Secondo quanto anticipato oggi da un articolo del Sole 24 ore, al tavolo della vertenza Telecom Italia di questo pomeriggio, l’azienda avanzerà una proposta che cambia, e non poco, le carte in tavola: l’aumento del numero di esuberi, da 1700 a 3 mila, in luogo del ritiro del piano di spin off, ossia di societarizzazione, dei call center del gruppo. Il piano che l’azienda presenterà al Mise, precisa l’articolo, è conseguente alla bocciatura da parte dei lavoratori di un accordo siglato il 18 dicembre scorso fra azienda e sindacati.
Le ricadute maggiori potrebbero riguardare proprio le divisioni fra i sindacati: da una parte Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl telecomunicazioni, più aperti alla discussione, dall’altra la Slc Cgil, ferma nel rifiuto del piano.
“Costruttivamente, la Uil – afferma Salvo Ugliarolo, segretario della Uilcom Uil – si siederà per ragionare e ricercare soluzioni. A due condizioni: la prima è che venga ritirato il progetto di societarizzazione. La seconda sta nella gestione degli esuberi con l’utilizzo degli ammortizzatori sociali”.
Ma la partita degli esuberi non si giocherà solo al tavolo delle trattative. Il mancato inserimento della cosiddetta “solidarietà espansiva” fra i decreti attuativi del Jobs act, infatti, apre la strada a un duplice scenario: o la misura verrà inserita nella prossima legge di stabilità, o spetterà al ministero una deroga che permetta al gruppo, che ha già utilizzato per due anni tale strumento, di continuare a usufruirne anche dopo l’anno di stop (2016).
“Se gli strumenti degli ammortizzatori sociali si renderanno disponibili grazie all’intervento del ministero del Lavoro e del Mise – spiega Giorgio Serao, segretario nazionale Fistel Cisl – andremo a verificare la fattibilità del processo. A noi interessa salvaguardare tutto il perimetro occupazionale di Telecom ed evitare la societarizzazione del caring”.
Mentre per Michele Azzola, segretario nazionale Slc Cgil, “Stiamo parlando di una proposta irricevibile perché basata sull’uso di un ammortizzatore sociale senza neanche l’apertura delle procedure di mobilità. È una proposta fuori dalle regole. Ribadiamo invece la nostra disponibilità a ragionare a tutto campo del futuro di Telecom. E per questo invitiamo il governo a convocare una discussione fra noi e i nuovi azionisti”.


























