I lavoratori Natuzzi sono in presidio davanti al Mimit, dove si sta tenendo un incontro con i sindacati. La Cgil, presente al tavolo, ha sottolineato come chiederà “chiarezza e risposte sul futuro industriale del gruppo e delle migliaia di persone che con il loro lavoro lo hanno reso un grande marchio a livello internazionale”, ha spiegato il segretario confederale della Cgil, Gino Giove. Il sindacato, precisa Giove, è con i lavoratori Natuzzi in presidio.
Per il dirigente sindacale “occorre soprattutto trovare soluzioni che rispondano alle istanze dei lavoratori della filiera, dalla produzione al commercio; tornare indietro rispetto alle delocalizzazioni degli scorsi anni; investire in un modello produttivo in grado di tutelare l’occupazione in Puglia, in Basilicata e in tutto il paese”.
Dall’ incontro di oggi, dichiara il segretario nazionale della Fillea Cgil, Tatiana Fazi, “ci aspettiamo un piano industriale che rilanci la produzione dell’azienda, impresa strategica ed eccellenza del made in Italy. Non devono chiudere gli stabilimenti, i 1.800 lavoratori devono uscire dalla cassa integrazione e bisogna internalizzare la produzione dalla Romania all’Italia per investire realmente sul futuro del Paese e del Mezzogiorno”.
Anche Cisl e Filca sono al fianco dei lavoratori del gruppo Natuzzi, “in una giornata cruciale per il futuro dell’azienda. Ci auguriamo – precisano dichiarano Giorgio Graziani, segretario confederale della Cisl, e Ottavio De Luca, segretario generale della Filca – che dall’incontro al ministero arrivino le risposte attese da anni dai lavoratori, annunciate dal gruppo e mai messe in pratica bisogna finalmente mettere in campo tutte le misure per il rilancio dell’azienda e il mantenimento dei livelli occupazionali”.



























