Il segretario generale della Fillea Cgil, Walter Schiavella, lancia la proposta di riconoscere il reato di omicidio sul lavoro. Il segretario in una nota dichiara che, nonostante in questi anni di crisi si siano persi 800mila posti di lavoro, “il numero di infortuni mortali ad oggi è lo stesso del 2010”, e che gli infortuni meno gravi “spesso si evita di denunciarli, su richiesta degli stessi datori di lavoro.” In virtù di una logica funzionale ad aggirare la crisi, soprattutto del settore edilizio, “si sceglie di porre le esigenze della produzione prima di quelle delle persone”, sacrificando così i diritti dei lavoratori in favore della totale libertà di impresa.
Il segretario Schiavella si rifà alla tragedia della cava di marmo di Carrara, definendolo “solo l’ultimo episodio di una strage inaccettabile. Non è concepibile morire di lavoro” e conclude aggiungendo che “ il cordoglio di imprese e istituzioni non basta più.”




























