Confcommercio esprime apprezzamento per quanto sembra emergere per l’impostazione del “Decreto 1 Maggio” in fase di predisposizione da parte del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il provvedimento, infatti, “recepisce le istanze e le preoccupazioni espresse dal presidente della Confederazione, Carlo Sangalli, in merito alla necessità di tutelare il valore della contrattazione collettiva di qualità. E la scelta di superare l’iter della legge di delega in materia di contrattazione rappresenta un passaggio condivisibile”. Lo ha comunicato Confcommercio in una nota.
Confcommercio “aveva già evidenziato come un percorso di delega rigido non avrebbe permesso di valorizzare adeguatamente i contratti sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative”.
“Con questo nuovo orientamento – prosegue la nota – il governo dimostra di voler tutelare il confronto diretto tra le parti sociali. È essenziale, infatti, che il tema della rappresentanza e della definizione di un “salario giusto” resti affidato alla dialettica tra le organizzazioni datoriali e sindacali leader, le uniche capaci di interpretare le reali dinamiche dei settori e di contrastare efficacemente il dumping contrattuale. Confcommercio apprezza, dunque, la sensibilità del Ministro Calderone nel voler garantire risposte celeri senza sovrapporsi al processo di confronto che le parti sociali stanno portando avanti con responsabilità. Affidare la valorizzazione dei salari alla contrattazione leader, anziché a automatismi legislativi, è la via maestra per coniugare la dignità del lavoro con la competitività delle imprese”.
Per Confcommercio, “lasciare spazio all’autonomia negoziale delle parti più rappresentative è l’unico modo per garantire soluzioni flessibili e mirate contro il carovita, promuovendo al contempo un mercato del lavoro dinamico e sicuro per giovani e donne”. Confcommercio ribadisce la propria disponibilità a proseguire il dialogo con il ministero del Lavoro per “assicurare che il provvedimento finale consolidi il patto di fiducia tra Stato e corpi intermedi, nell’interesse del sistema-Paese”.


























