Con la convinzione “il lavoro decide il futuro della Sicilia”, la FlaiCgilsiciliana intende lanciare alle istituzioni, attraverso il VI’ Congresso regionale, la sfida per lo sviluppo dell’agroalimentare. “Rispetto ad una fase di crisi economica pesante, mai vista dal secondo dopoguerra, afferma il segretario generale della Flai Sicilia Tripi in una nota, noi riteniamo che la Sicilia può avere una prospettiva futura, se punta le proprie energie e le proprie risorse sullo sviluppo sostenibile del settore agroalimentare, sulla salvaguardia dell’ambiente e del territorio e sulla economia verde, attraverso il pieno ed efficiente utilizzo delle risorse comunitarie e del Piano di Sviluppo rurale per il periodo 2014/2020”. La Sicilia ha un consistente patrimonio di terreni e aziende agricole confiscate alla Mafia, che benissimo potrebbero ritornare alla collettività attraverso cooperative fatte da giovani che vogliono cimentarsi nel settore. “La Sicilia, continua il segretario Flai, ha un immenso patrimonio materiale e immateriale, che parla e ci racconta quali sono stati e quali sono le vere vocazione produttive e occupazionali della nostra terra. L’attuale modello sociale ed economico fondato sul neoliberismo ha impoverito la redditività della piccola e media azienda agricola, che rappresenta il 70% del settore, e schiavizzato il lavoro in agricoltura, il cui controllo, in buona parte, è nelle mani dei caporali e della criminalità organizzata”.
Per questo, “produrre alimentare, rispettando lavoro e dignità delle persone e dei lavoratori”, “si può e lo dimostreremo”. A partire dalla legge su un nuovo mercato del lavoro in agricoltura.
“Nel chiedere agli altri affinché facciano la propria parte, conclude Tripi, c’è un aspetto politico-sindacale che riguarda anche noi: bisogna ridiventare sindacato dei diritti e della contrattazione, sindacato di strada per continuare a tutelare e a difendere diritti e dignità delle lavoratrici e dei lavoratori che rappresentiamo”.
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