Secondo i dati di uno studio condotto da Nomisma, società di ricerche e analisi economiche, nel 2015 gli investimenti esteri in Italia hanno mosso capitali per 52,6 miliardi di euro, realizzando 456 operazioni finalizzate all’acquisizione di aziende italiane.
In particolare, l’Emilia Romagna è risultata la seconda regione, subito dopo la Lombardia, per attrattività economica: circa 10,43 miliardi di euro spesi in un solo anno da multinazionali e grandi aziende straniere per assumere il controllo di imprese con sede in regione.
Il presidente di Federmanager Bologna, Eliana Grossi, considera questo “passaggio in mani straniere” non una perdita per la Regione, bensì “funzionale a realizzare una crescita dell’impresa tale da renderla più competitiva nel contesto internazionale.”
Il presidente nazionale di Federmanager, Stefano Cuzzilla, sottolinea quanto la creatività e la capacità di “porsi da outsider” dei manager italiani riesca a risultare “competitiva e attrattiva malgrado gli handicap tipici della “italianità”. Queste qualità, infatti “sono le caratteristiche più apprezzate nei manager italiani: quando un’azienda viene acquisita, la nuova proprietà lascia volentieri i nostri direttori tecnici a guidare la trasformazione.”
“La sfida per il nostro Paese consiste anche nel superare le barriere che ostacolano il flusso di investimenti in entrata”, chiarisce Cuzzilla, come ad esempio le difficoltà di accesso al credito, l’ insufficiente promozione dei brevetti e dei marchi, la burocrazia invalidante e “non da ultimo, un sistema giudiziario lento e incerto. È necessario ripensare la strategia degli investimenti – conclude Cuzzilla – puntando su ricerca, formazione e sviluppo delle reti infrastrutturali, a partire da logistica e trasporti, elettricità e fonti di energia, digitale e banda larga.”
Saranno questi i temi affrontati nel corso del dibattito “L’Emilia Romagna e le imprese estere”, che si svolgerà oggi all’Hotel Savoia Regency di Bologna.





























