È stato ritrovato senza vita Sadam Houssain, cittadino pachistano di 32 anni scomparso lo scorso 4 agosto da Borgo Mezzanone, nei pressi di Manfredonia. Il giovane, in Italia da oltre 20 anni e impiegato come bracciante agricolo, è stato rinvenuto nel bagagliaio della sua auto, a pochi chilometri dalla baraccopoli dove viveva. Sono state avviate le indagini dei carabinieri. La Procura di Foggia ha aperto un fascicolo per omicidio, al momento senza indagati.
Cordoglio dalla Fai Cisl Puglia. Per il segretario generale regionale, Antonio La Fortuna, si tratta di “un’immane tragedia che colpisce ancora una volta il mondo del lavoro agricolo e l’intera comunità regionale. Sadam era arrivato in Italia inseguendo un sogno di riscatto e dignità per sé e per la sua famiglia, ritrovandosi invece intrappolato in un sistema di sfruttamento e in luoghi indegni di un Paese civile. Questa morte deve scuotere le coscienze di tutti”.
Il sindacato ribadisce la necessità di un’azione strutturale e di un profondo cambiamento di prospettiva. “Serve urgentemente un salto culturale importante – sottolinea La Fortuna – che riguardi sia il tema dell’immigrazione sia quello agricolo e produttivo nel suo complesso. Dobbiamo passare a una maggiore e condivisa presa di consapevolezza da parte di tutti i soggetti istituzionali, datoriali e sociali per porre fine finalmente a questi episodi che sfociano in tragedie inenarrabili. Non possiamo più tollerare che i lavoratori continuino a vivere in condizioni disumane nei ghetti, veri e propri inferni che diventano prigioni a cielo aperto”.
La Fai Cisl Puglia si unisce all’appello lanciato dal sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca, chiedendo che sia fatta piena luce sull’accaduto e che giustizia venga compiuta per Houssain e per tutti i lavoratori invisibili che ogni giorno tengono in piedi la filiera agroalimentare a prezzo della propria dignità e, troppe volte, della propria vita.





























