“Quando rappresenti il 13% di 35.000 rider e il 96% dei sindacalizzati del comparto, altro che contratto pirata! L’UGL firma il contratto che la categoria ha negoziato con la rappresentanza delle piattaforme. Bombardieri se ne faccia una ragione: io sono contrario ai contratti pirata, e il contratto dei rider è un contratto legittimo applicato a lavoratori che vogliono rimanere autonomi”. Cosi Paolo Capone, segretario generale Ugl, replica al collega della Uil PierPaolo Bombardieri, in merito al contratto per i rider firmato con Assodelivery.
Capone e Bombardieri si sono scontrati duramente sul palco di un convegno dedicato (ironia della sorte) all’intelligenza artificiale e ai suoi possibili sviluppi futuri, ma inevitabilmente passato ad affrontare il tema più immediato di quelli che Bombardieri definisce ‘’gli schiavi moderni’’ dell’algoritmo. Il segretario Uil ha attaccato la Ugl, accusandola appunto di aver firmato con Assodelivery un classico ‘’contratto pirata’’, esattamente come quelli che Cgil, Cisl e Uil, da mesi, stanno cercando di eliminare, assieme alle principali controparti datoriali. Accusa che Capone respinge con sdegno, ribadendo la bontà dell’accordo. Per Bombardieri, invece, quella di Capone è ‘’malafede’’, e ribadisce che i contenuti del contratto Assodelivery non sono affatto quelli dichiarati da Ugl.




























