Divise scolastiche, kit di videosorveglianza, carbonella per barbecue, tappetini per il bagno e articoli per campeggio. Sono questi alcuni dei nuovi prodotti che fanno il loro ingresso nel paniere Istat 2026 per il calcolo dell’inflazione. Non vi sono, invece, prodotti in uscita dal paniere.
I principali elementi di novità che accrescono la copertura delle spese per consumi delle famiglie – ha spiegato l’Istat – riguardano i seguenti aggregati di prodotto a rilevazione territoriale: Uniformi scolastiche, al cui interno vengono rilevati i grembiuli scolastici per bambini e le uniformi scolastiche per ragazzi, che confluiscono nella classe Indumenti; Accessori per l’abbigliamento, al cui interno vengono rilevati i filati per maglia e uncinetto, che confluiscono nella classe Altri articoli di abbigliamento e accessori per l’abbigliamento; Apparecchiature di sicurezza, al cui interno vengono rilevati i kit di videosorveglianza per segnalare i tentativi di furto, che confluiscono nella classe Attrezzature e prodotti di sicurezza per la manutenzione e la riparazione dell’abitazione; Carbone di legna, al cui interno vengono rilevate carbonella o bricche di carbone per barbecue, che confluiscono nella classe Combustibili solidi; Altri tessili per la casa, al cui interno vengono rilevati i tappetini per il bagno, che confluiscono nella classe Tessili per la casa; Servizi di trasporto di emergenza di pazienti e soccorso di emergenza, al cui interno si rileva il trasporto con ambulanza privata, che confluisce nella omonima classe; Articoli per campeggio e per attività ricreative all’aperto, al cui interno vengono rilevati tende e zaini da campeggio, che confluiscono nella classe Articoli sportivi, per campeggio e per attività ricreative all’aperto.
A questi si aggiunge il nuovo aggregato a rilevazione centralizzata: Software, esclusi i giochi, al cui interno vengono rilevati software e antivirus, che confluiscono nella omonima classe.
Nel 2026, la principale novità che interessa l’indagine sui prezzi al consumo riguarda l’adozione della nuova classificazione Ecoicop (European Classification of Individual Consumption by Purpose, versione 2) che recepisce i cambiamenti introdotti dalla Coicop 2018. La Ecoicop v2 è articolata su quattro livelli classificatori gerarchicamente ordinati: 13 Divisioni di spesa (erano dodici nella precedente versione della classificazione), 47 Gruppi, 122 Classi e 234 Sottoclassi.
Nel 2026, sono 80 i comuni (in cui risiede l’84,0% della popolazione residente in Italia) che contribuiscono al calcolo degli indici dei prezzi al consumo (come nel 2025); altri 10 comuni (in cui risiede un ulteriore 5,1% della popolazione) effettuano la rilevazione limitatamente alle tariffe comunali e ad alcuni servizi locali.
Sul piano delle fonti, la principale novità riguarda l’utilizzo della banca dati di Ivass anche per il settore delle due ruote.
Nel complesso, sono circa 27 milioni le quotazioni di prezzo – di fonte scanner data e provenienti mensilmente dalla Grande Distribuzione Organizzata – utilizzate nel 2026 per la stima dell’inflazione; 404mila sono rilevate sul territorio dagli Uffici comunali di statistica; circa 188mila sono raccolte dall’Istat (direttamente o tramite fornitori di dati) e circa 203mila provengono dalla base dati dei prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Con riferimento ai canoni di affitto di abitazioni di proprietà privata, le osservazioni disponibili per la stima dell’inflazione sono circa un milione e mezzo.
Nei comuni coinvolti, le unità di rilevazione presso cui avviene la raccolta dei prezzi (punti vendita, imprese e istituzioni) sono più di 45mila; sono invece oltre 2.900 le abitazioni considerate per la rilevazione dei canoni d’affitto delle abitazioni di proprietà di un Ente pubblico.
La raccolta dei dati è effettuata con tecniche tradizionali per il 49,9% del paniere Nic (in termini di peso), mentre per il 36,8% viene effettuata direttamente dall’Istat, mediante tecniche di web scraping o attraverso l’acquisizione da grandi fornitori di dati o da fonte amministrativa.
Gli scanner data (acquisiti dai diversi canali della Gdo) sono riferiti a un campione di oltre 4.250 punti vendita, appartenenti a 19 grandi gruppi della distribuzione al dettaglio, rappresentativi dell’intero territorio nazionale. Sono riferiti ai prodotti alimentari confezionati e a quelli per la cura della casa e della persona. In totale, gli scanner data rappresentano il 13,3% del paniere dell’indice Nic.





























