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Scuola, prosegue la protesta degli studenti con occupazioni e sit-in

redazione
Febbraio07/ 2022

Dopo le proteste dello scorso venerdì contro maturità e PCTO, gli studenti continuano a scendere in piazza “per cambiare la scuola” e lanciano gli Stati Generali della scuola pubblica. Questa mattina altre tre scuola di Torino hanno occupato e si sono riunite in assemblea “per costruire un’alternativa al modello di istruzione attuale”; a Cagliari, Nuoro, Sondrio e Bergamo gli studenti sono scesi in piazza ancora una volta per chiedere di cambiare maturità e PCTO.

“A seguito di un anno e mezzo di chiusure – dicono gli studenti del collettivo Rete della Conoscenza – crediamo che la riappropriazione degli spazi di socialità all`interno della scuola, sia fondamentale, rendendo i luoghi della formazione realmente attraversabili da tutti. La scuola deve essere un luogo di crescita e relazione non palestra di sfruttamento, precarietà e morte. Dopo due anni senza risposte dalle istituzioni, dopo due anni che ci facciamo sentire nelle scuole e nelle strade per cambiare la nostra scuola, non accettiamo che l’unica risposta sia la repressione, ora decidiamo noi!”.

“Non si tiene conto delle difficoltà degli ultimi anni, un Esame privo di senso – denunciano gli studenti – Non riteniamo che il percorso degli studenti si possa valutare attraverso questa modalità di esame. Al contrario sosteniamo un approccio che garantisca al soggetto in formazione di apportare elementi di soggettività e pensiero critico al processo valutativo, valorizzando la multidisciplinarietà e il totale percorso di studi dello studente. Il Ministro continua a non convocarci per prendere le decisioni, per questo siamo disposti a mobilitarci finché questo non avverrà”.

“In tutto il paese non smetteremo di lottare – conclude Luca Redolfi, coordinatore nazionale dell`Unione Degli Studenti, promotrice delle mobilitazioni – finché l’attuale modello di scuola non cambierà, finché non ci sarà data parola. Da queste proteste lanciamo gli Stati Generali della scuola pubblica, un momento storico per il nostro paese, in cui studenti e studentesse da tutta Italia si riuniranno a Roma assieme a realtà politiche e sociali, per ricostruire un nuovo immaginario di scuola. La politica ci deve ascoltare”.

E.G.

redazione

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