Resta aperta la vertenza ex Ilva dopo l’incontro che si è svolto oggi al Ministero del Lavoro. Un confronto giudicato interlocutorio dalla Fiom-Cgil, che torna a chiedere misure concrete per la tutela occupazionale, il sostegno al reddito e la gestione della transizione industriale, anche alla luce delle mobilitazioni che nelle ultime settimane hanno interessato tutti gli stabilimenti del gruppo.
“È importante l’incontro che si è svolto oggi al Ministero del Lavoro. Veniamo da settimane di mobilitazione in tutti gli stabilimenti dell’ex Ilva. I lavoratori lottano per il loro futuro, per l’occupazione, la decarbonizzazione e la garanzia della salute e dell’ambiente. L’incontro di oggi, tuttavia, è stato interlocutorio”, ha sottolineano in una nota Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia della Fiom-Cgil.
Per il sindacalsta, occorre prevedere strumenti a tutela dei lavoratori dell’ex Ilva, a partire dalle uscite volontarie e dai pensionamenti anticipati, riconoscendo il lavoro usurante e i rischi conseguenti all’esposizione all’amianto e alle sostanze inquinanti. In merito al decreto approvato “riteniamo che invece vada costruito un accordo presso il Ministero del Lavoro di gestione degli ammortizzatori sociali – precisa – anche per quanto riguarda le aziende dell’indotto.”
Riguardo alla cassa integrazione, “è chiaro che i lavoratori – conclude – non dovranno mai rimanere scoperti nella fase di transizione e che occorre garantire l’integrazione salariale”. Il prossimo tavolo al Ministero del Lavoro sarà convocato probabilmente dopo l’incontro del 27 ottobre a Palazzo Chigi.



























