“I dati oggi presentati dalla Svimez evidenziano la particolare gravità in cui si trovano le aree meridionali e la necessità da parte del Governo di attivare un vero e proprio ‘Piano Marshall’ per il Sud”. Questo è il commento del presidente e amministratore di Italia Lavoro Paolo Reboani ai dati contenuti nel ‘Rapporto 2015 sull’economia del Mezzogiorno’ della Svimez. “Come dice il presidente del Consiglio, occorre cambiare verso – prosegue Reboani. “E lo dobbiamo fare riguardo alle politiche del Mezzogiorno, perché quello che è descritto è tutto vero; ma quello che più è agghiacciante è che le risorse finanziarie per questi territori ci sono e sono anche notevoli. Siamo noi che non le sappiamo spendere. Occorre una nuova agenda per lo sviluppo che metta insieme politiche per le infrastrutture, politiche per la sicurezza, politiche per lo sviluppo, politiche del lavoro. Occorre creare le condizioni per maggiori investimenti e per l’arrivo di capitali. È necessario fare delle robuste azioni di reindustrializzazione. Il Sud è la naturale piattaforma per il protagonismo dell’Italia verso i mercati del Mediterraneo, dell’Africa, dell’Oriente. Occorre una nuova capacità di governo e di coordinamento a livello centrale, un grande coraggio dei governi regionali, una capacità delle imprese di investire”.
“È necessario, dunque – conclude il presidente dell’agenzia del Ministero del Lavoro per le politiche attive – che ci si adoperi per una più coerente stagione di politiche. I dati sull’occupazione sono preoccupanti. Vi è il vero rischio di una generazione perduta in quelle aree del Paese. Le politiche attive diventano la chiave perciò per riportare al lavoro le persone e per offrire una speranza a tanti giovani e donne. Italia Lavoro intensificherà gli interventi in queste aree dell’Italia per migliorare la transizione dalla scuola al lavoro, per immettere i giovani nelle imprese del made in Italy, per contribuire a creare una rete di attori pubblici e privati del mercato del lavoro, per dare il suo contributo a risolvere le crisi industriali. È una missione che ci è stata affidata e che metteremo al centro dei nostri programmi nei prossimi anni”.

























