“C`è un po` di rimpianto. E’ un ricordo misto. L`anno scorso, tra Natale e Capodanno, Camusso venne a trovarmi a Torino tutto in maniera discreta nessun giornalista lo seppe e questo fu un vantaggio e ricordo che abbiamo parlato per circa cinque ore. Stacanoviste entrambe, io non gli offrii nemmeno un caffè”. Lo ha detto il ministro del Welfare, Elsa Fornero, all’Infedele su La7.
“Abbiamo parlato nel merito delle cose senza interferenze di appartenenza: una il professore, l`altra il sindacalista – ha proseguito – abbiamo parlato del mercato del lavoro. Ci sono tanti che dicono ‘bisogna far così o colà’ e molti colleghi che rappresentano le cose in maniera troppo semplificata. Il mercato del lavoro è molto difficile”. Fornero si è detta delusa dal leader della Cgil “nel non voler capire che c`era da parte mia un sincero tentativo di risolvere i problemi. Sono quelli dei lavoratori e delle imprese. Io ho cercato di fare un riforma che guardasse entrambi”. Sul leader di Sel, Nichi Vendola, il ministro del Welfare ha aggiunto: “Sono rimasta amareggiata di certi attacchi di Vendola. Posso rispondere a Vendola anche dicendo ‘stiamo aiutando le persone quando continuiamo a chiedere cassa integrazione in deroga?’ Proprio nella sua regione ci sono lavoratori che sono assistiti monetariamente da vent`anni”.
Fornero è ritornata anche sulle lacrime versate nella conferenza stampa per illustrare la riforma delle pensioni. “Due lacrimucce di Fornero sono state ridicolizzate per un anno – ha concluso – mentre quello di Vendola sono un segno di sensibilità virile per non parlare di quelle di Bersani”. (LF)
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