Raffaella Vitulano
Israele potrebbe ritornare sulla decisione di abbandonare la Conferenza dell’Onu sul Razzismo e partecipare di nuovo ai lavori di Durban, ma a condizione che le delegazioni arabe siano meno intransigenti.
”Siamo molto delusi dalla direzione riprovevole che ha preso la conferenza sotto l’effetto di certi governi” ha dichiarato ieri Bill Jordan, segretario generale della Cisl Internazionale (Icftu) in riferimento alla decisione di Stati Uniti ed Usa di abbandonare la conferenza sul razzismo e la xenofobia.
”E’ un’opportunità unica che il mondo affronti questioni così cruciali, un’occasione che che rischia sfortunatamente di non avere seguito” ha aggiunto Jordan, che guida a Durban una delegazione di circa 60 dirigenti sindacali giunti dal mondo intero. All’interno del movimento sindacale internazionale, nessuno dubita che le prime vittime di questo drammatico colpo di scena saranno coloro che, nel quotidiano, si scontrano col razzismo e la xenofobia nei luoghi di lavoro, il mercato del lavoro e la società.
Una nuova bozza di risoluzione finale, con un tentativo di compromesso inteso a salvare i lavori, è stata intanto presentata oggi su iniziativa del governo sudafricano alle delegazioni partecipanti alla Conferenza delle Nazioni Unite sul razzismo: lo sforzo di mediazione si è concentrato sui termini relativi alla situazione del Medio Oriente, dopo che la formulazione contenuta nella bozza precedente aveva provocato, ieri sera, il ritiro delle delegazioni di Stati Uniti ed Israele.Secondo un portavoce dell’Unione Europea, il testo della nuova bozza di risoluzione ”offre una base accettabile di discussione”. Il movimento sindacale internazionale è sempre più determinato a mantenere la pressione per assicurare che la dichiarazione finale faccia esplicitamente riferimento al razzismo sui luoghi di lavoro.
Per il movimento sindacale, l’appuntamento di Durban costituisce un’occasione unica di confrontare la propria esperienza con altri partecipanti e per far valere le proprie rivendicazioni su questi temi cruciali. La Icftu propone un nuovo piano d’azione elaborato in concertazione con i sindacati affiliati e un dossier che riprenda i punti di lavoro già definiti in quest’ambito. I sindacati insistono inoltre sulla necessità, per gli imprenditori, d’adottare vere politiche d’uguaglianza che limitino e, in futuro, sradichino la discriminazione razziale nei luoghi di lavoro. L’adozione di tali politiche – sostengono- non è solo una questione di decenza, ma anche di buonsenso economico. Il razzismo al lavoro colpisce infatti non solo la fiducia e il morale dei lavoratori, ma possiede anche un effetto deleterio sull’efficacia e la produttività.



























