Confindustria ha rivisto ancora in ribasso le previsioni sulla crescita economica nel Paese. Gli economisti del Centro studi di via dell’Astronomia (CsC) hanno presentato oggi “Le sfide della Politica Economica” volume 12. Lo studio prevede che il Pil si attesterà a +0,7% nel 2011 ed a +0,2% nel 2012 (contro il +0,9% e il +1,1% indicati a giugno), con “rischi ulteriori all’ingiù”. “L’Italia – si legge – soffre di “un mal di lenta crescita che va aggredito con una terapia d’urto”.
Il CsC sottolinea anche la crescente povertà del paese. La verità di un benessere declinante per gli italiani è calcolata dal Centro studi di Confindustria in termini di Pil procapite che, stimano gli economisti di viale dell’Astronomia, sarà l’anno prossimo del 6,9% inferiore a quanto era nel 2007 ed ai livelli del 1999. “Ai dieci anni perduti se ne sono aggiunti altri tre. Ed in termini relativi, rispetto all’europa, il reddito degli italiani passa dal 107% nel 1996 al 93% nel 2012”
Anche sul fronte del lavoro le cose non vanno meglio. Il 2012 si chiuderà con 729mila unità di lavoro in meno rispetto al 2007, inizio della crisi. Il dato è calcolato considerando il dato statistico delle unità di lavoro equivalenti a tempo pieno (al netto della cassa integrazione).
“Il mercato del lavoro rimane imballato, l’occupazione ancora frenata”, indicano gli economisti di viale dell’Astronomia. Che spigano: la flessione dei livelli di attività nel terzo trimestre di quest’anno ha interrotto il rilancio della domanda di lavoro iniziato a fine 2010. Confindustria stima che le unità di lavoro aumenteranno del +0,9% quest’anno “grazie al trascinamento 2010, mentre nel 2012 l’aumento si fermerà al +0,2%”.
Confindustria sottolinea anche “tendenza a diventare strutturale della disoccupazione, e l’allarme per la disoccupazione: dati che potranno avere effetti negativi sul potenziale di crescita dell’economia”. (LF)
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