Nel quarto trimestre del 2025 il Pil, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% rispetto al quarto trimestre del 2024. Lo ha reso noto l’Istat confermando le stime preliminari. Il quarto trimestre del 2025 ha avuto due giornate lavorative in meno del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al quarto trimestre del 2024. La variazione acquisita per il 2026 è pari allo 0,3%.
Nel quarto trimestre, il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,4% negli Stati Uniti, dello 0,2% in Francia e dello 0,3% in Germania. In termini tendenziali, si è registrata una crescita del 2,2% negli Stati Uniti, dello 0,4% in Germania e dell’1,2% in Francia. Nel complesso, il Pil dei paesi dell’area Euro è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,3% nel confronto con il quarto trimestre del 2024.
In termini congiunturali, si registra la crescita dei due principali aggregati della domanda interna, più debole per i consumi finali nazionali (+0,1%) e più sostenuta per gli investimenti fissi lordi (+0,9%). Per contro, con riferimento alla domanda estera, si stima un calo delle esportazioni dell’1,2% e un aumento delle importazioni dell’1,0%.
La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito per 0,3 punti percentuali alla crescita del Pil: +0,1 punti i consumi finali di famiglie, ISP e amministrazioni pubbliche (AP) e +0,2 punti gli investimenti fissi lordi.
Per contro, il contributo della domanda estera netta alla variazione del Pil è risultato negativo per 0,7 punti percentuali, mentre la variazione delle scorte ha contribuito positivamente per 0,7 punti percentuali.
Dal lato dell’offerta, si registrano andamenti congiunturali positivi del valore aggiunto in tutti i principali comparti produttivi: +0,2% nell’agricoltura, +0,8% nell’industria e +0,1% nei servizi.




























