“Non è il Ponte sullo Stretto, opera inutile e dannosa, l`infrastruttura necessaria a rilanciare lo sviluppo della Sicilia, della Calabria e dello stesso Mezzogiorno. Occorre un intervento dello Stato per costruire una programmazione mirata e coerente e disegnare un nuovo piano di sviluppo industriale”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil, Pino Gesmundo.
“Il progetto lacunoso, che ha come presupposto un`analisi costi-benifici irrealistica – dice Gesmundo – comporterebbe gravi impatti ambientali, paesaggistici e naturalistici, determinati anche dall`enorme problematicità della gestione dei cantieri disseminati in tutta l`area, e che metteranno in crisi per anni le città di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni”.
Per il segretario conferedale “è un grave errore considerare la realizzazione del Ponte l`elemento strategico della modernizzazione infrastrutturale del Mezzogiorno. Riteniamo invece prioritarie la realizzazione dell`alta velocità Salerno-Reggio Calabria, che rischia di fermarsi a Romagnano; il completamento dell`elettrificazione e messa in sicurezza della ferrovia jonica Sibari-Reggio Calabria; il miglioramento del sistema di mobilità dell`area centrale dello Stretto; il completamento della Messina-Catania-Palermo e il raddoppio della Messina-Catania-Siracusa che continuano a procedere a rilento. Indispensabile è poi la messa in sicurezza del sistema autostradale Siciliano e Calabrese, portando a compimento la realizzazione dell`E90 (Ss 106), meglio conosciuta come la strada della morte”.

























