Scrivere la recensione di un libro non è mai cosa facile.
Si rischia sempre di trascurare aspetti che l’autore, in questo caso gli autori, ritenevano di fondamentale importanza.
Nel caso poi, del libro “il sindacato negoziatore” di Adolfo Braga e Mimmo Carrieri il rischio appare ancora più evidente.
A mio parere, nel testo, non parla solo del sindacato e del suo mestiere: la contrattazione, ma si esplora diversi aspetti di fondamentale importanza.
Per esempio il diverso ruolo del sindacato negli assetti istituzionali in alcuni paesi europei evidenziando, molto bene, come questo ruolo sia, da un lato, il risultato della propria azione contrattuale, dall’altro il risultato di un contesto di riferimento che ha sempre una propria storia e proprie specificità.
In questo senso la comparazione aiuta a evitare errori nella ricerca di un “modello ideale” da perseguire. La storia dei sindacati e della contrattazione in Europa è troppo ricca e variegata per essere ridotta ad un unico modello di riferimento e questa ricchezza è il frutto di una interazione forte con la caratteristica principale delle democrazie europee post-belliche, cioè di essere “società plurali”.
Il libro poi correttamente cerca di individuare il rapporto, molto forte, tra modelli organizzativi aziendali, il caso Melfi assume un aspetto paradigmatico, e l’evolversi della funzione sindacale. Il dilemma tuttora irrisolto tra logica partecipativa e logica conflittuale appare evidente, anche se a mio parere questa contrapposizione non aiuta ad individuare una sintesi superiore.
Gli ultimi capitoli sono una accurata analisi del “mestiere del negoziatore” e in modo particola di quello del sindacalista dei lavoratori, il cui obiettivo è negoziare tutele collettive in ambiti complessi, non solo l’azienda.
In questi ultimi capitoli si mettono in evidenza sia le logiche della negoziazione collettiva, con le sue specificità, sia le tecniche negoziali, che servono per rendere questa negoziazione efficace e produttiva.
E’ un libro dedicato a chi svolge questo mestiere, quello del sindacalista, e a chi, questo strano soggetto, che è il sindacato intende studiarlo senza preconcetti ideologici, ma il suo grande merito è quello di porre al centro l’affermazione perentoria del “sindacato negoziatore” proprio per sottolineare che questo non è un ossimoro. Di questi tempi ce n’è di bisogno.
Luigi Marelli
























