Oggi, a partire dalle 15 davanti la sede della Camera dei deputati, è iniziato il presidio di protesta nazionale contro i tagli ai patronati. Le delegazioni regionali di Acli, Inas, Inca e Ital insieme ai cittadini sono in presidio perchè la Camera rigetti la misura proposta nella legge di stabilità, proprio oggi infatti, il testo dovrebbe passare in Commissione Bilancio. Il sito www.tituteliamo.it ha lanciato la campagna #iocimettolafaccia #xidiritti per sostenere la protesta e far partecipare più persone possibile dai smplici cittadini agli Enti previdenziali, Inps e Inail, che in tante regioni hanno fatto sentire la loro voce.
“Non ci sentiamo da soli, si legge sul sito dell’Inca. Insieme a noi ci sono migliaia di persone che non vogliono rinunciare alla tutela gratuita previdenziale e socio assistenziale offerta da questi istituti. Forti del grande sostegno alla nostra protesta abbiamo anche chiesto un incontro urgente alla presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, alla quale solleciteremo di attivare tutte le pressioni necessarie affinché sia stralciata qualsiasi ipotesi di riduzione delle risorse destinate a questi istituti.”
“ La Camera dei deputati – continua la nota – deve dare un segnale forte al Paese cancellando la norma che prevede una riduzione pesante, seppur già ridotta al Senato, di 28 milioni di euro e un intervento strutturale sull’aliquota che alimenta il fondo patronati. Noi ribadiamo con forza che quei contributi destinati ai patronati non sono dello Stato, ma dei lavoratori e delle lavoratrici che continueranno a pagare sulle loro buste paga gli stessi oneri di prima, ma con uno svantaggio in più, perché saranno privati della possibilità di potersi rivolgere ai Patronati per espletare gratuitamente le procedure di riconoscimento di prestazioni previdenziali e socio assistenziali. Quelle somme, che saranno sottratte ai Patronati, perciò, saranno incamerate dal Bilancio dello Stato per altri scopi e non saranno restituite ai cittadini e alle cittadine.”
“La riforma dei Patronati, tanto invocata dal ministro del lavoro Giuliano Poletti – conclude la nota – non è una buona risposta alla domanda di riorganizzazione e valorizzazione dell’attività di tutela individuale, cui dice di essersi ispirato emanando i decreti attuativi, ma un assemblaggio di propositi pasticciati, per i quali non ci è dato sapere neppure quali siano le modalità di applicazione, tanto meno quali saranno le ricadute economiche in capo ai Patronati e agli stessi cittadini, ai quali viene chiesto di pagarsi i servizi per accedere alle prestazioni previdenziali e socio assistenziali, cui hanno diritto per legge.”

























