I sindacati di categoria del Piemonte Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl lanciano l’allarme sulla situazione del sistema sanitario regionale e, in particolare, fanno riferimento al piano straordinario proposto dall’assessore regionale alla sanità, Antonio Saitta, che prevede l’utilizzo di medici specializzandi per abbattere le liste d’attesa. Piano che, nelle parole dei sindacati, “rischia di essere inefficace senza nuovo personale infermieristico, in quanto la capacità di fare diagnosi e cura da parte medica non può prescindere da un adeguato numero di collaboratori che contribuiscono alla cura dei pazienti.”
“In una situazione di emergenza come quella attuale dovuta all’influenza, di fatto attesa ed annunciata, i circa 3mila professionisti in meno nella sanità piemontese dal 2010 ad oggi e l’assenza di una rete territoriale adeguata si fanno sentire negativamente sull’organizzazione generale del sistema – spiegano i segretari regionali di Cgil Fp Cisl Fp Uil Fpl, Gabriella Semeraro, Calogero Messina e Roberto Scassa – con gravi conseguenze sulla qualità e sulla quantità dell’assistenza sanitaria erogata.”
I sindacati regionali fanno presente che in Italia c’è un rapporto di 1,5 infermieri per medico, contro i 2,8 Infermieri della Francia, i 3,2 della Germania e i 4,3 della Svizzera.
Con la presentazione della piattaforma unitaria sulla sanità, avvenuta nel mese di novembre 2016, i sindacati avevano preannunciato all’assessore Saitta l’esigenza di avviare un confronto su 3 grandi temi: piano di assunzioni triennale e stabilizzazione dei lavoratori flessibili e precari; limitazione della gestione privata nell’ambito della sanità pubblica come forma di integrazione e non sostituzione; riorganizzazione in un’ottica di valorizzazione delle competenze e autonomia professionale per sostenere le necessità del territorio.



























