Una partita a scacchi giocata al rallentatore. Può essere forse questa l’immagine adatta per descrivere la situazione attuale della trattativa relativa al contratto dei metalmeccanici. Oggi, sempre a Roma e sempre in Confindustria, decimo incontro, quinto della serie a delegazioni ristrette. Una serie avviata il 28 gennaio in base a una decisione assunta nel quarto incontro, quello del 21 gennaio.
Come è noto, nel terzo incontro, quello del 22 dicembre 2015, Federmeccanica aveva esposto una sua proposta volta non tanto e non solo al rinnovo del contratto, ma, con una definizione ambiziosa, al suo rinnovamento. Una proposta che pertò, secondo i sindacati dei metalmeccanici, finiva per ridisegnare funzione e ruolo del contratto in termini, a dir poco, non condivisibili. Nodo del dissenso, il salario. E ciò proprio perché la proposta di Federmeccanica, sempre a giudizio dei sindacati, fissando un cosiddetto salario minimo di garanzia finirebbe per azzerare la funzione storica dei minimi salariali definiti dal contratto nazionale. Minimi che possono poi essere arricchiti da quanto ottenuto con la contrattazione di secondo livello. Invece, sempre nella percezione sindacale, il nuovo meccanismo ideato da Federmeccanica porterebbe aumenti del salario nominale, tramite il contratto nazionale, solo a una minoranza esigua dei lavoratori attualmente attivi nel settore. Una minoranza calcolabile attorno al 5% della categoria.
Allo scopo di aggirare questa difficoltà, che al momento appariva insormontabile, fu dunque avviata una serie di incontri tematici in cui approfondire tutti gli altri punti delle reciproche piattaforme; e ciò per vedere se fosse possibile, intanto, costruire una serie di soluzioni condivise.
Dopo quattro incontri tematici, svoltisi fra il 5 e il 25 febbraio, è ora venuto il momento di cominciare a tirare le somme del lavoro fin qui svolto. Ed è appunto questo ciò che oggi è accaduto, nel senso che sono stati ripercorsi i possibili approdi del negoziato in materia di welfare contrattuale (previdenza complementare e sanità integrativa), nonché di diritto soggettivo dei lavoratori alla formazione professionale e di apprendistato.
Dall’incontro odierno è rimasto però ancora escluso il tema più spinoso, e cioè, come si è detto, quello del salario. In questa fase, infatti, è interesse comune delle parti valorizzare i punti di incontro possibili, evitando rotture premature.
Come da programma fissato il 28 gennaio, la fase degli approfondimenti tematici ha però un limite temporale. Martedì 15 marzo è infatti previsto un incontro a delegazioni piene; incontro in cui si dovrà decidere se andare verso un affondo negoziale o prendere atto che vi sono punti di distanza ancora non superati.
Cancellato l’incontro che era stato originariamente calendarizzato per martedì primo marzo, e mantenuto quello previsto per mercoledì 9, oggi è stato definito un nuovo appuntamento, quello di venerdì 11 marzo. Ed è abbastanza chiaro che in questi due prossimi appuntamenti sarà necessario che sindacati e associazioni imprenditoriali tornino a confrontarsi sul tema del salario, ovvero su quello del rapporto fra contratto nazionale e contrattazione di secondo livello.
E qui le prospettive si presentano come molto problematiche. Federmeccanica e Assistal, infatti, appaiono ferme sulla loro proposta iniziale, mentre i sindacati continuano a giudicarla inaccettabile. Non è quindi un caso se, già da fine febbraio, in dichiarazioni rilasciate a margine della trattativa, parole come mobilitazione e sciopero siano tornate a far parte del lessico sindacale..
Va poi osservato che, nonostante che i sindacati siano arrivati a questa trattativa con due piattaforme diverse – una condivisa da Fim e Uilm, l’altra della sola Fiom – hanno badato, almeno fin qui, a muoversi in termini abbastanza unitari. Da questo punto di vista,, la vera notizia emersa oggi è che ieri, ovvero martedì primo marzo, i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm hanno avuto una riunione in cui si sono confrontati sul che fare qualora nel corso del negoziato non maturino novità giudicabili come utili per suoi possibili sviluppi positivi.
Per adesso, l’unica decisione presa è quella di esplorare fino in fondo ogni possibilità di sbloccare la trattativa per via negoziale. Ma secondo diversi osservatori, è difficile che Federmeccanica e Assistal facciano mosse significative fino a quando non sia stato definito il nuovo vertice della Confindustria, a partire dall’elezione del suo nuovo Presidente, che avverrà il 31 di questo mese.
@Fernando_Liuzzi

























