Si tenuta oggi a Roma presso la sede di Confindustria in viale dell’Astronomia, la seconda riunione della trattativa per il rinnovo del Contratto Nazionale dei Metalmeccanici Federmeccanica-Assistal. Al centro della riunione odierna il tema del salario, welfare e orario di lavoro, ma le distanze in particolare su salario e orario restano.
La richieste dei sindacati presentate nella piattaforma “non sono negoziabili”, afferma il segretario generale della Uilm-il, Rocco Palmobella, e per questo bisogna continuare a “presidiare il tavolo negoziale”, aggiunge il leader della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, che prosegue: “Abbiamo davanti un percorso lungo, dobbiamo lavorare insieme alla ricerca di soluzioni che avvicinino le nostre posizioni – come abbiamo fatto in un momento difficile come il contratto rinnovato in piena pandemia. Il contratto in scadenza – ha aggiunto – ha risposto in maniera positiva alla perdita causata dall’inflazione, oggi però dobbiamo fare un passo in più partendo dalla nostra piattaforma, che individua delle leve che ci permettono di far crescere e recuperare margini di produttività, contribuendo così ad aumentare il salario oltre all’IPCA prevista e raggiungere l’obiettivo delle 280 euro richieste”.
“Attraverso queste leve – prosegue – che sono la partecipazione, le relazioni industriali, possiamo insieme trovare gli elementi che consentano di modificare anche culturalmente l’approccio alla gestione d’impresa e con essa far crescere salari e produttività”.
Uliano ha fatto notare come la tassazione, sia a livello centrale, che locale con le aliquote marginali, erodono di quasi il 60% gli aumenti contrattuali. Insieme al fiscal drag, queste erodono la tenuta del potere d’acquisto dei salari. “Su questo – dice – serve su uno sforzo congiunto che punti a far detassare gli aumenti contrattuali”.
“Colgo favorevolmente la disponibilità di Federmeccanica sul tema di allargare la copertura della contrattazione del secondo livello – ha aggiunto Uliano -, certo l’elemento perequativo rappresenta un elemento tampone per quei lavoratori, ancora troppi, che non hanno la copertura contrattuale”.
Citando uno studio realizzato dalla Fiom-Cgil, il segretario generale dei metalmeccanici della Cgil, Michele De Palma, sottolinea un risultato in particolare: “La realtà dei profitti e dei salari in questi anni dice che su un campione di aziende metalmeccaniche di circa 1,5 milioni di addetti, nel 2019 gli utili sono stati 15,1 miliardi di euro, mentre nel 2022 sono stati realizzati 26,2 miliardi di utili netti. A fronte di questo, la spesa per il personale è diminuita da 66,2 miliardi di euro nel 2019 a 58,9 miliardi nel 2022. I profitti delle imprese sono cresciuti più dei salari delle lavoratrici e dei lavoratori, fermo restando il ruolo di tutela del potere d’acquisto negli ultimi due anni. Rispetto agli altri Paesi, europei il lavoro compensa problemi per le imprese di sistema”. Ma, prosegue, su tali basi, “la richiesta avanzata nella piattaforma riguardo all’aumento del salario di 280 euro mensili al livello C3 è assolutamente sostenibile. Gli aumenti contrattuali devono essere detassati e su questo serve un intervento legislativo del Governo, che può essere richiesto anche da un’azione congiunta delle parti interessate”.
Sull’estensione dell’elemento perequativo, come richiesto nella piattaforma, “Federmeccanica ha proposto un ragionamento ma senza una proposta specifica per estendere la contrattazione di secondo livello a coloro che sono esclusi”.
Quanto al capitolo del welfare, prosegue Uliano, “nella nostra piattaforma è stato costruito per rafforzare tutto ciò che è stato fatto in questi anni nei precedenti contratti. In particolare su Métasalute ritengo che l’elemento della solidarietà è sicuramente centrale, ma passa attraverso l’equilibrio e la tenuta economica del fondo rispetto alle prestazioni erogate”.
“Dobbiamo continuare a migliorare il welfare aziendale – sottolinea il leader della Uilm – rafforzando strumenti come Métasalute e Cometa. La pandemia ha messo a dura prova il sistema sanitario nazionale e l’assistenza sanitaria integrativa ha permesso a migliaia di lavoratori di accedere a cure e visite specialistiche fondamentali. Non può essere uno strumento sostitutivo, ma deve essere migliorato ancora per aiutare sempre più lavoratori. Così come Cometa è sempre più utilizzato e va ancora più valorizzato”.
Sui flexible benefit, invece, De Palma afferma che è stato confermato l’importo di 200 euro “senza alcuna apertura alla richiesta di 250 euro presente tra le richieste della piattaforma”. L’urgenza, aggiunge Uliano, è “intervenire lavorando insieme sulla ricerca di quelle necessità, che si vanno affacciando, di spesa sociale, come ad esempio l’assistenza ad un genitore anziano e dove le persone spesso restano sole. Sulla previdenza abbiamo la necessità che si continui a lavorare nella direzione del precedente rinnovo”.
Distanze anche sulla riduzione dell’orario di lavoro. “Federmeccanica non ha aperto – dice De Palma -. Per la Fiom-Cgil diventa sempre più necessario gestire la transizione industriale ed ecologica nella sua complessità anche introducendo nuove sperimentazioni di orario di lavoro”.
Tema, precisa Uliano, che “non è in contrapposizione allo sviluppo delle imprese, ma storicamente lo ha accompagnato. Il tema della riduzione oraria, inserito nella nostra piattaforma, analizza le esperienze fatte in questi anni in molte realtà lavorative e dice come la riduzione dell’orario può essere ripreso sperimentalmente dentro una dinamica di trasformazione che il lavoro sta vivendo, anche attraverso un investimento formativo”.
Per Rocco Palombella l’orario di lavoro: “È fondamentale per rilanciare le nostre industrie manifatturiere. È arrivato il momento di ridurre l’orario di lavoro settimanale a 35 ore a parità di salario, per attrarre le nuove generazioni, bilanciare vita e lavoro, per risolvere le crisi industriali e affrontare le transizioni ecologiche e digitali in atto. Per questo abbiamo chiesto la sperimentazione di questo strumento nelle aziende metalmeccaniche. Nelle aziende italiane ed europee dove questo è già una realtà c’è stato un incremento della produttività e un miglioramento del benessere dei lavoratori”.
“I no di Federmeccanica e Assistal non cambiano le richieste sull’aumento del salario e gli altri elementi economici come sulla sperimentazione della riduzione dell’orario – conclude il segretario generale della Fiom-Cgil -. Il contratto collettivo nazionale di lavoro rappresenta un elemento di solidarietà tra le lavoratrici e i lavoratori, per noi è la sfida fondamentale per difendere il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori, per migliorare condizioni di lavoro e diritti e rilanciare la centralità dell’industria nel futuro del nostro Paese”.
Anche per il leader della Uilm la partita resta aperta: “Sebbene la trattativa sia iniziata in salita, noi non ci arrendiamo perché siamo convinti delle nostre idee. Le nostre richieste sono giuste e non arretreremo al primo ostacolo. Federmeccanica e Assistal devono sapere – conclude Palombella – che andremo avanti, con il sostegno convinto dei nostri lavoratori che hanno approvato la piattaforma contrattuale di Fim Fiom Uilm con il 97% dei consensi. Non li deluderemo”.
Il prossimo incontro è previsto per il 27 giugno. Concludendo con Franchi: “Oggi inizia un percorso, le distanze sono molte ma andiamo avanti”.
e.m.


























