presidente, dichiarando di confidare nella sua capacità di muoversi nella medesima direzione, ovvero nel segno di una serena e proficua collaborazione con tutti i componenti della Commissione. Ritiene che il presidente Moffa sia chiamato a ricoprire una carica particolarmente delicata, in una fase storica caratterizzata da profondi cambiamenti socio-economici, in relazione ai quali si profila un lungo e serrato periodo di lavoro parlamentare, segnato dall’esame di provvedimenti molto delicati, anche dal punto di vista delle competenze della XI Commissione. Si dichiara, quindi, convinto che il nuovo presidente sarà pienamente capace di rappresentare con equilibrio ed abilità la funzione alta e nobile alla quale è stato chiamato.

Massimiliano FEDRIGA (LNP), dopo essersi congratulato con il nuovo presidente, a cui rivolge, a nome del suo gruppo, un caloroso saluto, esprime un sentito e forte ringraziamento per il lavoro svolto fino ad oggi dal precedente presidente, onorevole Saglia. In proposito, ritiene di dover sottolineare alcuni passaggi che hanno segnato l’attività della Commissione in questo primo scorcio di legislatura, facendo riferimento, in particolare, all’impegno profuso durante l’esame dei provvedimenti sugli «ammortizzatori sociali». Al riguardo, fa peraltro notare che, grazie alle sollecitazioni provenienti sia da parte della maggioranza sia da parte dell’opposizione, è stato possibile estendere l’ambito di applicazione di alcuni di questi provvedimenti, spronando il Governo a reperire, per tali forme di sostegno al reddito, ulteriori risorse, anche in vista di una loro migliore utilizzazione. In tale quadro, rammenta l’accordo tra Stato e regioni, in base al quale è stato possibile destinare risorse aggiuntive per azioni di politica attiva del lavoro e per la copertura finanziaria degli interventi di integrazione salariale. Ritiene, inoltre, di dover rimarcare l’esito dell’indagine conoscitiva sulla riforma del sistema delle relazioni industriali, dalla quale è emerso l’importante principio della «territorializzazione» dei contratti di lavoro, sul quale osserva che si dovrà puntare con determinazione e che ritiene possa rendere giustizia ai lavoratori dell’intero Paese, in piena coerenza con quanto indicato recentemente anche dal Ministro Sacconi nel suo recente «Libro bianco», predisposto nella prospettiva di una complessiva riforma del sistema di welfare.

Antonino FOTI (PdL), nel rivolgere – a nome del suo gruppo – un saluto e un cordiale benvenuto al presidente neoeletto, delle cui doti umane e professionali dichiara di essere perfettamente a conoscenza, si augura che nella nuova veste egli possa conseguire risultati ancora più brillanti e convincenti di quelli raggiunti nel suo recente passato, in cui ha egregiamente svolto importanti ruoli a livello parlamentare e governativo.

Silvano MOFFA, presidente, intende ringraziare tutti i deputati intervenuti, per gli attestati di stima espressi nei suoi confronti e per la fiducia manifestatagli. Si augura, pertanto, di essere all’altezza dell’importante compito che gli è stato assegnato e delle alte aspettative nutrite, ribadendo il proprio impegno ad instaurare un clima di cordiale collaborazione all’interno della Commissione, nel pieno rispetto delle prerogative dei rispettivi schieramenti, in vista della costruzione di un rapporto equilibrato e leale con l’opposizione, improntato al dialogo e al confronto costruttivo.

La seduta termina alle 14.20.

Disposizioni in materia di previdenza per i lavoratori autonomi non esercenti professioni regolamentate.
C. 2312 Saglia e C. 2345 Narducci.
(Esame e rinvio).


La Commissione inizia l’esame dei provvedimenti in titolo.

Michele SCANDROGLIO (PdL), relatore, fa presente che le proposte di legge nn. 2312 e 2345, di contenuto in parte simile, recano disposizioni in materia previdenziale per i lavoratori autonomi esercenti professioni non regolamentate. Osserva, infatti, che tali provvedimenti si pongono, in particolare, l’obiettivo di individuare una soluzione alle problematiche che interessano quei liberi professionisti per i quali non sono previsti ordini o collegi professionali e che, a differenza di altri, non hanno una cassa autonoma e «privatizzata» ai sensi delle disposizioni vigenti: questi lavoratori, infatti, essendo sottoposti al prelievo per l’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti del 26 per cento, finiscono per avere una posizione di svantaggio nei confronti dei liberi professionisti con ordine o collegio professionale e con cassa previdenziale, per i quali il prelievo contributivo è attestato intorno al 10-15 per cento.
In questo ambito, osserva che l’articolo 1 di entrambe le proposte di legge prevede l’istituzione, a decorrere dal 1o gennaio 2010, di un’apposita gestione a contabilità separata presso l’INPS, cui sono tenuti ad iscriversi i soggetti che esercitano abitualmente un’attività di lavoro autonomo ai sensi dell’articolo 53, comma 1, del Testo unico delle imposte sui redditi, non iscritti a casse previdenziali private afferenti ad ordini o albi professionali. Rileva, poi, che l’articolo 2 di entrambe le proposte di legge affida l’amministrazione della nuova gestione separata ad uno specifico comitato composto da 10 membri, che durano in carica per 4 anni e si avvalgono delle strutture e del personale dell’INPS. La definizione delle funzioni del comitato è rimessa a un decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, da emanare entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della legge.
Fa notare che l’articolo 3 di entrambe le proposte di legge prevede che l’aliquota contributiva della nuova gestione separata, sempre a decorrere dal 1o gennaio 2010, sia stabilita nella misura del 20 per cento e venga applicata sul reddito delle attività sulla base dei criteri stabili ai fini dell’IRPEF, risultante dalla dichiarazione annuale e dagli accertamenti definitivi; si prevede, inoltre, l’applicazione di un’aliquota contributiva suppletiva, pari allo 0,5 per cento, ai fini del finanziamento dell’onere derivante dall’estensione, ai soggetti iscritti, della tutela della maternità, agli assegni al nucleo familiare e alla malattia in caso di degenza ospedaliera e, allo stesso tempo, si prevede un incremento dell’aliquota per un periodo transitorio, fino a giungere ad un’aliquota a regime pari al 22 per cento al 2016. Rileva che l’articolo 4 di entrambe le proposte di legge prevede una facoltà di rivalsa, nei confronti dell’INPS, da parte dei soggetti iscritti alla gestione a contabilità separata, consistente, fermo restando l’obbligo di versamento del contributo alla gestione a contabilità separata, nell’addebito ai committenti di una percentuale dei compensi lordi; al contempo, l’articolo 5 di entrambe le proposte di legge reca disposizioni transitorie, al fine di estendere le tutele concernenti la maternità, i congedi parentali, la malattia e l’aspettativa per motivi di famiglia a favore dei soggetti iscritti nella più volte citata gestione separata INPS, anche ai lavoratori autonomi esercenti professioni non regolamentate. L’articolo 9 della proposta di legge n. 2312 e l’articolo 6 della proposta di legge n. 2345, peraltro, recano apposite norme dirette a garantire la copertura finanziaria dei relativi provvedimenti.
Sottolinea, infine, che – diversamente dalla proposta di legge n. 2345, che non interviene sulla materia – la proposta di legge n. 2312 reca anche norme concernenti l’innalzamento del contributo integrativo (attualmente pari al 2 per cento) per le casse di previdenza dei liberi professionisti (articolo 6), una delega al Governo volta al superamento delle duplicazioni contributive ed al miglioramento delle norme sulla totalizzazione dei contributi (articolo 7), nonché una norma di interpretazione autentica dell’articolo 2116 del Codice Civile, sulle responsabilità del datore di lavoro in relazione ai contributi da esso non versati (articolo 8).
In conclusione, nel precisare che l’illustrazione introduttiva dei testi svolta oggi rappresenta solo il primo passo di un percorso di riflessione che dovrà proseguire in un importante confronto nell’ambito della Commissione, rinvia agli elementi che potranno emergere dal dibattito nelle prossime sedute, nelle quali auspica che possano trovare espressione anche le valutazioni dei gruppi sulle tematiche recate dai provvedimenti in esame.

Marialuisa GNECCHI (PD) ricorda che all’origine delle proposte di legge in esame vi sono le forti sollecitazioni ricevute dal Parlamento da parte delle principali associazioni che rappresentano le figure professionali testé indicate dal relatore; al riguardo, peraltro, intende far notare che, a seguito di ulteriori accertamenti svolti a margine degli incontri di recente effettuati con tali associazioni, è emersa anche la necessità di introdurre nell’ordinamento – e, dunque, nell’eventuale testo unificato dei provvedimenti in esame – una apposita disciplina transitoria, attualmente non prevista da alcuna norma di legge, al fine di consentire ai lavoratori autonomi esercenti professioni non regolamentate la facoltà di riscatto dei periodi di lavoro antecedenti, non coperti da adeguata contribuzione. Auspica, pertanto, che tale questione possa essere posta all’attenzione della Commissione nel seguito dell’esame dei testi in discussione.

Silvano MOFFA, presidente, ritiene che nel prosieguo del dibattito sulle proposte di legge abbinate sarà possibile approfondire, anche con il contributo del relatore, le questioni testé segnalate.
Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia, quindi, il seguito dell’esame ad altra seduta.

Norme sul riconoscimento e sulla promozione del diritto alla formazione e allo sviluppo professionale.
C. 1079 Bobba.
(Esame e rinvio – Abbinamento del progetto di legge C. 2418).

La Commissione inizia l’esame del provvedimento in titolo.

Silvano MOFFA, presidente, comunica preliminarmente che è stata appena assegnata alla Commissione la proposta di legge n. 2418, a prima firma del deputato Cazzola, che verte sulla medesima materia recata dal progetto di legge n. 1079, iscritto all’ordine del giorno della seduta odierna: per tali ragioni, ne è stato disposto l’abbinamento d’ufficio, ai sensi dell’articolo 77, comma 1, del Regolamento. Avverte, pertanto, che oggi sarà possibile procedere anche all’illustrazione del citato provvedimento abbinato e che l’istruttoria legislativa dei due progetti di legge in esame potrà, quindi, proseguire congiuntamente.
Fa presente, altresì, che provvederà personalmente allo svolgimento della relazione introduttiva, in sostituzione del relatore, il quale è impossibilitato a partecipare alla seduta in ragione di un improrogabile impegno presso un’altra Commissione parlamentare. Osserva, quindi, che le proposte di legge nn. 1079 e 2418 recano norme volte al riconoscimento e alla promozione del diritto alla formazione e allo sviluppo professionale; dal punto di vista della intervento normativo, peraltro, i due provvedimenti si muovono in un’ottica in parte diversa: infatti, mentre la proposta di legge n. 1079 detta una articolata disciplina della materia, rinviando, per numerosi aspetti, a regolamenti e decreti ministeriali di attuazione, la proposta di legge n. 2418 attribuisce un’ampia delega al Governo, individuando una serie assai articolata di principi e criteri direttivi.
Fa notare che la proposta di legge n. 1079 si compone di 14 articoli. L’articolo 1 definisce principi e finalità della proposta di legge, qualificando la formazione e lo sviluppo professionale come diritto individuale in ogni momento della vita. Al fine di consentire l’effettivo riconoscimento di tale diritto, lo Stato è chiamato a definire i livelli essenziali delle prestazioni ai sensi dell’articolo 117, comma 2, lettera m), della Costituzione, da assicurare nell’ambito di sistemi di offerta formativa istituiti e organizzati dalle regioni. L’articolo 2 reca le definizioni delle espressioni utilizzate nel provvedimento. Osserva che l’articolo 3 prevede che la disciplina del diritto alla formazione professionale continua sia rimessa alle regioni, in relazione alle esigenze delle rispettive aree territoriali e ai fabbisogni espressi dal sistema produttivo locale, assicurando il rispetto del principio della continuità formativa., mentre l’articolo 4 prevede la creazione di servizi di orientamento formativo, individuali e di gruppo, di cui i cittadini possano avvalersi, in particolare, in alcuni momenti di transizione nell’ambito del proprio percorso di istruzione e di lavoro.
Rileva che l’articolo 5 prevede la realizzazione di un sistema di valutazione e certificazione degli apprendimenti, anche al fine del loro utilizzo come crediti formativi per l’accesso a titoli di studio o di formazione. Gli enti certificatori sono costituiti dalle scuole, dalle università e dagli enti di formazione professionale, che devono operare secondo criteri definiti dallo Stato, sentito il parere dell’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale (ISFOL) e dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI). La certificazione avviene attraverso il rilascio di un documento personale, la cui disciplina è demandata a un regolamento del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, da adottare previo accordo con la Conferenza Stato-regioni e le rappresentanze delle parti sociali. A sua volta, l’articolo 6 prevede la costituzione di servizi di consulenza e accompagnamento, finalizzati a fornire informazioni su opportunità di lavoro, bilancio delle competenze, attività di formazione integrativa, accesso alle attività di selezione e assistenza nella fase di ingresso al lavoro.
Segnala che l’articolo 7 riconosce un bonus a favore dei soggetti in cerca di prima occupazione, da spendere per la propria formazione professionale in relazione alle esigenze del mercato del lavoro locale o presso l’impresa che procede all’assunzione con contratto a tempo indeterminato. La disciplina del bonus è rimessa a un regolamento del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata. Sottolinea, inoltre, che l’articolo 8 prevede la deducibilità a fini fiscali delle spese sostenute per l’iscrizione e la frequenza di corsi di formazione tenuti da strutture accreditate e stabilisce, inoltre, la possibilità di introdurre misure di sostegno diretto (borse di studio, voucher individuali, prestiti agevolati), graduate in relazione alle condizioni individuali dei soggetti beneficiari, da definire con regolamenti del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dell’istruzione, del’università e della ricerca.
Si sofferma, poi, sull’articolo 9, che prevede che con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, previa intesa in sede di Conferenza Stato-regioni e sentite le parti sociali, siano definite le procedure per la realizzazione di un sistema nazionale degli standard professionali, formativi e di certificazione, nonché sull’articolo 10, che rimette a un decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, previa in sede di Conferenza Stato-regioni, sentiti l’ISFOL e le parti sociali, la definizione dei parametri per l’accreditamento delle strutture che erogano servizi di formazione professionale. Illustra, altresì, gli articoli conclusivi: l’articolo 11, che prevede l’istituzione presso il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, della Consulta nazionale degli enti di formazione accreditati; l’articolo 12, che introduce il Piano triennale di azione nazionale per la formazione professionale continua, adottato dal Governo, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, sentite le parti sociali e acquisita l’intesa in sede di Conferenza unificata; l’articolo 13, che prevede il raccordo tra sistema di educazione permanente e il sistema di formazione professionale; l’articolo 14, che prevede che con DPCM si possano apportare le modifiche alle norme statutarie dell’ISFOL necessarie all’esercizio da parte dell’Istituto delle funzioni previste dal provvedimento in esame.
Sottolinea, quindi, che la proposta di legge n. 2418 si compone di 3 articoli; l’articolo 1, in particolare, attribuisce una delega al Governo per l’adozione, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, di uno o più decreti legislativi recanti norme finalizzate a riconoscere e disciplinare il diritto dei lavoratori all’apprendimento e alla formazione. Sulla base dei principi e criteri direttivi previsti per l’esercizio della delega, i decreti delegati dovranno, in particolare: riordinare, estendere e armonizzare i permessi riconosciuti ai lavoratori per l’esercizio del diritto allo studio; promuovere scambi di esperienze tra istituzioni formative e luoghi di lavoro; coordinare le banche dati esistenti al fine di facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro; prevedere che l’erogazione di trattamenti di sostegno al reddito siano condizionati alla partecipazione a programmi formativi coerenti con le esigenze dei processi produttivi; facilitare i percorsi formativi e l’occupabilità dei lavoratori; promuovere il reinserimento dei disoccupati di lunga durata e delle donne uscite dal mercato del lavoro. 

Segnala, inoltre, che l’articolo 2 definisce la procedura per l’adozione dei decreti legislativi, prevedendo che essi siano deliberati dal Consiglio dei Ministri sentite la Conferenza unificata e le organizzazioni maggiormente rappresentative dei lavoratori e dei datori di lavoro, e successivamente sottoposti al parere delle competenti commissioni parlamentari. L’articolo 3, infine, stabilisce che dall’attuazione delle disposizioni in questione non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
In conclusione, auspica che sulle importanti questioni oggetto delle proposte di legge si sviluppi una ampia riflessione nell’ambito della Commissione, al fine di pervenire in tempi rapidi alla definizione di un percorso condiviso per il prosieguo dell’esame. Invita, a tal fine, i rappresentanti dei gruppi ad approfondire i diversi elementi esposti nella relazione, rinviando alla prossima settimana un primo dibattito di carattere generale sui provvedimenti in esame anche alla presenza del relatore.

Luigi BOBBA (PD) giudica ragionevole la proposta testé formulata dal presidente.

Silvano MOFFA, presidente, rinvia, quindi, il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.55.

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