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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

17 Giugno 2026
in Camera

DELIBERAZIONE DI RILIEVI SU SCHEMI DI INTESA PRELIMINARE, AI SENSI DELL’ARTICOLO 2, COMMA 4, DELLA LEGGE 26 GIUGNO 2024, N. 86

Mercoledì 17 giugno 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO.

La seduta comincia alle 14.50.

Schema di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Liguria per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie «protezione civile», «professioni» e «previdenza complementare e integrativa».
Doc. CCXLVII, n. 1.
Schema di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Lombardia per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie «protezione civile», «professioni» e «previdenza complementare e integrativa».
Doc. CCXLVII, n. 3.
Schema di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Piemonte per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie «protezione civile», «professioni» e «previdenza complementare e integrativa».
Doc. CCXLVII, n. 5.
Schema di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Veneto per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie «protezione civile», «professioni» e «previdenza complementare e integrativa».
Doc. CCXLVII, n. 7.
(Rilievi alla I Commissione).
(Seguito dell’esame congiunto e conclusione – Valutazione favorevole).

La Commissione prosegue l’esame congiunto degli schemi di intesa, rinviato nella seduta del

Arturo SCOTTO (PD-IDP), intervenendo sull’ordine dei lavori, osserva, tenuto conto che la seduta odierna di question-time è stata recentemente sconvocata, che si tratta ormai di una pratica invalsa, da parte dei rappresentanti del Governo, quella di sottrarsi a question-time programmati da settimane da parte dell’Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, come peraltro avvenuto anche in occasione dell’esame del provvedimento recante disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all’occupazione e di contrasto del caporalato digitale, dove la Ministra del lavoro e delle politiche sociali non ha preso parte ai lavori della Commissione.
Nel ritenere sconcertante la circostanza di essere avvisati della sconvocazione poco prima dell’avvio dei lavori di Commissione, chiede quale sia la spiegazione, di natura politica, che ha impedito al Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, onorevole Durigon, di partecipare ai lavori in programma nella seduta odierna.
Propone, quindi, di sottoscrivere un’istanza, a firma congiunta da parte dei partiti di maggioranza e di opposizione, con la quale stigmatizzare il comportamento assunto dai rappresentanti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, atteso che, d’abitudine, il question-time, una volta rinviato, viene recuperato a distanza di settimane.
Inoltre, nel ricordare la mancata disponibilità, da parte del Governo, ad accogliere gli emendamenti al cosiddetto «Decreto 1° maggio» proposti dalle forze di opposizione, sottolinea come risulti difficile, per i partiti di minoranza, lavorare in un tale contesto.
Per individuare un intervento idoneo a risolvere la problematica testé sollevata, si affida quindi alla sensibilità del Presidente Rizzetto, anche al fine di disincentivare condotte di disprezzo nei confronti del Parlamento e della Commissione Lavoro.
Chiede, infine, al Presidente di valutare l’opportunità di una breve sospensione della seduta.

Riccardo TUCCI (M5S), associandosi al collega Scotto intervenuto sull’ordine dei lavori, chiede al Presidente Rizzetto, in qualità di garante del buon andamento dei lavori della Commissione, di sollecitare i rappresentanti del Governo affinché prendano parte ai lavori della Commissione, anche tenuto conto che il question-time rappresenta un valido strumento di sindacato ispettivo per le forze di opposizione.
Ricorda quindi, al di là della naturale contrapposizione politica, il perdurare di situazioni delicate, tuttora in attesa di una posizione netta da parte del Governo, che tuttavia non avranno risposte adeguate alla luce del rinvio del question-time disposto a pochi minuti dall’inizio della presente seduta di Commissione.

Walter RIZZETTO, presidente, osserva innanzitutto che il suo ruolo di garante dei lavori della Commissione non lo porta a rispondere, naturalmente, anche dell’operato dei rappresentanti del Governo.
Precisa quindi che l’avviso del rinvio delle interrogazioni a risposta immediata a ridosso della seduta scaturisce dal tentativo, da parte sua, di garantire la presenza di un rappresentante del Governo, anche tenuto conto che il question-time è uno strumento anche a favore dei deputati di maggioranza.
Nel dichiarare poi di non condividere il metodo adottato dal Governo, che ha condotto alla scelta di non prendere parte ai lavori odierni della Commissione Lavoro, comunica di non ravvisare la necessità di sospendere la seduta.
Ricorda di aver già inviato due successive lettere al Ministro Calderone, in data 10 giugno 2025 e 4 marzo 2026, per segnalare la necessità di assicurare una più continua e costante presenza dei rappresentanti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, anche a tutela delle prerogative dei gruppi di opposizione, alle sedute della Commissione, in particolare allorché la Commissione stessa intende svolgere attività di sindacato ispettivo di competenza del medesimo Dicastero.
Preannuncia, pertanto, che ribadirà per le vie brevi al Ministro la necessità di assicurare la presenza dei rappresentanti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali alle sedute della Commissione e in particolare a quelle dedicate agli atti di sindacato ispettivo, adoperandosi affinché tali disguidi – che hanno ovviamente sollevato inevitabili e condivisibili doglianze da parte dei componenti della Commissione, in particolare dei gruppi di opposizione – non si ripetano ulteriormente.

Mauro Antonio Donato LAUS (PD-IDP), nell’apprendere della circostanza che ha visto il Presidente Rizzetto, già in diverse occasioni, fare le dovute rimostranze all’indirizzo dei rappresentanti del Governo, per la mancata partecipazione a varie sedute della Commissione, ringrazia lo stesso Presidente Rizzetto per la posizione assunta a garanzia della totalità dei membri della Commissione Lavoro.
Ciononostante, non ravvisando risultati concreti nonostante gli sforzi profusi dal presidente, propone di considerare anche la possibilità di intraprendere azioni forti, portando all’attenzione dei suoi colleghi di una sua passata esperienza in qualità di Presidente del Consiglio della Regione Piemonte.
Si rende, quindi, disponibile a favorire una più ampia riflessione finalizzata a rendere più solida la posizione della Commissione, per scongiurare la deriva insopportabile cui i deputati stanno assistendo negli ultimi tempi.
Osserva poi che le responsabilità della mancata partecipazione ai lavori della Commissione non sono tuttavia ascrivibili solamente ai rappresentanti del Governo, essendo questo un problema che attiene al bilanciamento dei poteri tra organi dello Stato.
Chiede, infine, di alzare l’asticella della discussione anche per riconoscere ai rappresentanti degli organi parlamentari la dignità del loro ruolo istituzionale e assicurare il rispetto delle prerogative che loro competono.

Walter RIZZETTO, presidente, tornando ai provvedimenti in oggetto, nel ricordare che nella precedente seduta è stata svolta la relazione introduttiva e che nella seduta odierna la Commissione procederà alla deliberazione dei rilievi di competenza, invita il relatore a formulare la sua proposta.

Silvio GIOVINE (FdI), relatore, formula una proposta di rilievi sugli schemi di intesa preliminare in esame.

Walter RIZZETTO, presidente, avverte quindi che il gruppo del M5S ha presentato una proposta alternativa di rilievi che sarà posta in votazione solo qualora fosse respinta la proposta di rilievi del relatore.

Marco SARRACINO (PD-IDP) rileva come si aspettasse di ricevere delle argomentazioni, da parte dei partiti di maggioranza, a sostegno della loro volontà di portare avanti il progetto sull’autonomia differenziata, anche tenuto conto che il predetto progetto interessa solo una piccola parte delle forze di maggioranza.

Walter RIZZETTO, presidente, ricorda che nella precedente seduta di esame il relatore ha svolto la relazione introduttiva sugli schemi di intesa preliminare in esame nella totale assenza dei deputati dei partiti di opposizione.

Marco SARRACINO (PD-IDP), dopo aver precisato di aver preso parte a tutte le audizioni disposte sul tema dell’autonomia differenziata, chiede con quali modalità, in futuro, si potrà intervenire, con efficacia ed efficienza, in tema di protezione civile, per il superamento di emergenze di rilievo nazionale localizzate però a livello interregionale, come potrebbe essere, ad esempio, il caso di un evento che interessa congiuntamente la Regione Liguria, che ha deliberato l’avvio della procedura per l’adozione dell’intesa in esame, e la Regione Toscana, che invece non si è attivata nella stessa direzione.
Osserva altresì che, come sperimentato in occasione della pandemia da Covid-19, non esistono confini tra regioni e, pertanto, risulta difficile intervenire in regioni cui sono attribuite diverse forme e condizioni particolari di autonomia.
Cita quindi il caso della sanità, più performante al Nord Italia, che costringe molti meridionali a dover ricorrere alle cure delle strutture sanitarie del Settentrione.
Tanto considerato, afferma che la maggioranza parlamentare e il Governo, non interessandosi adeguatamente delle problematiche dei territori del Sud Italia, hanno finito, alle ultime elezioni amministrative, per essere bocciati in alcuni comuni del comprensorio napoletano, ad alta densità demografica, viste le basse percentuali ottenute.
Ricorda altresì l’esito sfavorevole, nei territori del Sud Italia, del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia promossa dal centrodestra e, in particolare, da Fratelli d’Italia.
Nel rimarcare, infine, la necessità di perseguire la coesione e l’unità del Paese auspica, quindi, di superare l’impianto del regionalismo differenziato proposto dalle forze di maggioranza.

Dario CAROTENUTO (M5S), nell’associarsi alle considerazioni espresse dal collega Sarracino, chiarisce preliminarmente che la sua assenza alla precedente seduta è dovuta a disservizi ferroviari, frequenti al Sud Italia, a conferma delle differenze nella qualità dei servizi tra Centro-Nord Italia e Sud Italia.
Rileva che, a suo giudizio, il provvedimento in esame è suscettibile di determinare l’ingovernabilità totale del Paese, finendo addirittura per peggiorare le condizioni dei cittadini del Sud Italia. In proposito, si sofferma sulle carenze che interessano il Meridione: disoccupazione, povertà – aggravata dalla scelta di eliminare il reddito di cittadinanza –, lavoro sottopagato, tutte criticità che si ripercuotono sui cittadini, costretti ad emigrare, loro malgrado, in territori con condizioni più favorevoli.
Ciò posto, preannuncia la contrarietà del proprio gruppo sulla visione di Paese promossa sin dall’inizio della legislatura dalle forze di maggioranza e a cui intende continuare ad opporsi.

Riccardo TUCCI (M5S), intervenendo sulla proposta di rilievi presentata dal relatore sugli schemi di intesa preliminare, riguardanti le materie della protezione civile, delle professioni e della previdenza complementare e integrativa, chiarisce alcuni aspetti della proposta alternativa di rilievi presentata dal suo gruppo.
Rileva innanzitutto come, con la sentenza n. 192 del 2024, la Corte costituzionale abbia affermato espressamente che il trasferimento di funzioni alle regioni può avvenire soltanto quando sia dimostrato che il livello regionale sia concretamente più adeguato rispetto a quello statale per il perseguimento dell’interesse pubblico. Da questo presupposto, nel reputare che le tre materie individuate possono superare il limite imposto dalla Corte costituzionale, paventa il rischio di una bocciatura della procedura da parte degli organi giurisdizionali.
Chiede, ad esempio, come sarà possibile trasferire la materia della protezione civile, che non è soggetta a delimitazioni geografiche in caso di eventi sovraregionali. Quanto alla materia della previdenza complementare e integrativa, rileva che, con il trasferimento di funzioni, nelle regioni interessate, potendosi prevedere il versamento dei contributi integrativi a livello regionale, si finirebbe per sottrarre risorse versate all’INPS a livello nazionale.
Afferma quindi che in ogni partito ci sono rappresentanti del Sud Italia, consapevoli che l’autonomia differenziata può colpire i cittadini e i territori particolarmente svantaggiati.
Osserva poi che il Governo investe 15.000 euro pro capite al Sud rispetto ai 19.000 di euro pro capite del Nord, conseguendo una differenza di spesa tra Nord e Sud Italia di circa 80 miliardi di euro.
Nel ribadire, infine, la propria contrarietà al trasferimento delle funzioni nelle citate materie alle Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, regioni notoriamente più solide, anche dal punto di vista fiscale, rileva come queste ultime possano trattenere per sé le risorse trasferite, con il rischio di sottrarre alle risorse centrali dello Stato oltre 200 miliardi di euro, di cui invece lo Stato necessita per livellare le sperequazioni territoriali del Paese.
Paventa, infine, il rischio di una sempre maggiore disparità sociale su base territoriale, motivo per cui ribadisce la propria netta contrarietà al provvedimento in esame.

Francesco MARI (AVS) dichiara di ravvisare nei provvedimenti in oggetto un’evidente forzatura e l’ennesimo atto di campagna elettorale da parte della maggioranza di Governo.
Ricorda, in proposito, come la Corte costituzionale abbia affermato che il trasferimento di funzioni non può riguardare genericamente intere materie ma esclusivamente specifiche funzioni adeguatamente individuate e giustificate, alla luce del principio di sussidiarietà, ed escluso determinate materie tra cui la previdenza, in assenza di una normativa organica in materia. Nel merito, sostiene che i partiti di maggioranza, pur consapevoli della cornice giuridica entro cui operare, tentano di aggirare le pronunce della Corte costituzionale per ragioni di natura elettorale.
Osserva, quindi, che nonostante il fallimento di diverse riforme promosse dall’attuale maggioranza, resta ancora in piedi il progetto dell’autonomia differenziata che, tuttavia, ritiene che sarà bocciato non solo dalla Corte costituzionale ma anche dai cittadini.
Nel rilevare, infine, che solitamente una sconfitta elettorale su un progetto o su una riforma determina un cambio di passo da parte del proponente, ritiene che i partiti di maggioranza non abbiano ancora imparato la lezione.

Silvio GIOVINE (FdI), relatore, nel dichiarare di non avere intenzione di entrare nel merito del dibattuto sull’autonomia differenziata, osserva che la stessa, prevista dall’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, viene invece considerata dai gruppi di opposizione come una sorta di sabotaggio dei princìpi costituzionali ad opera dell’attuale maggioranza.
Replicando agli interventi dei deputati Sarracino e Tucci, ricorda che nella materia della protezione civile è stato avviato, già da tempo, un percorso di decentramento delle diverse attività che vede le regioni gestire le calamità che interessano il proprio territorio mentre le grandi catastrofi continuano a rimanere in capo al Governo.

Mauro Antonio Donato LAUS (PD-IDP), pur riconoscendo le legittime e diverse posizioni politiche dei diversi schieramenti, sostiene che il quadro normativo delineato si pone in contraddizione con le finalità perseguite.
Nel dissentire dalle considerazioni espresse dal collega Sarracino, che prefigura un vantaggio delle regioni del Nord per effetto dell’autonomia differenziata, sostiene che quella della maggioranza è una posizione politica potenzialmente deleteria anche per le regioni che apparentemente ne potrebbero trarre vantaggio.
Facendo un parallelismo con quanto può accadere, in ambito aziendale, in caso di crisi di una o più unità produttive, afferenti a una medesima azienda operante a livello nazionale in diversi ambiti geografici, che può comportare la razionalizzazione o la chiusura di alcune delle predette unità produttive, osserva che nel nostro Paese, con riferimento al progetto dell’autonomia differenziata per determinate materie, sebbene la finalità della norma è dare più forza e potere a determinati territori, nella realtà si finisce per indebolire a livello sistemico anche le regioni più solide.
Sostiene, inoltre, che il vero tema è capire in che modo rafforzare la capacità di intervento attinenti alle materie in oggetto nelle regioni più deboli dal punto di vista finanziario, al fine di perseguire le finalità e gli obiettivi dichiarati, evitando così di arrecare danno al sistema Paese e non solo alle regioni del Sud Italia.
Dichiara, quindi, che sarebbe opportuno per le forze di maggioranza e di opposizione lavorare congiuntamente per perseguire la coesione del Paese, nonostante l’impianto della normativa vigente possa portare a raggiungere risultati diametralmente opposti.
Nel ritenere che la finalità prefissata dal legislatore non possa essere realizzata, ricorda l’orizzonte dell’unità nazionale da perseguire, motivo per cui intende stimolare i diversi partiti politici su un dibattito che possa portare il prossimo Governo a rivedere tutto l’impianto normativo legato al cosiddetto regionalismo differenziato.
Comunica, infine, che, per tale motivazione, il gruppo del Partito Democratico ha scelto di non presentare alcuna proposta alternativa di rilievi, non ritenendo emendabile l’impianto legislativo vigente.

Walter RIZZETTO, presidente, replicando ai deputati intervenuti, esprime delle considerazioni rispetto al tema della protezione civile, ricordando la nascita del moderno sistema di protezione civile dopo il terremoto in Friuli Venezia Giulia del 1976 e dietro impulso del coordinatore dei soccorsi Giuseppe Zamberletti.
Quanto al tema della previdenza complementare e integrativa, osserva che, al contrario di quanto affermato dal deputato Tucci, i versamenti alla previdenza complementare non sono corrisposti attualmente ad un Fondo presso l’INPS, ma a fondi o a piani individuali pensionistici, come i fondi assicurativi, che interessano talvolta determinati settori ma che comunque operano a livello nazionale. Peraltro l’articolo 10 degli schemi di intesa preliminare si limita a trasferire alle regioni interessate la possibilità di intervenire nell’ambito della vigilanza sui fondi pensione.
Rispetto al tema della protezione civile, in relazione alle quattro pre-intese siglate dalle Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, osserva che il principio della sussidiarietà nei confronti delle regioni è già contenuto nel decreto legislativo n. 1 del 2018, la cui logica fondante è proprio il principio di sussidiarietà che celebra il livello amministrativo più vicino al territorio.
Sottolinea, inoltre, come sia evidente che ogni regione abbia le proprie peculiarità, che sono poste a fondamento delle intese e diventano strumenti a disposizione delle regioni per affrontare le specificità dei loro territori.
Rivolgendosi quindi al collega Sarracino, fa presente che eventi di grande impatto e a carattere interregionale, classificati come eventi di tipo C – grandi catastrofi, come potrebbe essere, ad esempio, l’esondazione del fiume Tagliamento, di competenza sia della Regione Friuli Venezia Giulia sia della Regione Veneto, non sono contemplati all’interno delle intese tra Stato e regioni, in quanto la loro regia ricade sul Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei ministri – Sala Situazione Italia, il sistema operativo nazionale della Protezione civile.
Tanto premesso, nell’osservare che in capo alle regioni viene così posta una virtuosa responsabilità, che costituisce un passo in avanti nella gestione dei rischi sui propri territori, lamenta tuttavia la mancanza di protocolli regionali nella materia della protezione civile, che rappresenta uno dei principali colli di bottiglia nel sistema di decentramento della protezione civile italiana.

Tiziana NISINI (LEGA), associandosi alle considerazioni espresse dal Presidente Rizzetto, ricorda che il 22 ottobre 2017 le Regioni Lombardia e Veneto hanno tenuto due referendum consultivi regionali, entrambi favorevoli, per richiedere allo Stato maggiori forme e condizioni di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione. In seguito, il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, esponente del centrosinistra, ha scelto di intraprendere la medesima strada e promosso la deliberazione di una pre-intesa con il Governo, come pure ha fatto successivamente il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che aveva qualificato l’autonomia differenziata come un tema di sinistra.
In merito, rammenta tuttavia come, a seguito dell’approvazione della legge n. 86 del 2024 sull’autonomia differenziata, promossa dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie, onorevole Calderoli, il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani abbia scelto di ritirare il testo della citata pre-intesa, affermando la sua contrarietà rispetto al tema dell’autonomia differenziata ed arrivando persino a farsi promotore di un ricorso di legittimità costituzionale dinanzi la Corte costituzionale contro la legge Calderoli.
Osserva, infine, che la Corte costituzionale, pur avendo censurato alcuni aspetti della citata legge sull’autonomia differenziata, non ha sancito una bocciatura delle finalità della stessa, che trovano fondamento nell’articolo 116, comma terzo, della Costituzione.

Riccardo TUCCI (M5S), replicando all’intervento del Presidente Rizzetto, precisa che il problema relativo al trasferimento di competenze alle regioni in materia di previdenza complementare e integrativa riguarda la possibilità, ad esempio, per un lavoratore del Sud Italia di non poter beneficiare degli stessi istituti concessi a lavoratori dello stesso settore ma residenti nelle regioni del Nord interessate dal predetto trasferimento di competenze.

Walter RIZZETTO, presidente, precisa che, come desumibile dal capitolato delle predette pre-intese, il versamento dei contributi previdenziali integrativi è effettuato su base volontaria, ribadendo infine che il trasferimento di competenze alle regioni riguarda solamente la vigilanza sui fondi pensione.
Nessun altro chiedendo di intervenire, pone in votazione la proposta di rilievi formulata dal relatore, avvertendo che, se questa risulterà approvata, sarà preclusa la proposta alternativa di rilievi presentata dal gruppo del M5S.

La Commissione approva la proposta di rilievi del relatore.

La seduta termina alle 15.35.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 17 giugno 2026.

L’ufficio di presidenza si è riunito dalle 15.35 alle 15.40.

AUDIZIONI INFORMALI
Mercoledì 17 giugno 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO.

Audizione informale di rappresentanti di Confcommercio, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge C. 2733 Rizzetto e C. 2840 Aiello, recanti disposizioni in materia di servizi di supporto alla ricollocazione professionale dei lavoratori nei casi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, processi di riorganizzazione aziendale e delocalizzazione dell’attività produttiva.

L’audizione informale è stata svolta dalle 15.40 alle 16.05.

AVVERTENZA
I seguenti punti all’ordine del giorno non sono stati svolti:

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

COMITATO RISTRETTO

Riduzione dei termini per la liquidazione del trattamento di fine servizio dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche e rivalutazione dei limiti di importo per l’erogazione rateale del medesimo trattamento.
C. 1254 Alfonso Colucci e C. 1264 Bagnasco.

SEDE CONSULTIVA
Martedì 16 giugno 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO.

La seduta comincia alle 13.45.

DL 63/2026: Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della crisi dei mercati internazionali.
C. 2962 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla VI Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).

La Commissione inizia l’esame del provvedimento.

Silvio GIOVINE (FDI), relatore, illustrando il contenuto del disegno di legge C. 2962, approvato dal Senato, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 63, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della crisi dei mercati internazionali, fa presente, in relazione agli ambiti più direttamente riferibili alle competenze della XI Commissione, che l’articolo 1-quater dispone che il Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, di cui all’articolo 16-bis del decreto-legge n. 95 del 2012, è incrementato di 80 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026 per il finanziamento del rinnovo dei contratti collettivi di lavoro del trasporto pubblico locale e, pertanto, per garantire le coperture relative agli adeguamenti contrattuali previsti per i lavoratori del trasporto pubblico locale.
Formula, quindi, una proposta di parere favorevole.

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.

La seduta termina alle 13.50.

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