“Facciamo in modo che vengano rispettati gli accordi sulla rappresentanza e sia garantita la democrazia. Le intese devono essere firmate da chi rappresenta almeno il 50% della platea e devono essere sottoposte al voto dei lavoratori”. Per Maurizio Landini, leader della Fiom, è questa la discussione da fare e non fare voli pindarici sul nuovo modello contrattuale.
Dopo il piano della Cisl sui contratti, in un’intervista al quotidiano “la Repubblica” il capo delle tute blu della Cgil sottolinea che “si vuol riproporre il modello Fiat, facendo diventare predominante l`accordo aziendale e senza tener conto del fatto che solo il 20% delle aziende in Italia applicano la contrattazione di secondo livello”.
Il modello Cisl prevede però un salario di garanzia, una clausola a salvaguardia per chi non fa la contrattazione di secondo livello. “Niente di nuovo – dice Landini – ricalca l`elemento perequativo introdotto dal contratto dei metalmeccanici del 2008: si è visto che non funziona”.


























