Uber Italy è stata commissariata per caporalato dei rider che effettuano consegne a domicilio nell’ambito del servizio offerto da Uber Eats. Lo ha deciso la sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano che ha nominato Cesare Meroni come amministratore giudiziario a cui spetterà la gestione amministrativa della filiale italiana del colosso statunitenese. La conferma ad Askanews arriva da qualificate fonti investigative. A eseguire il commissariamento disposto dal Tribunale sono i militari del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza che conducono le indagini su Uber coordinate dal pm Paolo Storari.
Per l’ANAR, l’Associazione Nazionale Autonoma dei Rider si tratta di un fenomeno che può essere combattuto solo al livello tecnologico. Come una intelligenza artificiale che chieda una foto da confrontare con quella del profilo del rider mentre sta esercitando la professione. Nemmeno il contratto, spiega l’Anar, in questo caso è riuscito a dare una soluzione, anzi. “Il fenomeno del caporalato digitale è una problematica che noi di Anar stiamo aiutando a combattere attraverso tecnici specializzati in sicurezza digitale per cercare soluzioni attuabili”, spiega in una nota l’associazione.
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