“E’ di nuovo semaforo rosso” così inizia il comunicato stampa unitario delle segreterie regionali delle Marche di Fisascat-Cil, Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil. La trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale è infatti in una fase di stallo con Federdistribuzione l’associazione datoriale che organizza i colossi della grande distribuzione moderna tra i quali Ikea, Carrefour, Auchan, Metro, Finiper, Sma e tanti altri e che è nata da una scissione con Confcommercio.
I sindacati di categoria dichiarano inaccettabili le proposte di Federdistribuzione avanzate “con il solito sistema del prendere o lasciare”. “Offrono aumenti salariali notevolmente inferiori – dichiarano i sindacati in una nota stampa – a quelli ottenuti dai lavoratori delle aziende che aderiscono a Confcommercio. Lo sconto che chiedono sarebbe pari a 1200 euro in tre anni, in cambio di meccanismi di flessibilità dell’orario di lavoro, governati unicamente dai datori di lavoro e norme che consentono il demansionamento e la possibilità di derogare al contratto nazionale insituazioni di crisi, senza confrontarsi con le organizzazioni sindacali.”
I lavoratori quindi insieme ai sindacati rispondono con una giornata di sciopero indetta per il prossimo 28 maggio: addetti alle vendite, cassieri, macellai, gastronomi e magazzinieri, incroceranno le braccia per la terza volta ed animeranno una protesta colorata davanti ai principali punti di vendita di numerose regioni del paese per dire no alle ingiustificate forzature che Federdistribuzione gioca ad ogni incontro.
“Cambiano le proposte ma non il risultato: i datori di lavoro della grande distribuzione cercano di far quadrare quei conti che ancora non “portano” con il taglio diretto e indiretto del costo del lavoro, nella vergognosa convinzione che a pagare il rinnovo del contratto debbano essere gli stessi lavoratori. Il conto poi sarebbe senza sconti: pochi spicci in cambio di flessibilità oraria, demansionamenti e minori tutele.”



























