Nuova condanna della Corte di giustizia Ue per la ”626”, la normativa italiana in materia di tutela della saluta e sicurezza sul posto di lavoro.
La Corte di giustizia della comunità europea di Lussemburgo ha infatti dichiarato l’Italia “inadempiente” per incorretta trasposizione della direttiva Ue in materia.
Questa volta le lacune legislative riguardano le procedure e le apparecchiature necessarie per evitare gli incidenti sul posto di lavoro, come ad esempio la presenza di appositi segnali acustici per avvertire che si è in una zona pericolosa o di comandi speciali per l’avvio e l’arresto dei macchinari.
Non è la prima volta che l’Italia viene dichiarata “inadempiente” a causa della “626”, approvata nel settembre del 19. Già nel 2001 la Corte di Lussemburgo aveva, per altre ragioni, condannato le autorità italiane, giudicando il decreto legislativo incompleto.
L’Italia dovrà ora modificare immediatamente la legge in questione adeguando la propria normativa al dettato della direttiva Ue. Se le autorità italiane non intervenissero in modo adeguato, la Commissione europea potrebbe chiedere alla Corte di condannare l’Italia a pagare una «multa» commisurata alla durata dell’inadempimento.
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