“L’assegnazione della gara d’appalto di Enel Italia per i servizi di back office e quality management nell’ambito del mercato libero ha aperto una fase di profonda incertezza tra i lavoratori del settore dei contact center. Per questo rivolgiamo un appello ai vertici Enel affinché le clausole sociali prevedano il riassorbimento dell’intera forza lavoro oggi presente e si continui a preferire agli algoritmi la formazione continua degli operatori, a maggior ragione trattandosi un’azienda con il 23,6% del capitale sociale detenuto dal Mef”. Lo dichiara il segretario nazionale dell’Ugl telecomunicazioni, Stefano Conti, che si dice preoccupato per la spinta verso l’intelligenza artificiale.
“Le prospettive deducibili dal testo del bando di gara, a causa di una spinta sempre più decisa verso automazione e intelligenza artificiale, preoccupano il sindacato – aggiunge – ancora di più perché i siti impattati (Potenza, Campobasso, Reggio Calabria e Sulmona) sono situati in aree particolarmente disagiate dal punto di vista occupazionale, dove i servizi di back office e customer care rappresentano una delle poche fonti stabili di impiego e quindi con conseguenze drammatiche per migliaia di famiglie.
Impatto negativo che potrebbe ricadere soprattutto sul personale femminile, che in questo settore rappresenta oltre il 70% della forza lavoro. Tutto ciò in aperto contrasto con le politiche europee di riduzione del gender gap e contrasto alla denatalità”.
Secondo l’Ugl telecomunocazioni “la clausola sociale prevista nel bando di gara rischia di essere totalmente svuotata della sua logica di tutela dei lavoratori, lasciando spazio a riduzioni di personale giustificate dall’efficientamento tecnologico o da processi di riorganizzazione, senza prevedere vincoli al riassorbimento integrale di tutti i lavoratori. Basta leggere come la valutazione tecnica del bando di gara assegni il punteggio più alto proprio all’automazione”.
Il sindacato aggiunge: “Non possiamo accettare che le innovazioni tecnologiche, invece di essere strumento di crescita, diventino un potenziale acceleratore di disoccupazione. L’Ia è un innegabile strumento di sviluppo per la crescita economica, ma innovazione e occupazione o viaggiano insieme o nel settore dei contact center avremo un futuro tecnologico con tassi di disoccupazione mai visti”.

























