Poche parole, all’interno della lunga informativa della premier in Parlamento, ma molto chiare: “nel Consiglio dei ministri che si terrà in vista della Festa dei Lavoratori, vareremo ulteriori regole per combattere il lavoro povero, rafforzando i diritti di quei lavoratori attraverso la contrattazione collettiva”. Giorgia Meloni annuncia cosi la mossa del governo su salari e contratti, confermando in sostanza quanto già anticipato dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon nei giorni scorsi. La premier non ha fornito dettagli sul tipo di provvedimento che il Cdm si appresta a varare, ma si è limitata a ricordare che “ci siamo molto occupati dei salari, in questi anni, in ultimo con la detassazione degli aumenti contrattuali, ma è evidente che esistono ancora sacche di lavoro povero che occorre affrontare”.
Va ricordato che l’annuncio di un intervento del governo sul tema, cosi come lo aveva descritto il sottosegretario al Lavoro, aveva riscosso l’unanime opposizione delle parti sociali, dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, alle associazioni delle imprese, da Confindustria a Confartigianato, tutti impegnati, da mesi, in una trattativa che ha come obiettivo proprio quello di rivedere le regole della rappresentanza, e dunque della contrattazione, allo scopo di disinnescare una volta per tutte quei contratti in dumping che abbassano i salari e riducono i diritti per i lavoratori. Il tipo di provvedimento che aveva descritto da Durigon, però, non sembra corrispondere a questi principi, ma semmai andare in direzione opposta, avevano commentato i rappresentanti di sindacati e imprese. Ma, soprattutto, i sindacati hanno sottolineato di non essere mai stati consultati da nessun esponente dell’esecutivo, su eventuali provvedimenti che tocchino materie di appannaggio specifico delle parti sociali.
E infatti Daniela Fumarola, leader della Cisl, commentando il discorso di Giorgia Meloni avverte: “la road map che ha in mente la premier va tracciata assieme alle parti sociali”. Nel discorso odierno al Parlamento, sottolinea Fumarola, la presidente del consiglio ha messo in fila “le maggiori sfide del paese, definendo una road map che va costruita insieme all’apporto responsabile delle parti sociali. Salvaguardia e promozione del lavoro, politiche espansive dei redditi, incremento della competitività e della crescita. E poi ancora: politica industriale, sanità e welfare, istruzione e innovazione, politiche abitative, pensioni e non autosufficienza, coesione sociale e territoriale. Un mosaico da comporre uniti, coinvolgendo ogni soggetto capace di dare un contributo costruttivo, a partire dal mondo del lavoro e delle imprese”.
Per la segretaria Cisl, “non c’è via migliore per dare stabilità ed equità a riforme e investimenti, cominciando dal nucleo di un accordo che punti a proteggere e rilanciare il lavoro pubblico e privato nei suoi aspetti qualitativi, nel protagonismo della contrattazione, nella sua capacità di esprimere maggiore produttività e valore aggiunto da redistribuire su salari più alti. La fine del PNRR, lo spettro della stagflazione e la crisi dei prezzi ci dicono che è arrivato il tempo delle scelte strutturali e condivise”.
Decisamente soddisfatto dell’annuncio di Meloni è Paolo Capone, segretario Ugl, che afferma di valutare ‘’positivamente’’ ” l’impegno del governo nel rafforzare le tutele dei lavoratori, con particolare attenzione a chi si trova in condizioni di maggiore vulnerabilità. Guardiamo con favore all’annuncio di nuove misure che saranno adottate nel prossimo Consiglio dei ministri del Primo Maggio, proprio per contrastare il fenomeno del lavoro povero”.
“In questo quadro, riteniamo significativi – ha spiegato Capone – gli interventi adottati finora per salvaguardare il potere d’acquisto e alleggerire il carico fiscale: il taglio del cuneo fiscale, la riduzione dell’Irpef, la tassazione agevolata sui premi di produttività, l’innalzamento del regime forfettario per i lavoratori autonomi e l’aumento delle pensioni minime. Anche la riforma fiscale, come sottolineato dalla presidente del Consiglio, si inserisce in questo sforzo per sostenere i redditi e i consumi. A questi risultati si aggiungono il miglioramento degli indicatori occupazionali e la solidità dell’economia, rafforzata dalla crescita degli investimenti esteri e dal ritorno all’avanzo primario. In tal senso, è fondamentale proseguire su questa strada, puntando su politiche del lavoro, formazione e investimenti, così da consolidare un mercato del lavoro stabile e accompagnare il rilancio della crescita”.
Nunzia Penelope
























