L’Italia ha una pressione fiscale al 43,6% che la colloca al quarto posto fra i paesi con il più alto peso del fisco. Occorre, quindi, “un percorso certo, progressivo e sostenibile di riduzione della pressione fiscale”. E’ quanto ha sottolineato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, in occasione di un convegno su spesa pubblica locale e fiscalità, che chiede “con forza” al governo e al Parlamento di “intervenire con urgenza per accelerare i tempi e completare l’attuazione” del ddl delega per la riforma fiscale.
“Le imposte – ha aggiunto il direttore dell’Ufficio studi della confederazione Mariano Bella – sono tutte nemiche della crescita, ci sono quelle più nocive e quelle meno nocive”. Quindi, ha aggiunto, “al di là di fare giochini sul mix di reddito bisogna ridurre la pressione fiscale e per ridurre la pressione fiscale bisogna ridurre la spesa pubblica”.
La risposta, durante lo stesso convegno, è arrivata direttamente dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che ha affermato: “I tagli di tasse devono essere sostenibili sennò non funzionano ma -ha aggiunto- non è l’unico meccanismo di stimolo alla crescita”.
“Il taglio delle tasse è credibile se è permanente e per essere permanente deve essere compensato da tagli alla spesa, le due cose vanno insieme”, ha quindi sottolineato il ministro dell’Economia, aggiungendo: “Se non si procede così, si è costretti a tornare sui propri passi, la spending review non può essere un episodio ma un processo continuo. Serve più efficienza, cioè servizi pubblici”.
“La riduzione dell’imposta sulla prima casa -ha poi specificato Padoan- va nella direzione giusta anche se è una condizione necessaria ma non sufficiente per il rilancio del settore dell’edilizia”.
Continuando a rivolgersi al ministro dell’Economia, il presidente di Confcommercio ha quindi proposto la riduzione di un punto percentuale ciascuna delle attuali cinque aliquote Irpef, iintervento che costerebbe complessivamente poco meno di 8 miliardi di euro: “Speriamo che i conti pubblici e una azione molto coraggiosa di revisione della spesa – ha sottolineato – consentano al governo di trasformare gli impegni presi di recente dal premier Renzi in fatti concreti”.
Infine, “Va scongiurata in tutti i modi l’attivazione delle clausole di salvaguardia che comporterebbero 70 miliardi di tasse in più nei prossimi tre anni”. Lo ha affermato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, nel corso di un convegno su spesa locale e fiscalità. “Altrimenti – ha avvertito Sangalli – si brucerebbero definitivamente le prospettive di ripresa”. “Se queste clausole non scatteranno, come il governo ha assicurato, e noi ce lo auguriamo e ci vogliamo credere, le scelte dell’esecutivo andranno nella giusta direzione”.

























