La Spagna alza lo scontro con l’Italia sulla gestione dell’emergenza migratoria a Ceuta e fissa una scadenza. Il governo di Pedro Sánchez ha chiesto a Roma di revocare entro domenica 9 agosto i controlli reintrodotti il 1° agosto sugli arrivi dalla Spagna via mare e via aerea, avvertendo che, in caso contrario, adotterà “misure proporzionate” nei confronti dell’Italia. L’ultimatum è contenuto in una nota ufficiale diffusa al termine di una riunione di coordinamento sulla crisi, presieduta dallo stesso Sánchez, che ha interrotto le ferie a Lanzarote per seguire l’evolversi della situazione.
Secondo Madrid, la decisione italiana ha compromesso la mobilità di migliaia di passeggeri e generato incertezza giuridica nel pieno della stagione estiva. L’esecutivo spagnolo definisce inoltre il provvedimento “senza precedenti nella storia recente”, adottato senza preavviso, unilateralmente e “con argomentazioni pretestuose che non rispettano né il Codice delle frontiere Schengen né la verità”.
Il governo spagnolo ribadisce quindi le ragioni per cui considera infondate le motivazioni addotte da Roma. In primo luogo, sostiene che nessuno dei migranti entrati irregolarmente a Ceuta la scorsa settimana poteva o può circolare liberamente nello spazio Schengen, poiché la città autonoma gode di uno status speciale dal 1991. In secondo luogo, evidenzia che, grazie alla collaborazione con il Marocco, “praticamente tutti” i migranti sono già rientrati oltre confine.
Madrid richiama inoltre i dati di Frontex, secondo cui negli ultimi anni è stata proprio l’Italia a registrare il maggior numero di attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’Unione europea, con valori circa doppi rispetto a quelli della Spagna. Accusa inoltre Roma di non applicare correttamente, dal 2022, il Regolamento di Dublino, scaricando così una parte della pressione migratoria sugli altri Stati membri.
Nel comunicato il governo Sánchez rivendica anche la solidarietà dimostrata nei confronti dell’Italia negli ultimi anni, ricordando di aver accolto una parte dei migranti sbarcati a Lampedusa nel 2023 e di aver mantenuto aperti i propri porti alle persone soccorse lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Per questo considera i controlli introdotti dall’Italia “ingiusti, contrari agli interessi dell’Unione europea e discriminatori nei confronti della popolazione spagnola”.
L’esecutivo spagnolo chiede quindi all’Italia di revocare le restrizioni e di “trattare gli spagnoli come tutti gli altri cittadini europei”. In caso contrario, avverte la nota, “se non lo farà entro domenica 9 agosto, la Spagna sarà costretta ad adottare misure proporzionate per tutelare gli interessi e la dignità dei suoi cittadini”.
La riunione di governo, svoltasi in videoconferenza, ha visto la partecipazione, tra gli altri, dei ministri della Difesa Margarita Robles, dell’Interno Fernando Grande-Marlaska, dell’Inclusione e Migrazioni Elma Saiz e della Gioventù Sira Rego, oltre al segretario di Stato agli Esteri Diego Martínez Belío. Durante l’incontro è stato fatto il punto sulla situazione a Ceuta dopo l’arrivo, a partire dal 30 luglio, di oltre 70 mila migranti. Secondo il governo spagnolo, la maggior parte delle persone è già rientrata in Marocco, mentre circa 150 migranti hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’enclave spagnola. Sono state inoltre esaminate nuove misure di assistenza per le persone ancora presenti a Ceuta e iniziative per rafforzare la sicurezza e il sostegno alla popolazione locale.



























