“Il documento sottoscritto oggi da tutta la filiera rappresenta un deciso passo avanti verso la condivisione di un modello agroalimentare dove la centralità e il protagonismo tornano nelle mani degli agricoltori e del territorio, ma anche un forte pungolo a Governo e Parlamento italiano ed alla Unione Europea per sostenere una idea di futura politica agricola comune (Pac) decisamente orientata all’impresa agricola professionale che va al mercato e che opera sul territorio e ad una filiera agroalimentare gestita dagli agricoltori”. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel suo intervento al Forum sulla “Pac verso il 2020” promosso dal Ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan, in riferimento alla sottoscrizione del documento da parte di tutte le rappresentanze della filiera (organizzazioni agricole cooperative e sindacati con esclusione dell’industria) sulla riforma della politica agricola comune. “Trasparenza, filiera corta, informazione ai consumatori, qualità, più efficaci strumenti di mercato, assicurazione al reddito, difesa del budget, sussidiarietà e semplificazione, ed ancora centralità del lavoro e contrasto alla rendita fondiaria sono – sostiene Marini – le parole chiave del documento e non vi è dubbio che ciascuna rappresenta un elemento fondamentale storico nel sostegno al nostro progetto di filiera agricola italiana firmata dagli agricoltori”. “Il documento sottoscritto – afferma Marini – sostiene una Pac che favorisca la competitività dell’agricoltura sotto il profilo economico ambientale e sociale, che sia in grado di innovare le attuali inefficienze nella fase di programmazione e gestione dell’offerta, che risponda alle domanda dei consumatori in tema di informazione e trasparenza, che crei le condizioni per il protagonismo e la gestione diretta da parte degli agricoltori di filiere corte e trasparenti per favorire l’occupazione, che ridia centralità al territorio e alla economia reale”. “Ed ancora – continua Marini – è presente una richiesta al Governo per un forte impegno per il mantenimento del budget agricolo nazionale e si confermano i pagamenti diretti disaccoppiati e la necessità di una redistribuzione graduale per superare il criterio storico”. “E’ prevista – precisa- una qualificazione della spesa privilegiando agricoltori attivi e professionali, centralità del lavoro e contrasto delle posizioni di rendita fondiaria e si chiede un nuovo articolo 68 capace di premiare i comportamenti virtuosi, ma anche di rappresentare un’ancora per settori strategici o che necessitano di ristrutturazione; si propongono misure di mercato che privilegino soprattutto le assicurazioni ai prodotti e al reddito; si sostiene uno sviluppo rurale che assuma una caratterizzazione decisamente più agricola rispetto al passato, che eviti dispersioni di risorse, che stimoli un modello produttivo, che combini sostenibilità economica sociale ed ambientale e che concentri le risorse verso le imprese e il mercato; un Psr che finanzi gli investimenti tesi all’innovazione, all’organizzazione, alla promozione, all’accorciamento, all’efficienza e alla trasparenza delle filiere, con la richiesta del superamento dei limiti dimensionali per le imprese di filiera, ma solo nei casi in cui queste siano controllate dai produttori agricoli”.”In ultimo – conclude Marini – si concorda sul rafforzamento della sussidiarietà e sulla semplificare delle procedure”. (LF)
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