Il Mimit conferma il miliardo e 300 milioni già destinati per Transizione 5.0 ai quali si aggiungono ulteriori 200 milioni. Numeri e parole che fanno felici e rassicurano il mondo delle imprese, che si era messo in modo compatto sul piede di guerra dopo il dietrofront del governo che aveva messo in allarme il tessuto produttivo del paese. Il tavolo che si è tenuto presso il Ministero dell’industria e del Made in Italy ha riportato il sereno tra il mondo degli imprenditori e l’esecutivo.
“Nessuna sorpresa” ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, al termine dell’incontro, manifestando “apprezzamento per il fatto che in un contesto geopolitico così difficile e di instabilità si riconosca il sostegno alle imprese. Un apprezzamento anche per il ministro Urso per la difesa dell’industria. Mantenere 1,3 miliardi, più un’aggiunta di 200 milioni, vuol dire portare dal 35% del decreto di venerdì al 90% e al 100% sui pannelli fotovoltaici. Questo vuol dire che comunque l’impresa deve essere sostenuta e non si poteva fare altro. Questa era la via giusta perché gli imprenditori che si fidano delle istituzioni possano continuare a farlo”.
Secondo il presidente degli industriali quella del governo non è stata una retromarcia: “Non credo, a noi interessa poco. Oggi interessava che non fosse lasciato indietro nessuno. Credo che oggi ci sia un buon risultato”.
Apprezzamento anche da parte di Confcommercio per bocca del suo segretario generale, Marco Barbieri, che ha sottolineato come il governo abbia accolto “la manifestazione esposta da tutte le imprese, ha rimesso al centro le imprese e le imprese possono godere di quanto effettivamente era stato loro promesso”. Confcommercio ha poi sottolineato anche il metodo di convocazione delle sigle del tavolo, spiegando che con “questo incontro si ritorna per la prima volta a un confronto con la rappresentanza vera, imprenditoriale di questo paese. Il governo ha capito che non è opportuno convocare 50 o 60 organizzazioni, ma bisogna convocare quelle maggiormente rappresentative”.
“Siamo soddisfatti dell’intervento tempestivo messo in atto dal Governo per ridare certezze alle imprese in merito all’utilizzo delle risorse per gli investimenti del piano Transizione 5.0” ha dichiarato il presidente di Confartigianato Marco Granelli.
“Il ministro Urso ha risposto alle nostre preoccupazioni e sollecitazioni circa i tagli contenuti nel Dl fiscale, anche assicurando un incremento degli incentivi a 1,5 miliardi. Di particolare importanza l’impegno del ministro per gli affari europei, il Pnrr, le politiche di coesione Tommaso Foti per l’adeguata riprogrammazione delle risorse necessarie per far fronte agli impegni assunti, così come apprezziamo l’annuncio, da parte del vice ministro all’Economia Maurizio Leo, della imminente emanazione del decreto che garantirà la partenza rapida del nuovo strumento dell’iperammortamento”.
“Le proposte avanzate dal Governo rappresentano un primo importante segnale nell’interesse delle imprese per il raggiungimento degli obiettivi di transizione”. È la posizione espressa da Confcooperative. “È importante per le imprese che hanno avviato impianti, firmato contratti e pagato fornitori e che hanno agito nell’affidamento delle promesse del governo, non potrebbero sostenere un taglio del 65% su investimenti già realizzati. Una necessità di certezza normativa soprattutto in un’epoca caratterizzata da grande instabilità e incertezze geopolitiche”.
“Apprezziamo lo sforzo del governo per il ripristino delle risorse su transizione 5.0. Ma in una fase segnata da rallentamento economico, forte incertezza internazionale e nuovo aumento dei costi energetici, è necessario tenere insieme due obiettivi: sostenere gli investimenti delle imprese e intervenire per contenere gli effetti del caro-energia” è quanto ha evidenziato il presidente di Confesercenti Nico Gronchi.
“Transizione 5.0 è una importante opportunità messa a disposizione delle imprese per favorire investimenti e rafforzare i processi innovativi – ha aggiunto la confederazione -. Le imprese, ora più che mai, hanno bisogno di certezze, un cambio delle regole in corso d’opera potrebbe essere esiziale. In un mondo dove l’incertezza sta diventando strutturale, dal governo ci attendiamo interventi coerenti e di supporto per accompagnare le imprese in una fase dell’economia mondiale che porterà a rivedere molte delle previsioni che si erano fatte per il 2026.
Il ripristino delle agevolazioni introdotte con transizione 5.0 non è l’unica emergenza che va affrontata. Gli ultimi sviluppi sui mercati energetici stanno già producendo effetti rilevanti: i soli incrementi registrati dall’inizio del conflitto in Iran hanno determinato un aggravio di oltre 800 milioni di euro sulla bolletta 2026 delle imprese del terziario, di cui oltre 200 milioni solo per gli aumenti avvenuti negli ultimi 15 giorni. Un impatto che si scarica direttamente sulla capacità di investimento e sulla tenuta economica di commercio, turismo e servizi. In particolare, secondo il monitoraggio del nostro consorzio Innova Energia, il maggior onere per i consumi di elettricità e gas inciderà mediamente da qui a dicembre sulle nostre attività di bar per 1.175 euro, circa 2.190 per un ristorante, quasi 3.400 per un albergo”.
“Gli impegni saranno mantenuti tutti coloro che hanno presentato domanda per Transizione 5.0 riceveranno quanto dovuto. Al tavolo sono state confermate le risorse inizialmente destinate pari a 1,3 miliardi più 200 milioni aggiuntivi” ha detto il ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso, al question time alla Camera.
“Ci troviamo di fronte al più importante, rilevante, significativo intervento per le imprese – ha aggiunto Urso -. Oltre 10 miliardi nel biennio 2024-25 se sommiamo Industria 4.0 e Transizione 5.0, che diventano 20 miliardi considerando l’iperammortamento”.
“E’ il più grande e significativo piano di incentivazione dell’impresa mai realizzato in così poco tempo e in un contesto internazionale così difficile come quello che stiamo affrontando. Il Piano transizione 5.0 appena concluso ha visto la partecipazione di 20 mila imprese, di cui 15 mila di piccola e media dimensione, impegnate sia nella transizione digitale, sia nella transizione green con l’utilizzo di pannelli solari realizzati nel nostro paese grazie all’azienda 3Sun che ha permesso a queste imprese di realizzare impianti energetici ai fini dell’autoconsumo industriale”.























