La scorsa settimana a Roma si sono verificati altri episodi di “controlli a tappetto” dei migranti in Piazza Vittorio Emanuele II e l’ennesimo sgombero di Baobab. Il segretario della Cgil di Roma e Lazio ha preso parola dichiarato: “Una città ferma, ripiegata su se stessa, in forte crisi d’identità avrebbe bisogno di moltiplicare le esperienze mutualistiche, invece le uniche risposte che arrivano sono repressive e securitarie. Certo, per la politica è più facile parlare alla pancia del paese, ma è anche il modo migliore per contribuire allo sfaldamento del tessuto sociale, mettendo gli ultimi contro i penultimi. Aspettiamo da un anno un gesto politico degno della Capitale d’Italia, ma a oggi assistiamo soltanto a sterili polemiche. Il fenomeno migratorio è parte costituente la società moderna e non c’entra né con la sicurezza né con le emergenze. La sindaca Raggi batta un colpo e cominci a dare delle risposte, a partire dall’attivazione di un hub per l’accoglienza dei transitanti e condividendo con la società civile un modello di accoglienza evoluto e democratico. La scorsa settimana la rete Romaccoglie, di cui la Cgil di Roma e Lazio fa parte, si è confrontata con la politica e le istituzioni, registrando un’assenza allarmante: quella di Roma Capitale”.
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