Giornata difficile, l’ennesima, per l’ex Ilva. Nello stabilimento di Taranto questa mattina si e’ verificato un altro incidente mortale: Loris Costantino, trentaseienne operaio dell’indotto dell’ex Ilva di Taranto, Gea power, è precipitato da un’altezza di circa 10 metri. Da inizio anno è il secondo incidente mortale per l’ex Ilva: il 12 gennaio, per il cedimento di un piano di calpestio al convertitore 3 dell’acciaieria 2, perse la vita l’operaio Claudio Salamida. Immediata la reazione dei sindacati dei metalmeccanici, con la proclamazione di uno sciopero di 24 ore. E tutto questo proprio quando il governo si era finalmente deciso a incontrare i rappresentanti dei lavoratori a Palazzo Chigi.
“La perdita di vite umane- ricordano Fiom Fiom e Uilm con una nota unitaria- rappresenta una ferita aperta nel nostro Paese e richiede un intervento immediato e deciso. Abbiamo denunciato più volte la condizione di pericolosità degli impianti e dei luoghi di lavoro in seguito alle mancate manutenzioni. Riteniamo inaccettabile che si continui a pagare con la vita le conseguenze di una gestione inefficace che non garantisce né la sicurezza né tantomeno previene le situazioni di rischio. Per questo chiediamo il superamento della fase commissariale con la definizione di un assetto proprietario in cui lo Stato detiene la maggioranza e la gestione”. Da tempo il sindacato rivendicava l’urgenza di interventi di manutenzione strutturali e controlli più severi sugli impianti e sui processi produttivi: gli infortuni mortali di Claudio Salamida e di Loris Costantino, proseguono Fiom Fiom e Uilm, “si dovevano evitare. La sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere una priorità assoluta”.
Caso vuole che, proprio poco prima dell’incidente mortale, sia arrivata la tanto attesa convocazione di Palazzo Chigi, per fare il punto sul destino, sempre più incerto, del gruppo siderurgico. Convocazione fortemente richiesta dai sindacati, che avevano minacciato di autoconvocarsi a Palazzo Chigi il 9 marzo. Per Fim, Fiom e Uil, a questo punto, la convocazione del governo ” deve servire a tutelare la vita e la salute dei lavoratori prima di tutto”, oltre che “a risolvere la vertenza”: “chiediamo alle Istituzioni di intervenire con fermezza e responsabilità – concludono – la tutela della vita delle lavoratrici e dei lavoratori resta il nostro impegno fondamentale. Per queste ragioni Fim, Fiom e Uilm proclamano 24 ore di sciopero a partire dalla giornata di oggi per i lavoratori diretti e in appalto.”
Commenti sdegnati anche dai sindacati confederali. Daniela Fumarola, leader Cisl, afferma: “di fronte all’ennesima tragedia sul lavoro all’ex Ilva di Taranto, il cordoglio e la vicinanza alla famiglia dell’operaio deceduto, si uniscono ad una preoccupazione estrema: non è accettabile continuare a contare vittime nei luoghi di lavoro. È evidente che in troppi casi continuano a mancare adeguata manutenzione, controlli rigorosi e investimenti sulla sicurezza. La tutela della vita deve essere una priorità assoluta, senza deroghe e senza rinvii”.
Per la Uil, parla la segretaria Ivana Veronese: “Siamo amareggiati e indignati. Come possiamo continuare a far finta di non vedere le gravi carenze in tema di salute e sicurezza in cui versa l’acciaieria di Taranto? E le condizioni inaccettabili in cui operano i suoi lavoratori, che siano diretti o in appalto? Basta”.
“Loris Costantino, morto appena poche ore fa, era un giovane lavoratore con qualche anno in meno di Claudio Salamida, morto lo scorso 12 gennaio – aggiunge – non si può morire così: due persone, allo stesso modo, in un’acciaieria che evidentemente ha problemi di manutenzione, controlli, verifiche e azioni che permettano alle persone di lavorare in sicurezza. Chi si assume ora la responsabilità di queste due morti? Chi pagherà per la vita di Loris e per quella di Claudio? Perché queste due morti non possono restare impunite. Ma non si può nemmeno stare con le mani conserte ad attendere la prossima vita messa in discussione”.
“Aspettando che la magistratura intervenga anche stavolta – conclude Veronese – non arretreremo nel pretendere che chi sarà ritenuto responsabile paghi per queste due vittime innocenti, ma anche che si mettano subito in campo misure di tutela per chi lavora”.























