Francesco Guccini è morto questa mattina a Pavana (Pistoia) all’età di 86 anni . “Nel rispetto delle sue volontà, le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni e in forma strettamente privata”, scrive la famiglia in una nota. E nel chiedere che questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità, “ringrazia anticipatamente tutti coloro che si uniranno al suo lutto con affetto, discrezione e rispetto. Per permettere, a chi lo ha amato, di ricordarlo e di salutarlo, verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre”.
Francesco Guccini è stato uno dei più grandi cantautori italiani. Nato a Modena il 14 giugno 1940 e cresciuto a Pàvana, sull’Appennino tosco-emiliano, Guccini aveva legato la propria formazione a Bologna, città simbolo della cultura e della canzone d’autore italiana. Brani come Dio è morto, La locomotiva, L’avvelenata, Cyrano, Eskimo, Autogrill, Incontro e Canzone per un’amica hanno attraversato generazioni diverse, diventando colonne sonore di un’Italia in trasformazione. Le sue canzoni, spesso lunghe e ricche di riferimenti letterari, storici e filosofici, hanno rappresentato un unicum nel panorama musicale nazionale.
Alla notizia della sua scomparsa, la Camera gli ha tributato un applauso. “Ci ha lasciato Francesco Guccini. Un poeta che ha saputo raccontare il nostro tempo, unire generazioni, raccontare una visione. Credo che sia giusto che a settembre la Camera ricordi una delle figure più straordinarie del nostro tempo, della nostra musica, della nostra poesia, della letteratura”, ha detto Chiara Braga, capogruppo Pd. La richiesta ha avuto sostegno bipartisan.
“La presidenza si associa alle condoglianze alla famiglia”, ha aggiunto la presidente di turno Anna Ascani.
























