“Il Governo continua a temporeggiare sull`apertura del tavolo di confronto per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, nonostante le numerose mobilitazioni del sindacato e il malcontento sempre più diffuso dei lavoratori”. Lo dice il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo.
Secondo i dati Eurostat 2010, l`Italia è l`unico paese in Europa in cui il numero dei dipendenti pubblici è calato in modo considerevole: rispetto al 2001, in Irlanda è aumentato del 36,1%, del 29,6% in Spagna, del 9,5% nel Regno Unito, del 5,1% in Francia e persino nella rigorosa Germania del 2,5%, mentre in Italia il numero dei dipendenti è in costante diminuzione (-4,7%). Fino al 2002, i lavoratori pubblici erano tre milioni e mezzo, per scendere di oltre duecentomila unità dal 2010, col blocco delle assunzioni e dello spostamento in avanti dei requisiti per il pensionamento. Secondo i dati Ocse, nel 2014, il numero degli impiegati pubblici italiani è di 3.232.954.
L`incidenza sul Pil della spesa per gli stipendi dei dipendenti pubblici nel 2013 (10,3%) è in linea con la media dei Paesi dell`euro, con un valore inferiore a quello francese (13,0%) e britannico (10,6%). Anche il costo pro capite dei dipendenti pubblici è nella media dei paesi europei. Gli effetti del blocco della contrattazione hanno causato una perdita di potere d`acquisto delle retribuzioni: da gennaio 2009 al luglio 2015 i pubblici dipendenti hanno perso, in media, a seconda dei comparti, dai 1.424 euro annui ai 2075 euro anni. A fronte di tutto ciò, con circa 650mila dollari, i dirigenti pubblici italiani (dati Ocse 2011) percepiscono le retribuzioni annue in assoluto più elevate nell`area Ocse.
“Questi dati – conclude Foccillo – dimostrano che la situazione della pubblica amministrazione in Italia e, in particolare, dei dipendenti pubblici è fortemente penalizzata dal blocco delle retribuzioni e del turn over, dallo stallo della situazione contrattuale, ferma dal 2009 e dalla mancanza di una riforma seria ed efficace”.
“I dipendenti pubblici – prosegue – hanno dovuto subire l`umiliazione di un misero appostamento di risorse in legge di stabilità, 300 milioni di euro, utili a un aumento contrattuale talmente esiguo da essere fasullo. Il servizio pubblico impiego della Uil ha portato avanti un`analisi dettagliata dei dati, elaborati da istituti di statistica nazionali e internazionali, che, negli anni, hanno descritto lo stato della pubblica amministrazione e dei suoi dipendenti, che sono risultati essere tra i meno numerosi in Europa, in relazione al numero degli abitanti. Non solo: negli anni del blocco del turn over il personale dipendente si è invecchiato, mentre gli stipendi sono rimasti al palo con un potere d`acquisto sempre più scarso”.
























