La Fp Cgil Nazionale ha stilato un report, condotto sui dati del Conto annuale, sulla situazione dei dipendenti comunali a supporto dei un’iniziativa in programma oggi a Roma sul tema “Comuni: Nuovi servizi e Contratto nazionale”.
Il report passa in rassegna lo stato in cui versano maestre, polizia locale, amministrativi e altro ancora, ovvero tutto il vasto mondo del lavoro “comunale”, prendendo come riferimento l’ultimo anno disponibile (2015) con l’anno dell`’ultimo rinnovo contrattuale (2009).
In particolare, i dati mostrano come dal 2009 i dipendenti comunali sono passati da 394.177 nel 2009 a 346.123 nel 2015, per una diminuzione dell’organico di 48.054 pari al 12%. Allo stesso tempo è aumentata progressivamente l’età media, arrivata a 52 anni, a fronte dei 48 anni del 2009, e ben oltre quella media dell’intero settore pubblico che sfiora i 50. Quanto al tasso di invecchiamento, lungo questo trend il numero di dipendenti over 60 nei comuni nel corso del periodo 2009-2015 è triplicato, passando da 23.324 a 61.050. In sostanza, i senior rappresentano circa un quinto del totale dei dipendenti comunali: una grossa fetta di personale che si avvicina all’età pensionabile.
Sul fronte salario, se nel 2009 la retribuzione media complessiva era di 28.696 euro annui, nel 2015 è invece scesa a 28.068 euro. Nello specifico, la parte accessoria è passata da 5.489 nel 2009 euro a 4.784 nel 2015. Salari che quindi non hanno seguito le dinamiche crescenti del costo della vita: nello stesso periodo di riferimento l`’inflazione ha registrato, infatti, una crescita del 9,2%.
Da rimarcare, infine, l’andamento del livello di specializzazione professionale all’interno dei comuni. Nel 2009 i dipendenti comunali laureati erano 60.911. Fenomeno in aumento, che è arrivato nel 2015 a contare 62.460 laureati.
Per il segretario nazionale della Fp Cgil, Federico Bozzanca, i dati dimostrano “come all’indomani dell’approvazione del decreto di modifica del testo unico del pubblico impiego, e alla vigilia dell’apertura della stagione contrattuale, non sia più rimandabile investire sul lavoro, sulla sua valorizzazione e sullo sviluppo professionale, puntando sulla qualificazione del personale, sulla contrattazione integrativa e sul miglioramento della condizioni di lavoro.”






















