Secondo le stime preliminari dell’Istat, l’inflazione evidenzia una variazione del -0,2% su base mensile e del +1,6% su base annua (come nel mese precedente).
I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona, il cosiddetto ‘carrello della spesa’, decelerano da +3,4% a +3,2% e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano (da +2,3% a +2,7%).
La stabilità del tasso d’inflazione sottende andamenti differenziati dei diversi aggregati di spesa: in rallentamento i prezzi degli Alimentari non lavorati (da +5,6% a +4,8%), in accelerazione quelli degli Alimentari lavorati (da +2,7% a +3%) e degli Energetici regolamentati (da +12,9% a +14%), a cui si aggiunge la ripresa dei prezzi degli Energetici non regolamentati (da -6,3% a -5,2%).
Nel mese di settembre l'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, resta invariata (a +2,1%) e quella al netto dei soli beni energetici rallenta (da +2,3% a +2,1%).
La crescita tendenziale dei prezzi dei beni si accentua lievemente (da +0,6% a +0,7%), mentre quella dei servizi si attenua (da +2,7% a +2,6%). Pertanto, il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni si riduce, portandosi a +1,9 punti percentuali (dai +2,1 del mese precedente).
La variazione congiunturale negativa dell’indice generale riflette soprattutto la diminuzione dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-3,3%), parzialmente attenuata dalla crescita dei prezzi degli Alimentari non lavorati (+0,6%).
L’inflazione acquisita per il 2025 è pari a +1,7% per l’indice generale e a +2% per la componente di fondo.
In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo registra una variazione pari a +1,3% su base mensile, per effetto della fine dei saldi estivi di cui il Nic non tiene conto, e a +1,8% su base annua (da +1,6% del mese precedente).




























