Secondo una bozza della direttiva Ue sulla riforma del lavoro interinale, che darebbe ai lavoratori in questo settore gli stessi diritti di cui godono attualmente i dipendenti a tempo indeterminato, i lavoratori con contratti a tempo avrebbero diritto allo stesso trattamento economico dei lavoratori con contratti di lungo termine che svolgono attività equivalenti.
La prevista proposta Ue -che potrebbe coprire anche altre voci in busta paga come i contributi pensionistici e le ferie, scrive il Financial Times- non piace però agli industriali britannici. La testata sottolinea infatti che il direttore generale della Cbi (la Confindustria britannica), Digby Jones, ha già scritto al presidente della Commissione europea Romano Prodi esortandolo a rivedere la proposta.
La prevista direttiva, secondo Jones, “danneggerebbe” il mercato del lavoro britannico. Intervistato oggi dall’emittente radiofonica della Bbc, ‘Radio 4’, il direttore generale della Cbi ha affermato: “La flessibilità del mercato del lavoro potrebbe essere seriamente minacciata” da questa proposta.
Una simile direttiva, ha proseguito Jones, potrebbe mettere a rischio la posizione della Gran Bretagna, che oggi gode dell’economia più in forma d’Europa. “È deprimente che l’Europa decida di cercare di portare tutti verso una sorta di minimo comune denominatore – ha sottolineato Jones alla Bbc -.Questo è socialismo proveniente direttamente da Bruxelles”.
Allo stesso tempo, l’associazione dei sindacati britannici (la Tuc), ha però accolto positivamente la bozza di proposte sottolineando che i salari più bassi per i lavoratori interinali minano la motivazione della forza lavoro e agiscono da freno alla produttività.
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